Caos motori Mercedes clienti: Williams spiega quant’è la differenza!

Mar 11, 2026

Paolo D’Alessandro

Una delle particolarità che si è vista nel primo Gran Premio stagionale è stato lo strapotere motoristico della Mercedes, che si è limitato però al solo team factory. McLaren, Williams e Alpine, pur mostrando alcune buone cose ed anche alcune similitudini, hanno comunque pagato un deficit dalla W17 in termini di potenza e di gestione del nuovo motore. Questo aspetto è diventato un tema nel post gara quando i rispettivi team principal di Williams e McLaren hanno assunto posizioni piuttosto diverse, con un Andrea Stella che è sembrato più turbato della situazione rispetto ad un più calmo James Vowles. Cosa sta succedendo ai team clienti Mercedes?

E’ una questione di software ed affidabilità, ma starà anche ai team trovare soluzioni

“Ciò che Mercedes sta facendo con la Power Unit ci ha colti un po’ di sorpresa” ha ammesso James Vowles nel post gara, commentando la prestazione del team vincitore, riportandola però sul proprio team, che sta affrontando un momento di difficoltà visto anche il sovrappeso con la quale Williams ha iniziato la stagione.Mercedes è corretta con i suoi team clienti e sono sicuro che abbiamo accesso a tutto ciò a cui loro hanno accesso. Si tratta solo di capire come fare certe cose, ed al momento non sappiamo come fare.”. L’ex stratega di Brackley ha anche ammesso come tra i due team ci sia un chiaro deficit in termini di sofisticazione e dei sistemi, che crea ovviamente uno svantaggio per Williams. “Ci vorrà qualche gara per capire meglio”

La posizione di Vowles è chiara e richiama innanzitutto a responsabilità personali di Williams: sia in termini di infrastrutture e sistemi, che in termini di lavoro in pista e degli ingegneri. Migliorare l’uso della Power Unit è oggi un fattore primario. Lo è anche per McLaren, che però in questo senso prende una posizione un po’ diversa. E’ la prima volta che, da team cliente, mi sento indietro anche solo nel prevedere cosa succederà in pista. In Formula 1 normalmente simuli tutto, invece a noi capita di dover andare in pista, provare, vedere cosa succede e studiare come migliorare le cose” ha detto Andrea Stella. La partnership con Mercedes prosegue ma da Woking vorrebbero uno scambio di informazioni ed una collaborazione ancor più proficua, per accelerare questo processo di apprendimento che – al momento – la stanno tenendo indietro. 

Abbiamo anticipato come la differenza principale riguardi il software di queste complesse Power Unit, che non si può ridurre alla mera versione quanto a cosa ci sia all’interno quindi ad un livello molto più alto. Il materiale fornito da Mercedes è chiaramente lo stesso, ma quello che cambia è l’utilizzo, nonché quindi la ‘mappa dei parametri’, ossia il modo in cui viene utilizzata e impostata la power unit. In questo senso Mercedes non fornisce – e non è tenuta per regolamento a farlo, troppe informazioni ai team clienti. Andrea Stella ha anche detto: “Avremo bisogno di ulteriori analisi per capire se queste differenze sono solo su parametri che possiamo controllare, sull’input dei piloti o se ci sono fattori, più di sistema, che non dipendono da noi” ed è probabile dunque che per uno sfruttamento ottimale della power unit servirà collaborare più intensamente con HPP ma anche avere una semplice esperienza in pista, ma intanto i GP passano. Nel corso della conferenza stampa, James Vowles ha spiegato che nell’analisi fatta da Williams rispetto a Mercedes c’è un gap attorno ai 3 decimi solo in termini di potenza.

Andrea Stella ha confermato che McLaren ha del lavoro da svolgere. C’è anche la questione peso che Rob Marshall e i suoi contano di risolvere per il GP di Miami. Migliorare però l’utilizzo della power unit è un’assoluta necessità per trovare prestazione nel più breve tempo possibile. Come Vowles, anche l’italiano pensa ci sia del lavoro da fare e conoscenze da migliorare. “Vedendo il potenziale che ha estratto Mercedes, c’è molto che possiamo imparare lavorando con HPP per migliorare. Loro ci dicono come usare la Power Unit e come funzionano i sistemi, ma c’è chiaramente bisogno di intensificare la collaborazione perché è evidente che c’è del potenziale da poter estrarre”

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