Tombazis spiega le modifiche alla DT: “Le misure esistenti erano insufficienti!”

Mar 21, 2025

Paolo D’Alessandro
Il Gran Premio di Cina dovrà offrire alcune risposte importanti dopo la prima gara stagionale in Australia. Non solo sarà interessante valutare i valori di forza delle varie squadre su una pista molto diversa dall’Albert Park (e anche dal Bahrain), ma c’è curiosità anche intorno alle modifiche che la FIA ha attuato in materia di controlli sulla flessione dell’ala posteriore, con una lotta intrapresa dalla Federazione contro il ‘mini-DRS‘ e tutti questi sistemi che usufruiscono di un eccessiva flessione dei componenti. A spiegare la posizione della FIA, ai microfoni di Sky Sport F1, è il responsabile monoposto Nikolas Tombazis.

Tombazis: “E’ stato subito evidente che le misure prese erano insufficienti, abbiamo visto fenomeno che non ci piacciono”

La Federazione dopo il caos scoppiato a Baku sul mini-DRS visto sulla McLaren, è intervenuta per bandire quel tipo di soluzione, andando progressivamente ad inasprire i controlli statici per limitare la flessione delle ali. La materia dell’aeroelasticità è un qualcosa su cui i team hanno investito molte risorse, ritenendolo un elemento importante per la prestazione e che può inficiare sul bilancio complessivo delle monoposto. Non è un caso che Red Bull, tramite le parole di Pierre Waché, sin dai test ha puntato il dito nei confronti dei rivali (McLaren e Ferrari su tutti) nel tentativo di colpire gli avversari e privarli di un vantaggio acquisito nel corso del tempo. Nikolas Tombazis ha voluto chiarire la posizione presa dalla Federazione, spiegando il motivo per il quale si è deciso di intervenire dopo i controlli avuti in Australia, con un nuovo inasprimento della DT che vi avevamo anticipato in vista della Cina. Il discorso della flessibilità coinvolge sempre una presa in giro. I team sanno bene che devono fare ali molto rigide. Per quest’anno abbiamo deciso di essere più restrittivi sull’ala anteriore con alcune specifiche che devono arrivare per la Spagna e per l’ala posteriore. È stato abbastanza chiaro fin da subito che le misure prese per quest’anno sull’ala posteriore erano un pochino insufficienti, quindi in questo modo giusto, per evitare il propagare di questa discussione per tante gare, abbiamo deciso di essere incisivi e abbiamo fatto questo cambiamento per questa gara.”

2026 Tombazis
Il rappresentante tecnico della FIA non ha nascosto che le discussioni sono partite da quanto si è visto a Baku su McLaren, ma non è il solo caso isolato ed anzi, l’intervento della Federazione è proprio nell’ottica di bloccare un esasperazione di tali fenomeni.“Il rapporto fra il profilo principale dell’ala posteriore e il flap, profilo secondario, in velocità cambiava, si apriva, e questo fa ridurre la resistenza all’avanzamento ed è il motivo per cui alcuni team lo facevano. Abbiamo visto, installando delle telecamere sulle macchine, che c’erano alcuni fenomeni che non ci piacevano, per questo siamo intervenuti ha dichiarato al microfono di Mara Sangiorgio, spiegando così l’inasprimento ulteriore dei test sull’ala posteriore, dopo aver monitorato da vicino, a Melbourne, ogni scuderia con telecamere apposite. 

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