Sepang, che spettacolo indecente! Il software FIA manda in tilt la F1

Ott 6, 2026

Paolo D’Alessandro

La Formula 1 si prepara a chiudere questa prima tripletta con il weekend di Singapore, dopo essersi lasciata alle spalle il Gran Premio del Bahrain, in Malesia, che potrebbe aver indirizzato in modo ancor più importante il Mondiale, soprattutto quello piloti. Il ritiro di George Russell per un problema alla Power Unit sul finale di gara, con la seconda posizione di Andrea Kimi Antonelli, portando il distacco a quasi 100 punti in favore dell’italiano, con (nella migliore delle ipotesi) solo 7 GP al termine. La notizia sul circuito di Sepang è stata però l’incredibile vittoria di Max Verstappen, arrivata di forza ed autorevolezza, con una Red Bull in grande forma. La Ferrari ha probabilmente sprecato una grande occasione con l’errore in partenza; mentre McLaren e anche la stessa Mercedes, si interrogano un po’ sugli sviluppi e sul potenziale delle loro rispettive auto.

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Uno dei temi di attenzione del Gran Premio di Malesia era il grosso pacchetto di aggiornamenti che la Mercedes avrebbe introdotto e che ha cambiato di fatto mezza W17: pance e fondo sono chiaramente le parti più modificate. Anche al termine del weekend, dai box della stella d’argento usciva convinzione che un passo in avanti, nei dati, era stato fatto, aggiungendo più carico nel medio-veloce; questo ha comportato però l‘aumento di drag e soprattutto, almeno in Malesia, un fastidioso sottosterzo che ha molto peggiorato il rendimento nel lento. Ora c’è Singapore, una pista che dovrebbe sposarsi bene con la W17 che abbiamo visto fino a questo momento, sarà curioso vedere che scelte farà il team di Toto Wolff e quali riscontri dirà la pista.

Chi sembra aver risolto molti dei suoi problemi è la Red Bull. Dopo i vari sviluppi e un problema di equilibrio e stabilità che sembrava non curabile sulla RB22, negli ultimi due appuntamento gli uomini di Pierre Waché hanno dato a Verstappen ed Hadjar una piattaforma competitività e più ‘sincera’, che ha permesso di estrarre maggior performance. Così si spiegano i due importanti risultati di Baku e Malesia. Ora è atteso l’esame Singapore, una pista storicamente scomoda al team di Milton Keynes. Anche McLaren dovrà affrontare questo esame molto cruciale: la MCL40 non sembra aver fatto il passo in avanti che ci si attendeva, almeno da fuori, con gli ultimi aggiornamenti. Andrea Stella e i piloti rimangono fiduciosi, non è inusuale con queste auto dover attendere più gran premi per far funzionare le novità. Sarà interessate analizzare i livelli di competitività su una pista particolare e diversa, sia da Baku che da Sepang.

La Ferrari infine in Malesia ha sprecato un grossa occasione con una delle SF-26 più competitive della stagione in gara, ma la partenza su Soft, su pista ancora bagnata, ha subito tagliato fuori sia Hamilton che Leclerc da ogni possibile speranza di vittoria. Anche il podio sembrava oramai insperato, ma la Safety Car ha ridato speranza e alla fine i due alfieri della Rossa si sono presi il terzo e quarto posto. Ferrari poteva essere un serio problema per Mercedes e lottare probabilmente con Verstappen, ma ancora una volta per esecuzione ed alcune scelte strategiche, ciò non è avvenuto. Singapore sarà un test interessante per capire quale Ferrari vedremo, in attesa poi anche di Austin, dove arriverà l’ultimo grande pacchetto di aggiornamenti. La squadra di Frederic Vasseur, dopo aver spesso anticipato tutti, sarà l’ultima a dare il proprio boost di novità per questo finale di stagione.

Lotta nel midfield sempre più ‘caotica’: Audi ancora non ingrana con il nuovo pacchetto, Racing Bulls riesce sempre a concretizzare il proprio potenziale, Alpine ed Haas inseguono. Inevitabilmente parleremo anche di quanto successo prima della partenza, con le auto quasi (o realmente) ferme in pista e il bug del software FIA che ha mandato in crisi queste Power Unit, una scena poco da F1, ma tremendamente attuale.

L’episodio sarà disponibile anche in versione podcast a partire dalla giornata di domani.

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