I primi tre giorni di test in Bahrain hanno mostrato una Mercedes meno solida rispetto a quanto visto al Montmeló, con qualche problema in più, pur restando – per molti osservatori – il riferimento tecnico di questo pre-stagione davanti a Ferrari, McLaren e Red Bull. Kimi Antonelli ha fatto segnare il miglior tempo complessivo, ma come accaduto anche per gli altri top team, in casa Mercedes non si è cercato il giro da copertina. Il lavoro si è concentrato soprattutto sulla comprensione della W17, con un programma pensato per validare in pista le correlazioni prima di introdurre i primi sviluppi.
Mercedes aggiorna la W17 nella zona davanti alle ruote posteriori
I nuovi regolamenti hanno eliminato i canali Venturi più estremi che caratterizzavano la generazione precedente, ma il fondo resta comunque il vero baricentro aerodinamico di queste monoposto 2026, più compatte e agili. In Bahrain abbiamo già osservato diverse interpretazioni tecniche, con Ferrari prima tra i top team a evolvere la propria vettura: la SF-26 ha debuttato sin dal day 1 dei precedenti test con una nuova ala anteriore e un fondo rivisto, incluse modifiche proprio nell’area davanti alle ruote posteriori.

Per queste vetture è fondamentale gestire l’interferenza generata dallo pneumatico posteriore e limitarne l’impatto sul funzionamento del fondo e del diffusore. Quest’ultimo, in particolare nella sua porzione esterna, lavora in una zona estremamente sensibile e non può essere investito da un flusso turbolento e disordinato senza conseguenze dirette sul carico. La rotazione della ruota, la deformazione della carcassa sotto carico e il pompaggio laterale dell’aria producono un flusso altamente instabile che tende a invadere la parte terminale del fondo. Il problema non è tanto una perdita immediata di carico, quanto una sua irregolarità che può rendere la monoposto meno progressiva nelle reazioni.

Le soffiature e le lavorazioni introdotte in quest’area servono proprio a gestire questa interazione. Non hanno l’obiettivo di eliminare la turbolenza, ma di frammentarla e renderne più graduale l’impatto, favorendo una transizione più controllata tra il flusso proveniente dal fondo e quello alterato dalla rotazione della ruota. Il risultato ricercato è una maggiore continuità nel comportamento aerodinamico. Nella giornata di domani Mercedes porterà in pista una versione aggiornata del fondo proprio in questa zona cruciale. Le soluzioni ricordano per certi aspetti l’approccio già visto sulla McLaren, mentre si discostano dalla filosofia adottata dalla Ferrari sulla SF-26. Per un aggiornamento che non va letto come una ricerca del picco di carico massimo, bensì come un passo verso una piattaforma aerodinamica più stabile e un posteriore meno sensibile alle variazioni indotte dallo pneumatico.



