Racing Bulls: gioie e dolori della Safety Car a Suzuka e le difficoltà nei sorpassi

Apr 3, 2026

Chiara Scaccabarozzi

Nel GP del Giappone è stata la Safety Car a condizionare la gara dei due piloti della Racing Bulls. Nel muretto di Lawson ne hanno approfittato riuscendo a smarcare un pit stop per montare le hard e completare la rimonta del neozelandese dalla 14ª posizione di partenza alla nona. Dal lato del box di Lindblad, invece, la sosta era appena stata effettuata quando la Safety è entrata in seguito all’incidente di Bearman, facendo perdere quattro posizioni al giovane rookie. La costanza con cui la Racing Bulls è andata a punti nelle prime tre uscite stagionali fa ben sperare i piloti circa i miglioramenti sul potenziale della VCARB03, anche se Lawson ha incontrato difficoltà nella gestione dell’energia durante la gara.

FOTO da: @visacashapprb – Instagram

LAWSON: “PRIMA PARTE DURA MA LA SAFETY CI HA AIUTATO”

Dopo le qualifiche non brillanti che l’hanno costretto a partire dalla 14ª casella, Lawson riesce a conquistare gli unici punti della Racing Bulls in Giappone chiudendo la gara in nona posizione. La domenica del neozelandese inizia in salita, non solo a causa della posizione arretrata in griglia di partenza, ma anche per una partenza difficile da gestire e alcune modifiche apportate sulla VCARB03 dopo i problemi delle qualifiche. “All’inizio abbiamo sicuramente faticato. Dobbiamo analizzare come abbiamo concluso le qualifiche, con l’ala che abbiamo montato sulla vettura. Non era dove ci aspettavamo. È stato decisamente confusionario. Anche la partenza della gara è stata piuttosto difficile da gestire, quindi analizzeremo tutto e impareremo da questa esperienza per il futuro.”

Se nel weekend precedente in Cina la gara era stata compromessa dall’entrata in pista della Safety Car, a Suzuka le tempistiche sono state a suo favore. Nella seconda parte della gara, inoltre, è riuscito a migliorare dopo aver montato le hard nell’unico pit stop effettuato. “La prima parte della gara è stata davvero dura, ma siamo riusciti a trovare una finestra di velocità migliore durante lo stint con le hard verso la fine“, spiega al termine della gara, “Siamo stati anche un po’ fortunati con la Safety Car, che ci ha aiutato a entrare in zona punti, mentre in Cina non è stata l’ideale. Senza di essa, sarebbe stato difficile finire dove siamo arrivati, quindi è positivo portare a casa un risultato positivo.”

Con i punti ottenuti da Lawson in Giappone, la Racing Bulls scivola al settimo posto nella classifica Costruttori e il neozelandese sale in decima posizione in quella Piloti davanti al compagno di squadra Lindblad e ad Hadjar. Considerando anche la Sprint in Cina, sono tre i piazzamenti a punti nelle prime tre uscite stagionali del 24enne, andato a secco solo all’esordio in Australia. Il potenziale della VCARB03 può ancora migliorare e Lawson non ha dubbi a riguardo: “Assolutamente sì. In Cina abbiamo avuto la sfortuna di avere la Safety Car, eppure siamo comunque arrivati ​​a punti. Neanche lì, in gara, siamo stati particolarmente veloci. È molto positivo quando riusciamo a raggiungere velocità come quelle che abbiamo avuto a Melbourne. A dire il vero, penso che siamo in un’ottima posizione. In questo momento stiamo tirando fuori tutto quello che abbiamo dalla macchina e stiamo conquistando i punti. Quindi è una cosa positiva ed entusiasmante.”

FOTO da: @visacashapprb – Instagram

LAWSON SULLA DIFFICOLTA’ DI GESTIONE DELL’ENERGIA

Come si è già potuto vedere nelle prime tre uscite stagionali, molti sorpassi in curva non sono andati a buon fine in quanto il pilota che ha effettuato la manovra si è trovato senza energia per potersi difendere. Chi ha subìto il sorpasso ha quindi avuto la possibilità di riprendersi la posizione nel rettilineo immediatamente dopo la curva grazie al vantaggio dell’energia accumulata. Anche Lawson ha incontrato diverse difficoltà con la gestione dell’energia, soprattutto nella lotta con Ocon per la nona posizione finale dopo la sorpresa in partenza di Bortoleto. “All’inizio della gara, sono stato superato in modo del tutto inaspettato da Gabriel e questo mi ha stressato molto“, racconta ai media, “Poi siamo arrivati ​​al rettilineo successivo e l’ho superato di nuovo con più energia. Quindi, più o meno, la gara è andata così. Sapevo che se Esteban avesse speso energie per superarmi, sarei stato in grado di superarlo a mia volta. Penso che lo sapesse anche lui, quindi abbiamo mantenuto un ritmo costante per tutta la partita, divertendoci.”

Sulla lotta con Ocon e la difficoltà nei sorpassi è andato poi nel dettaglio: “Se chiedete a Esteban, che era dietro di me, vi dirà che era molto più veloce e non è riuscito a sorpassarmi“, ha detto, “Per me, è stato molto difficile. Ero sul treno alla partenza e ho avuto difficoltà con la macchina, anche guardando Verstappen e i ragazzi davanti. Era molto difficile sorpassare. Questa gara è stata sicuramente la più difficile. Non importa davvero cosa fai: sei costretto a usare energie per fare un sorpasso. E qui c’è praticamente un rettilineo subito dopo dove vieni ripassato.”

FOTO da: @visacashapprb – X

LINDBLAD: “LA SAFETY CAR È CIO’ CHE CI HA PENALIZZATO MAGGIORMENTE”

Se la Safety Car ha aiutato Lawson nella sua rimonta fino al nono posto, la stessa fortuna non ha baciato Lindblad, che conclude la gara in 14ª posizione. Con una splendida qualifica che gli ha permesso di scattare dalla nona casella, il rookie della Racing Bulls si è comportato meglio del compagno di squadra nella partenza del Giappone, riuscendo a salire di una posizione nei primi giri. Prima del pit stop, però, è stato sorpassato da Verstappen e Ocon, ingaggiando poi una lotta con Hadjar. “Penso che fossi in ottava posizione dopo un paio di giri“, spiega al termine della gara, “Poi credo che ci fossero alcune cose che avrei potuto gestire meglio dal punto di vista energetico e della batteria con Max ed Esteban durante il primo stint. Quindi ho perso quelle due posizioni e poi mi stavo assestando su un buon ritmo prima del pit stop.

La Safety Car entra in pista in seguito all’incidente di Bearman e i piloti che hanno appena effettuato la sosta vengono svantaggiati. “Il cambio gomme stop è stato un po’ lento, quindi ho perso una posizione da Hadjar e poi, entrata la Safety Car, ne ho perse altre tre o quattro”, spiega, “Il momento in cui è entrata è probabilmente ciò che ci ha penalizzato di più. Ero in decima posizione fino a quel momento, e dopo sono scivolato in quattordicesima. Da lì, non avevamo più il passo per recuperare. È un peccato, ma sapevamo prima della partenza che sarebbe stata una gara più difensiva che offensiva. Credo che, a prescindere da tutto, ci sia ancora molto da imparare e molto da migliorare, quindi mi concentrerò su questo.”

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