Riuscire a tenere aperta fino all’ultimo la contesa iridata 2025, arrivando a un passo da quel titolo Piloti che nel corso dell’estate sembrava perso con il distacco da Oscar Piastri salito a 104 punti dopo il GP Olanda, è stata una delle più grandi imprese nella carriera di Max Verstappen. La considerazione del pilota Red Bull è paradossalmente cresciuta di più quest’anno che nei precedenti, sia del 2021 con quel finale “macchiato” dalla decisione del direttore di gara Michael Masi a Yas Marina, sia del triennio 2022-2024, quando ha conquistato tre titoli iridati con apparente facilità. Proprio essere riuscito a restare in lizza fino all’ultimo gran premio dell’anno, e senza la pressione di dover vincere un Mondiale che era già stato compromesso, permette a Verstappen di riguardare al suo 2025 senza alcun rimpianto, al di là di quelli che sono i ragionamenti tipici di fine anno quando si torna a riflettere sugli episodi avvenuti nel corso della stagione.
Verstappen: ” Non abbiamo perso il titolo, perché non siamo mai davvero entrati in gioco”
Nella sua prima intervista dopo l’addio alla Red Bull, Helmut Marko ha detto chiaramente che Verstappen avrebbe vinto il titolo 2025 se Chris Horner fosse stato licenziato prima. Una ricostruzione dei fatti che non trova d’accordo l’olandese che, in un’intervista all’emittente Viaplay, ha dichiarato: “Beh, io la vedo così… Non l’abbiamo perso davvero, perché non siamo mai davvero entrati in gioco. Penso che se si guarda all’intera stagione, non abbiamo mai avuto una vera possibilità di competere. Dato che erano in due, i piloti McLaren si sono tolti molti punti a vicenda. Per questo motivo, se sei da solo e le cose iniziano ad andare meglio, allora ovviamente recuperi un po’. Qualche incidente o errore di strategia, squalifiche, e poi a un certo punto ti ritrovi in lizza. Non credo proprio che ci siamo persi nulla“.

Ripensando al suo 2025, molti indicano nella penalità ricevuta al GP Spagna per aver speronato George Russell l’episodio che è costato il quinto titolo a Verstappen. Seguendo lo stesso ragionamento appena espresso, il pilota della Red Bull ha minimizzato le reali conseguenze di quella vicenda: “Sapete, penso che possiamo essere contenti di essere riusciti a competere per il titolo. Prima di tutto, non siamo mai stati in testa al campionato. Poi abbiamo anche ricevuto molti regali. Il campionato non è stato certo perso a Barcellona“.
Ragionamento condivisibile quello di Verstappen, che ha proseguito ricordando come gli episodi a cui ripensare in una stagione così lunga siano inevitabilmente tanti: “Penso che si debba guardare meglio a dove abbiamo avuto l’opportunità di competere. Ci sono sempre degli episodi… ad esempio, sono stato messo fuori gioco in Austria (speronato al tornantino da Kimi Antonelli nel corso del primo giro, ndr). Ma d’altronde, abbiamo avuto così tanti problemi in così tante gare, errori ai pit stop, weekend in cui non è andato proprio tutto per il verso giusto… quindi, guardando indietro, ci sono molte cose che avresti potuto fare meglio“.
Antonelli 💥 Verstappen: Here’s the incident 🎥#F1 #AustrianGP pic.twitter.com/hWuRLjZoxP
— Formula 1 (@F1) June 29, 2025
La riflessione di Verstappen si conclude ricordando uno degli episodi che gli hanno permesso di rimanere in lizza fino al GP Abu Dhabi, terminando con una verità indiscutibile: “Alla fine, la McLaren è stata squalificata a Las Vegas. Se questo non fosse accaduto, allora non saremmo stati nemmeno in gara per il titolo. Quindi, dipende da come la si vede. Alla fine non importa se si tratta di un punto, mezzo punto, venti punti. Non vincere è non vincere. O sei incinta o non lo sei. Non sei mezza incinta, giusto?“. Amen, Max.
La solidarietà all’ex rivale Hamilton
Nonostante una lotta iridata tenuta in vita fino all’ultimo gran premio, le tensioni e le emozioni vissute nel 2021 non sono state nemmeno lontanamente avvicinate. Il duello iridato tra Verstappen e Hamilton rimane uno dei più epici nella storia della F1 ma, come spesso accade, con il passare del tempo la rivalità tra i due ha lasciato spazio a rapporti più distesi, figli anche del fatto che le loro battaglie si sono decisamente affievolite complice il 2025 deludente vissuto dal pilota della Ferrari.

Stupisce dunque fino a un certo punto il pensiero che Verstappen ha riservato a Hamilton, sorprendente più che altro per le parole utilizzate: “Non è stata una bella stagione per lui alla Ferrari, si nota in ogni cosa. A dire il vero, mi fa male anche il cuore. Non è bello da vedere. Quindi ritirarsi? Non lo so, non si arrende quindi sarà sicuramente lì l’anno prossimo, ma non è bello da vedere“.
Verstappen cambia numero e realizza un altro record
Nel frattempo, sono stati comunicati i numeri che i piloti utilizzeranno nella stagione 2026 di F1. In mezzo a tante conferme, ci sono alcuni cambiamenti: il campione del mondo in carica Lando Norris ha deciso di lasciare momentaneamente il suo 4 per passare all’1 riservato al vincitore della precedente stagione, mentre il rookie Arvid Lindblad ha scelto di utilizzare l’inedito 41.
La novità principale riguarda però proprio Verstappen: l’olandese, che ha dovuto cedere l’1 sfoggiato nelle ultime quattro stagioni, non è tornato al precedente 33 ma si è preso il 3, lasciato libero da Daniel Ricciardo. Proprio l’australiano aveva preceduto il futuro compagno di squadra nella scelta di questo numero, accaparrandoselo nel 2014 come tributo al suo idolo d’infanzia Dale Earnhardt, pilota della NASCAR. L’anno successivo, l’esordiente Max aveva dunque optato per prendere il numero che più ricordava quello che avrebbe voluto vedere sulla sua vettura.

Il regolamento di F1 prevede che un numero scelto da un pilota venga considerato libero dopo due stagioni che non viene utilizzato dal precedente proprietario, oppure se quest’ultimo comunica per iscritto alla FIA la sua decisione di rinunciarvi. Quest’ultima opzione è stata quella scelta da Ricciardo, fermo da prima della fine della stagione 2024 e che già da tempo ha annunciato il suo ritiro dal motorsport. Sfruttando il favore dell’ex compagno di squadra, Verstappen ha colto l’occasione al volo.
Parlando del numero che utilizzerà nel 2026, il quattro volte iridato ha spiegato: “Non sarà il 33. Il mio numero preferito è sempre stato il 3, a parte l’1. Ora possiamo cambiarlo, quindi sarà il 3. Il numero 33 è sempre andato bene, ma preferisco un solo 3 a due. Ho sempre detto che il 33 rappresenta doppia fortuna, ma ho già avuto fortuna in F1“.

Questa scelta permette a Verstappen di realizzare un altro piccolo record: è infatti il primo pilota che sceglie di cambiare il suo numero fisso da quando sono stati introdotti nel 2014, eccezion fatta ovviamente per i passaggi temporanei all’1. La regola permette di scegliere qualsiasi numero libero tra il 2 e il 99 che non sia stato utilizzato nelle ultime due stagioni, ad eccezione del 17 ritirato definitivamente dopo la scomparsa dell’unico pilota che lo ha utilizzato, Jules Bianchi.



