Lo shakedown di Barcellona ha rappresentato un primo banco di prova non solo per le scuderie, ma anche per la FIA, chiamata a verificare la bontà dei regolamenti tecnici più ambiziosi della storia recente della F1. Nikolas Tombazis, Direttore per le monoposto della Federazione, ha espresso grande soddisfazione dopo aver visto finalmente girare le nuove vetture, sottolineando un aspetto molto caro ai fan: “Il suono è più bello, migliore di quello che abbiamo presentato lo scorso anno. Spero che gli appassionati si emozionino e che sentano il cuore battere un po’ più forte per queste auto“.
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— Formula 1 (@F1) January 27, 2026
Le prime impressioni raccolte nel paddock sembrano spazzare via i dubbi iniziali sulla guidabilità di queste monoposto, dove la componente elettrica della power unit gioca un ruolo analogo a quella termica. Secondo Jan Monchaux, Direttore Tecnico FIA, il feedback dei piloti è stato rassicurante: “Le auto hanno un bell’aspetto, un buon suono e sono intuitive da guidare. Mettono l’accento sull’input del pilota più di prima. È molto positivo per tutte le persone che hanno profuso un grande sforzo, specialmente dopo le tante critiche iniziali“.
I due hanno tracciato un primo bilancio dell’esordio delle vetture 2026 in un’intervista video pubblicata dalla FIA sul proprio canale YouTube e di cui riportiamo i passaggi più interessanti.
Addio al vecchio DRS: la sfida dell’aerodinamica attiva
Uno dei cambiamenti più radicali riguarda il superamento del DRS come lo abbiamo conosciuto finora, sostituito da un sistema di aerodinamica attiva che coinvolge sia l’ala anteriore sia quella posteriore. Secondo Tombazis, questo equilibrio tra motore e telaio sarà la chiave del successo: “Per vincere devi essere bravo su tutti i fronti. È uno sforzo di squadra: non credo si possa dividere facilmente il peso tra aerodinamica e power unit. È come una squadra di calcio con mille giocatori; il pilota è quello più visibile, ma ci sono altre mille persone che svolgono una coreografia molto chiara“.

Monchaux ha confermato che la complessità del nuovo sistema non ha spaventato i piloti, che hanno trovato le vetture sorprendentemente intuitive: “Avere questo feedback positivo dai piloti è rassicurante. È positivo per chi ha profuso un grande sforzo per consegnare regolamenti sui quali all’inizio c’erano molti punti interrogativi, per non dire critiche. Sentire che le auto reagiscono bene nonostante l’introduzione dell’aerodinamica attiva è un inizio rassicurante, anche se dobbiamo dare tempo ai prossimi test per avere un quadro globale“.
Prestazioni: velocità simile al 2025, ma con ampi margini di crescita
La FIA ha supportato il più possibile i team in questa transizione alquanto problematica che coinvolge telaio e power unit: “Questo primo test è stato il culmine di un lavoro iniziato nel 2021. Siamo qui perché questo cambiamento non riguarda solo i team, ma anche noi come FIA. Dobbiamo assicurarci che le auto corrano legalmente, ci sono nuove cose che dobbiamo monitorare in termini di conformità. È un grande apprendimento per tutti“, ha aggiunto Tombazis, con un chiaro riferimento al caso del rapporto di compressione che sta agitando le discussioni tra motoristi e federazione in queste settimane.

Tombazis ha poi precisato che la prestazione assoluta non è l’unico parametro per valutare il successo delle nuove regole: “Ciò che rende la F1 eccitante è che sono le auto più veloci e migliori del mondo: non è l’essere un secondo più veloci o più lenti, è la competizione. Senza regolamenti sarebbe molto facile fare auto veloci, il tempo sul giro non è di per sé l’unico obiettivo“.
Sulla stessa scia, Monchaux prevede un’evoluzione rapidissima: “Non ho dubbi che in un paio di mesi i team avranno già recuperato, diventando sempre più veloci. Sappiamo che porteranno pacchetti evoluti già nel secondo o terzo test“. Sempre sulle prestazioni attese, Mounchaux ha aggiunto: “Penso che su alcuni circuiti le auto all’inizio della stagione avranno un passo simile a quello del 2025; su altri potrebbero essere un po’ più lente, quindi oscillerà“.
Giro di vite sulle regole: “Non vincerà chi è più scaltro”
Oltre alla sfida aerodinamica, la FIA sta monitorando con attenzione la conformità delle power unit, specialmente per quanto riguarda il già citato rapporto di compressione, limitato a 16:1 per favorire i nuovi costruttori. Tombazis ha ammesso che il braccio di ferro tecnico è già iniziato: “Dato che questi ingegneri sono molto intelligenti e spingono sempre per un vantaggio, alcuni hanno trovato modi per aumentare il rapporto di compressione potenzialmente quando il motore è caldo, e questa è la discussione che stiamo avendo ora“. Come già dichiarato in precedenza, Tombazis ha ribadito che l’intenzione della FIA è iniziare la stagione senza dubbi o sospetti a riguardo: “La nostra intenzione è risolvere questi problemi per l’inizio della stagione“.

L’obiettivo della Federazione è evitare che il mondiale si sposti dalle piste alle aule di tribunale per discutere delle zone grigie del regolamento: “Vogliamo che le persone competano in pista e non in tribunale o nella stanza dei commissari. Siamo determinati a rendere questo un campionato di competizione tra i migliori piloti e ingegneri, ma non un campionato di interpretazione delle regole. Vogliamo che sia un campionato di prodezza ingegneristica e di guida, non di chi è il più scaltro interprete delle regole“, ha concluso fermamente Tombazis.



