L’avvicinamento alla stagione 2026 di Formula 1 è stato fin qui accompagnato da un acceso dibattito tecnico. Al centro della questione ci sarebbe la presunto scappatoia riguardante il rapporto di compressione dei motori, che avrebbe permesso ad alcuni costruttori — nello specifico Mercedes e Red Bull — di superare il limite regolamentare di 16:1, raggiungendo potenzialmente un valore di 18:1 tramite l’uso di metalli a espansione termica. Un vantaggio stimato in circa 0,3 secondi al giro.
Dopo l’incontro del 22 gennaio tra la FIA e i motoristi, Nikolas Tombazis, Direttore monoposto della FIA, ha rilasciato una lunga intervista a RacingNews365 per chiarire la posizione della Federazione e la natura del confronto tecnico avvenuto a Ginevra questa settimana.
Un incontro tecnico, non un “summit” decisionale
Come già fatto alla vigilia del meeting, Tombazis ha subito voluto ridimensionare la portata dell’evento, descrivendolo come un tavolo di lavoro puramente ingegneristico. “Penso di dover deludere leggermente le aspettative, ma l’incontro non è stato un summit dove sono state prese, o si intendevano prendere, grandi decisioni“, ha spiegato il Direttore Monoposto della FIA. “La riunione aveva un ordine del giorno molto chiaro: discutere i dettagli tecnici e la metodologia di misurazione del rapporto di compressione. È stato un incontro puramente tecnico su come questo parametro viene misurato”.

Il manager greco ha sottolineato come l’atmosfera sia rimasta professionale, nonostante la delicatezza del tema: “Una volta chiarito l’obiettivo, tutti i partecipanti si sono mostrati costruttivi e hanno parlato come scienziati e ingegneri di fronte a un problema concreto, non in termini di opinioni personali sul regolamento”.
L’obiettivo: evitare ambiguità alla prima gara
La preoccupazione principale della FIA è quella di evitare che il campionato inizi con squadre che interpretano le norme in modi diversi, portando a possibili reclami ufficiali già in Australia. “È un argomento che sta attirando titoli sui giornali”, ha ammesso Tombazis, “e tutto ciò che posso dire è che non vogliamo assolutamente trovarci in una situazione in cui il campionato inizi e le persone interpretino i regolamenti in modi leggermente diversi“.
Interrogato sulla possibilità che si tratti di un “buco” regolamentare, Tombazis ha preferito usare cautela: “Cosa sia esattamente una scappatoia è oggetto di discussione. Non credo si parli di persone che violano specificamente le regole. In effetti, non sappiamo nemmeno quali siano le soluzioni adottate dai vari team, quindi penso che qualcuno stia correndo troppo e facendo rumore. Direi che la parola ‘scappatoia’ ha diversi significati, ed è onesto dire che ci sono aree in cui le regole non sono chiare per tutti“.
Una soluzione “nero su bianco”
Per porre fine alle speculazioni, la Federazione sta lavorando per fornire una direttiva tecnica definitiva prima del primo semaforo verde. “L’obiettivo numero uno è assicurarci che la questione venga completamente risolta in modo assoluto, nero su bianco, prima della prima gara, così da non avere ulteriori discussioni”, ha chiarito ancora il Direttore Tecnico.

Infine, sulla possibilità di proteste formali tra i team, Tombazis ha aggiunto: “Puntiamo a fornire chiarezza in anticipo seguendo tutti i processi di governance, ma chiaramente non abbiamo alcun controllo sul fatto che qualcuno voglia protestare o meno. Speriamo di fornire abbastanza chiarezza in modo che, auspicabilmente, questo non sia un passo necessario. Ma naturalmente, se un team deciderà di farlo, sarà un affare loro; noi stiamo ancora lavorando su quale sarà la soluzione”.



