McLaren, Mercedes e Ferrari: ali posteriori protagoniste in Ungheria

Lug 23, 2026

Paolo D’Alessandro, Rosario Giuliana

Il tema di questo fine settimana sarà senza dubbio l’Aston Martin AMR26-B di Adrian Newey. Il team di Fernando Alonso e Lance Stroll si aspetta di aprire una nuova fase della propria stagione proprio dall’Ungheria, ultimo appuntamento prima della sosta estiva, in attesa del rientro con l’aggiornamento della Power Unit Honda, previsto grazie all’introduzione dell’ADUO.

C’è però anche un altro tema tecnico particolarmente interessante in vista di questo weekend. L’Hungaroring rappresenta infatti il primo circuito da altissimo carico aerodinamico dopo Montecarlo. Barcellona richiede anch’essa livelli elevati di carico, ma su quel tracciato l’efficienza aerodinamica sul dritto continua ad avere un peso decisamente maggiore.

Nonostante la presenza dell’aerodinamica attiva, con quattro zone di attivazione previste per questo fine settimana, il disegno delle ali e il carico che sono in grado di generare continuano a rappresentare un elemento chiave del lavoro degli uffici tecnici. Non è quindi un caso che Mercedes, Ferrari, McLaren e altri team abbiano portato proprio in quest’area numerosi aggiornamenti.

Gallery Mercedes

Mercedes continua a lavorare su gli hanger flap dell’ala posteriore, aggiunti altri elementi in Ungheria.

Partendo dai top team, e dalla squadra che continua a dominare questo campionato, ossia Mercedes, sulla W17 è comparsa un’ulteriore appendice aerodinamica. Se i tecnici guidati da James Allison sono stati i primi a introdurre i due “hanger flap” – i profili orizzontali rettangolari collocati sopra l’ala mobile – in Ungheria debutta anche un nuovo dispositivo nella parte centrale dell’ala posteriore, ispirato a una soluzione già vista su Ferrari (e, in parte, Alpine).

Lavoro di microaerodinamica anche intorno alla zona dell’attuatore dell’ala posteriore. Sulla cover in carbonio compare ora un piccolissimo profilo ai lati di esso.

All’Hungaroring il carico aerodinamico rappresenta il fattore determinante e ogni singolo punto di carico aggiuntivo può fare la differenza. Proprio per questo motivo, anche dettagli apparentemente marginali vengono sviluppati con estrema attenzione.

McLaren: l’ala reverse è pronta al debutto per il test in pista. Ritorna l’ala reverse su Red Bull

Non è stata introdotta una vera e propria specifica da alto carico, ma nei box è presentecome anticipato dal team stessol’ala rotante che pensavamo di vedere già in Austria prima e a SPA poi. Era già noto che i tecnici di Rob Marshall avevano seguito il filone di sviluppo di Milton Keynes, mantenendo l’attuatore centrale e il punto di ancoraggio nella parte inferiore del flap mobile, che quando sarà attivato spingerà indietro il flap mobile. La MCL40 seguirà dunque la RB22, che a sua volta riporta in pista la propria soluzione dopo i problemi patiti negli appuntamenti di Austria e Silverstone. L’ala, presente con tutta probabilità in un solo esemplare, è montata sulla vettura numero 81 di Oscar Piastri, mentre il compagno Norris presenta al giovedi una MCL40 dotata della configurazione più convenzionale.

Gallery: Ala posteriore Lando Norris & Oscar Piastri – Ala Red Bull

Sul fronte Aston Martin – seppur non ancora montata del tutto – si era già intravista una modifica all’ala posteriore della AMR26-B, adottante una soluzione dei flap “stile Mercedes”.

Ferrari: la specifica da alto carico può tornare utile in altri appuntamenti in calendario.

Tuttavia, la scena più importante relativamente al parco ali posteriore spetta senza dubbio alla “Macarena” Ferrari: Anch’essa ha preso (in parte) ispirazione da Mercedes, facendo propri dei concetti visti nel design introdotto da Red Bull, con due flap triangolari in una zona più centrale del flap mobile.

In aggiunta, Ferrari ha intelligentemente sfruttato la soluzione che gli altri team avevano ingegnosamente studiato per Monaco, quando si sfruttò l’assenza degli attuatori, andando a riempire il relativo volume con una costruzione di flap nella parte centrale. La Scuderia italiana può farne uso e consumo, poiché sulla SF-26 l’attuatore posteriore è affogato nell’endplate, con una soluzione molto sofisticata (non ancora ricopiata da altri) ma che da i suoi vantaggi, come possiamo apprezzare in questo caso.

Gallery ala posteriore Ferrari SF-26

Come raccontato alla vigilia del week end ungherese, il lavoro di Ferrari sull’ala posteriore va oltre quello che concerne il singolo appuntamento all’Hungaroring. L’ala è un evoluzione aerodinamica della prima specifica introdotta a Miami e potrà tornare utile in circuiti nei quali ci sarà esigenza di carico, eventualmente Singapore ma anche la prossima tappa olandase a Zandvoort. E’ un lavoro molto certosino, anche di microaerodinamica, che volge al massimizzare il rapporto tra carico aerodinamico ed efficienza sia a flap chiuso che aperto.

Credits photo: AutoRacer, Tomasz Mróz & MAteusz Mróz

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