Ferrari SF-26: controllo del flusso nella zona più critica

Feb 14, 2026

Cristiano Sponton

Nel contesto della Formula 1 moderna, e ancor più guardando al regolamento tecnico 2026, il fondo rimane una componente centrale della prestazione aerodinamica. Il suo funzionamento non è più legato a soluzioni capaci di generare carico in modo diretto, ma alla capacità di controllare e stabilizzare le condizioni di flusso al contorno. È in questa chiave che va letto il lavoro svolto da Ferrari sulla SF-26 nella zona terminale del fondo durante i test del Bahrain 1.

I tagli presenti nella parte finale del fondo, in prossimità delle ruote posteriori, non hanno la funzione di generare carico aerodinamico aggiuntivo e non rappresentano una forma di “sigillatura” nel senso tradizionale. Il loro ruolo è più specifico: limitare l’impatto delle turbolenze prodotte dallo pneumatico posteriore sul funzionamento del fondo.

Lo pneumatico posteriore è infatti una delle principali fonti di disturbo aerodinamico dell’intera vettura. Il rotolamento, la deformazione della carcassa e il pompaggio laterale dell’aria generano un flusso altamente instabile, che tende a invadere la zona laterale e terminale del fondo, proprio nel punto in cui il carico è più sensibile alle variazioni di pressione.

Quando la scia della ruota investe direttamente il fondo, la vettura perde soprattutto continuità di carico. In uscita di curva, con la gomma in piena trazione, il flusso cambia rapidamente e la macchina diventa meno prevedibile. I tagli hanno il compito di attenuare questo effetto. Non eliminano il disturbo, ma lo rendono meno concentrato e quindi meno destabilizzante. Inoltre, rendono più graduale l’incontro tra il flusso del fondo e quello disturbato dalla ruota, aiutando a mantenere il comportamento del fondo più regolare.

 

Nel quadro regolamentare 2026, privo di dispositivi aerodinamici a valle in grado di aiutare l’estrazione del flusso, questo aspetto diventa ancora più rilevante. Il fondo deve funzionare in modo autonomo e qualsiasi separazione nella zona terminale è difficilmente recuperabile. L’intervento Ferrari sulla SF-26 in Bahrain va interpretato proprio in questa direzione: non la ricerca del picco di carico, ma una maggiore stabilità del comportamento aerodinamico.

Dal punto di vista della prestazione, il beneficio non si manifesta come un aumento del valore massimo, bensì come una maggiore costanza del carico generato. La vettura risulta più prevedibile in uscita di curva, meno sensibile alle variazioni della ruota posteriore e più stabile nelle fasi di trazione, soprattutto in condizioni non ideali.

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