Non è passata neppure una settimana dall’annuncio delle dimissioni di Helmut Marko dal suo storico ruolo di consigliere e responsabile del vivaio Red Bull che l’ex pilota austriaco, uno che ha sempre avuto pochi filtri nelle dichiarazioni, ha già cominciato a rilasciare interviste in cui racconta i retroscena della scuderia di Milton Keynes, in particolare sugli ultimi movimentati anni. In una conversazione con il quotidiano olandese De Limburger, Marko si è concentrato in particolare sulla lotta interna al team scoppiata con la scomparsa del fondatore Dietrich Mateschitz, puntando il dito contro Chris Horner.
Marko: “Horner voleva usare le voci per sospendermi”
Il quadro che emerge dal racconto di Marko è quello di un’autentica lotta di potere interna alla Red Bull, dalla quale esce malissimo l’immagine dello storico ex team principal della scuderia. Tutto nasce con l’aggravarsi delle condizioni di Mateschitz nel 2022: “Ricordo una festa nel 2022, prima del Gran Premio d’Austria. Didi (Mateschitz) era presente, ma non in buona salute. Christian venne da me e mi disse: ‘Non arriverà a fine anno’“.

La casa madre Red Bull, intesa come azienda produttrice di bevande energetiche, ha sempre avuto due azionisti di maggioranza, ossia i due fondatori dell’impero: Mateschitz appunto e il thailandese Chalerm Yoovdhya. Proprio su quest’ultimo, secondo la ricostruzione di Marko, si sono concentrate le attenzioni di Horner per cercare di proporsi come il successore del patron austriaco. Oltre a stringere rapporti personali sempre più stretti, il britannico avrebbe provato a mettere in cattiva luce proprio Marko, visto come possibile ostacolo al suo piano: “Ricordate quando, ai tempi di Sergio Pérez, si diceva che avessi detto che i messicani erano meno concentrati degli olandesi o dei tedeschi? Era una cosa inventata, forse da loro” ha dichiarato Marko.
L’82enne ha poi ricordato un’altra dichiarazione circolata sui media che sarebbe stata diffusa da Horner: “La voce che avrei diffuso nel 2024, secondo cui lo sviluppo del nostro motore era in ritardo e che avremmo perso Ford come partner, io non l’ho mai detto. Horner voleva usarla per sospendermi. Poiché Max (Verstappen) mi ha difeso a Gedda, non è successo“.

Questa lotta di potere interna alla Red Bull, di cui si chiacchiera fin dai tempi delle accuse di molestie rivolte a Horner da una dipendente della scuderia, è stata ovviamente alla base del licenziamento del team principal avvenuta quest’estate dopo il GP Gran Bretagna. Marko, supportato dalla metà austriaca della Red Bull, ha spiegato che lui e il suo entourage hanno iniziato a svelare alla famiglia Yoovidhya le bugie del britannico, riuscendo a portare il proprietario thailandese dalla propria parte: “Sempre più spesso, siamo riusciti a dimostrare che Horner mentiva su ogni genere di cose. Quando anche Chalerm se ne rese conto, tornò in sé“.
Giochi sporchi e un mondiale perso
Le accuse di Marko verso Horner, con il quale ha condiviso un percorso di successi che dall’esordio del 2005 alla stagione 2024 ha portato 6 titoli Costruttori e 8 titoli Piloti, non si sono esaurite con queste ricostruzioni. L’austriaco è passato al racconto di quanto avvenuto dietro le quinte in occasione del licenziamento di Horner: “Siamo dovuti intervenire perché le prestazioni in pista stavano calando. Se lo avessimo fatto prima, quest’anno avremmo ribaltato la situazione prima e Max sarebbe diventato campione del mondo, ne sono assolutamente convinto“.
Marko ha bocciato persino il modo in cui è stata comunicata pubblicamente la rimozione di Horner dal suo incarico di team principal, in cui si citava il mondiale che stava sfuggendo di mano come motivo principale della decisione: “Non voglio entrare troppo nei dettagli, ma non ho letto quel comunicato stampa pieno di assurdità. Diciamo solo che molto è cambiato all’interno del team in un breve lasso di tempo. Pensi di conoscere bene le persone, ma alla fine non è così… No, non dirò altro. E quel quinto titolo non avrebbe cambiato nulla (sulla decisione della Red Bull, ndr)”.

SUZUKA, JAPAN – APRIL 05: Max Verstappen of the Netherlands and Oracle Red Bull Racing, Oracle Red Bull Racing Team Consultant Dr Helmut Marko and Oracle Red Bull Racing Team Principal Christian Horner talk in the garage during practice ahead of the F1 Grand Prix of Japan at Suzuka International Racing Course on April 05, 2024 in Suzuka, Japan. (Photo by Mark Thompson/Getty Images) // Getty Images / Red Bull Content Pool // SI202404050156 // Usage for editorial use only //
Marko ha poi concluso con il rammarico per il risultato con cui si è chiusa la sua esperienza in Red Bull: “Il mio sogno più grande era vincere cinque titoli di fila con Verstappen, il miglior pilota che abbiamo mai avuto. Ma non doveva andare così, anche se nutrivo buone speranze prima dell’ultima gara“. Il giudizio finale sul periodo finale di Horner con la scuderia di Milton Keynes è inevitabilmente negativo: “Quegli ultimi anni con Horner sono stati spiacevoli. Si sono giocati giochi sporchi“.
In attesa di scoprire se Horner vorrà replicare alle accuse dell’ex sodale Marko, in quella che potrebbe essere una guerra dialettica davvero poco costruttiva per la Red Bull, l’ex pilota austriaco potrà godersi la buonuscita dalla scuderia austriaca: secondo il quotidiano tedesco Bild, gli verrà versato l’intero stipendio del 2026 come accordo di un patto tra le parti. Un ricco omaggio finale a una figura chiave nella storia della Red Bull nel motorsport, fin dai primi passi mossi sul finire dello scorso millennio, e che porterà nelle casse di Marko una cifra stimata attorno ai 10 milioni di euro.



