Complici i tanti ritiri, il GP Cina ha regalato alla Williams un risultato che alla vigilia sembrava quasi utopistico: un nono posto che vale oro per la classifica iridata e per il morale. Protagonista assoluto è stato Carlos Sainz, capace di trasformare una gara di sofferenza tecnica in un capolavoro di opportunismo e strategia. Lo spagnolo ha costruito il suo piazzamento a punti su due pilastri fondamentali: una partenza fulminea e un “utilizzo” dei nuovi sistemi di gestione della potenza per contenere nel finale il ritorno dell’Alpine di Franco Colapinto. Destino opposto per Alex Albon, uno dei quattro piloti ritirati senza neppure schierarsi sulla griglia di partenza di Shanghai.
Il primo asso di Sainz: la partenza “Mario Kart”
La domenica di Sainz è iniziata con uno scatto al via che lui stesso ha paragonato a un videogioco. Risalito dalla 17ª posizione in griglia fino all’11ª già nel corso del primo giro, lo spagnolo ha sfruttato gli spazi vuoti lasciati dai piloti che non si sono presentati allo start e la sua reazione ai semafori: “La partenza è sicuramente qualcosa di cui vado fiero, perché è lì che il pilota può fare la differenza. Ho avuto una partenza fantastica a Melbourne, una partenza fantastica nella Sprint, una super qui in gara, quindi almeno per quanto riguarda questo, sto facendo tutto il possibile”.

Per spiegare come ha superato a velocità doppia gli avversari, Sainz ha citato un videogame che spesso viene chiamato in causa in queste settimane per descrivere le attuali gare condizionate dalla gestione della batteria: “È stato un po’ come in Mario Kart perché sono scattato molto più velocemente degli altri. Poi all’improvviso chiedi via radio in che posizione sei, ti ritrovi in P10 (avendo superato anche Alonso poche curve dopo il via, ndr) e pensi: ‘ok, vediamo come faccio a difendermi adesso’. Mi stavo decisamente divertendo”.
Il secondo asso nella manica: la difesa “hi-tech” su Colapinto
Il nono posto di Sainz assume un valore ancora maggiore se si considera che la Williams sta ancora pagando dazio per i problemi incontrati dalla W48 durante l’interno. La monoposto del team di Grove rimane la peggiore dello schieramento ad eccezione di Aston Martin e Cadillac, tanto che il passo gara medio dello spagnolo a Shanghai è stato di mezzo secondo più lento delle Racing Bulls e addirittura sette decimi superiore all’Alpine di Franco Colapinto. Per scavalcare questi piloti ha dovuto provare una strategia opposta, fermandosi al giro 9 per uno stint lunghissimo con le Hard: “Sto andando così piano che non mi sto divertendo, sto solo facendo quello che posso con quello che ho – ha ammesso – Non avevo il ritmo per tenere il passo di Hadjar e degli altri davanti, bisogna considerare che siamo 4-5 decimi di secondo dietro al gruppo di metà classifica e quindi non siamo nemmeno in lotta. Alla fine, quando tutti sono rientrati ai box, ho visto l’opportunità di battere Colapinto, Hulkenberg e Lindblad, che si stavano dando battaglia là fuori: sono riuscito a rimanere davanti e a portare a casa un nono posto che in questo momento vale oro per noi“.
P9 for Carlos! 😮💨
Turning his weekend around into a points finish 🙌#F1 #ChineseGP pic.twitter.com/hnUi5OvNBV
— Formula 1 (@F1) March 15, 2026
Il momento più critico è arrivato nelle fasi finali, quando la Williams numero 55 è finita sotto il mirino di un arrembante Colapinto. Con l’Alpine decisamente più rapida grazie a un set di gomme medie fresche, Sainz ha dovuto attingere a tutta la sua esperienza tattica, sfruttando al meglio la nuova modalità Overtake. Questo sistema di potenziamento, che ha sostituito il DRS, fornisce un incremento di velocità quando ci si trova a meno di un secondo da chi precede, ma Sainz ha trovato il modo di “hackerare” la situazione a proprio favore durante i doppiaggi. Sfruttando il boost di potenza mentre le vetture di testa lo sorpassavano per doppiarlo, Sainz è riuscito a tenere a distanza l’argentino: “Franco stava recuperando molto velocemente e siamo riusciti a tenerlo dietro giocando un po’ con le bandiere blu, con la modalità Overtake e facendo tutto quello che mi passava per la testa per cercare di infilarmi in P9”.
Un po’ come fece a nel GP Singapore 2023, quando concesse il DRS per aiutare Lando Norris a coprigli le spalle dalle Mercedes, Sainz ha nuovamente sfruttato a suo favore la modalità che favorisce i sorpassi: “Dato che si trattava del nono posto, se mi avesse attaccato non avrei fatto una mossa avventata, considerando che avrei comunque potuto ottenere un piazzamento tra i primi dieci. Per la squadra, un punto è comunque un buon risultato, quindi non avevo intenzione di giocare in modo troppo aggressivo. Poi però ho visto arrivare le bandiere blu e ho pensato che se avessi giocato bene avrei potuto dargli aria sporca, poi attivare la modalità Overtake, dargli di nuovo aria sporca e sorpassarlo di nuovo. Quindi, invece di una sequenza di DRS, ho creato una sequenza di modalità Overtake”.
Un segnale per la squadra
Nonostante la soddisfazione per i primi punti stagionali, Sainz non ha nascosto una punta di frustrazione per il livello attuale della FW47, chiedendo uno sforzo extra ai tecnici di Grove in vista delle prossime tappe: “Anche se sono punti importanti per me e per la squadra, spero davvero che servano da motivazione per tutti per dare il massimo. Non è l’inizio di stagione che volevamo, non è quello che ci eravamo prefissati con questa macchina, quindi credo che questo risultato ci serva per spingere al massimo in fabbrica e iniziare a migliorare le prestazioni”.

Il team principal della Williams, James Vowles, si è complimentato con il suo pilota, ammettendo che la strada per avere una monoposto al livello desiderato sarà ancora lunga: “Una prestazione incredibile da parte di Carlos. È stato impeccabile dall’inizio alla fine e si è meritato quei punti. Con Alex abbiamo avuto un problema idraulico nei giri di schieramento che ha impedito alla vettura di prendere il via. Aspiriamo chiaramente a fare di più. Sappiamo che la macchina non è ancora al livello di prestazioni che dovrebbe avere e abbiamo in programma di lavorare nei prossimi mesi per rimediare. Sappiamo cosa dobbiamo fare in termini di affidabilità e sono aspetti su cui dobbiamo concentrarci immediatamente”.
Non può che guardare già al prossimo GP Giappone lo sfortunato Albon: “Abbiamo individuato un problema idraulico che mi ha impedito di partire. Speravamo di poter tornare in pista per fare qualche giro e rodare nuovamente la vettura prima del Giappone, ma purtroppo non siamo riusciti a risolvere il problema in tempo. Dobbiamo analizzare a fondo i feedback ricevuti e comprendere i nostri problemi di affidabilità per poter migliorare le prestazioni. Come team è importante distinguere ciò che è sotto il nostro controllo da ciò che non lo è e dobbiamo fare squadra in vista del Giappone. Il lato positivo è che Carlos è riuscito a conquistare qualche punto per la squadra.”



