Red Bull è tornata: gli aggiornamenti stanno funzionando meglio degli altri

Ott 4, 2026

Rosario Giuliana

La prima pole position e vittoria stagionale di Max Verstappen a Sepang racconta forse meglio di qualsiasi altro dato l’evoluzione compiuta dalla Red Bull RB22 nel corso del 2026. Una monoposto partita lontana dai riferimenti della nuova Formula 1, sviluppata quasi senza sosta e arrivata, alla vigilia della gara malese con la possibilità apparente di giocarsi le prime posizioni con continuità.

La vittoria del Bahrain GP nella location malese assume ancora più valore se inserito nel contesto della stagione Red Bull. Durante i test invernali Pierre Waché aveva collocato la squadra alle spalle di Mercedes, McLaren e Ferrari, mentre pochi mesi più tardi Laurent Mekies avrebbe quantificato in oltre un secondo il ritardo con cui la RB22 aveva iniziato il campionato. Il primo grande pacchetto è stato introdotto a Miami, solo un week end dopo che a Suzuka Red Bull aveva portato delle nuove pance per Verstappen.

Il pacchetto della florida aveva già consentito di dimezzare quel margine, portandolo nell’ordine del mezzo secondo. Con le novità dell’Austria, secondo la stessa Red Bull, Verstappen era invece arrivato a trovarsi nell’ultimo decimo rispetto ai riferimenti migliori.

Prima vittoria di una Power Unit Red Bull-Ford

Il successo di Verstappen a Sepang rappresenta anche un passaggio importante sul fronte power unit. Quella ottenuta in Malesia è infatti la prima vittoria in Formula 1 per il progetto Red Bull Powertrains-Ford, arrivata in un fine settimana nel quale il pacchetto RB22 ha mostrato un livello di competitività più completo rispetto alle gare precedenti.

Un dato ancora più significativo se si considera che il 2026 è il primo anno in assoluto di Red Bull Powertrains come costruttore di una power unit completa. Proprio nel quadro dell’ADUO,  tra i motoristi, RBPT è stata fin da subito collocata tra i riferimenti prestazionali e non tra i costruttori chiamati a recuperare terreno. Per una struttura alla prima vera esperienza diretta nella progettazione e realizzazione di un motore di Formula 1, è una grande soddisfazione. La vittoria di Verstappen è l’acuto che ancora mancava su una RB22 che aveva iniziato con tanti problemi.

La RB22 è cresciuta per grandi step

La RB22 è stata probabilmente una delle monoposto che più ha cambiato pelle nel corso del campionato. A Miami il lavoro aveva interessato praticamente ogni macroarea , dall’ ala anteriore, prese dei freni, fondo, pance, cofano motore, diffusore e ala posteriore reverse. A questo si erano aggiunti interventi sul cockpit e sulla scatola dello sterzo per migliorare il feeling di Verstappen con l’avantreno.
Uno dei problemi principali della Red Bull era riuscire a costruire una piattaforma aerodinamica più prevedibile, capace di mantenere il bilanciamento attraverso differenti tipologie di curva. La prestazione assoluta della RB22 non è infatti mancata in maniera uniforme durante la stagione: in alcuni circuiti la vettura è riuscita ad avvicinarsi molto ai migliori, mentre in altri sono riemersi limiti di equilibrio e una finestra di funzionamento particolarmente stretta.

L’Austria aveva rappresentato un altro passaggio importante. Un fondo rivoluzionato e delle pance che hanno sfruttato intelligentemente il regolamento sui raggi di curvatura e ulteriori affinamenti avevano portato Verstappen a ritrovare feeling di guida. Ma quella crescita non aveva ancora eliminato completamente l’andamento altalenante della RB22. Il progetto continuava a mostrare una certa sensibilità alle caratteristiche dei circuiti e alle configurazioni aerodinamiche. Anche alcuni esperimenti, come l’ala posteriore con funzionamento più estremo utilizzata nella prima parte dell’estate, erano stati successivamente accantonati dopo gli episodi di Austria e Silverstone.

Il pacchetto di Baku è stato subito ottimizzato. Le novità funzionano meglio di McLaren e Mercedes, in attesa di Ferrari

A Baku Red Bull ha introdotto quello che sarà, salvo piccoli affinamenti arrivati proprio a Sepang, l’ultimo vero grande pacchetto della RB22 prima di spostare definitivamente le risorse verso il 2027. Il cuore dell’intervento è stato ancora una volta il fondo. Red Bull ha modificato la geometria del floor body e del diffusore con l’obiettivo dichiarato di aumentare il carico locale mantenendo allo stesso tempo maggiore stabilità del flusso. A questo lavoro sono state abbinate nuove forme delle fiancate, le ennesime viste sulla monoposto di Pierre Waché, accompagnate dalle solite accortezze sulla carrozzeria.

Secondo le stime Red Bull, il pacchetto introdotto a Baku ha portato un guadagno complessivo nell’ordine dei tre decimi e mezzo al giro. Rispetto ad esempio a McLaren, o alla stessa Mercedes – le quali hanno introdotto un pacchetto paragonabile a quello della Red Bull – pare sia stato subito ottimizzato. La novità più interessante è stata infatti la rapidità con cui Red Bull è riuscita a ottimizzare il pacchetto sulla vettura.

Il risultato della gara azera ha in parte nascosto questo salto. Verstappen aveva infatti chiuso solamente ottavo in qualifica dopo aver denunciato un problema che gli faceva perdere circa mezzo secondo sui rettilinei rispetto alla vettura gemella, ma in gara è risalito fino alla seconda posizione in un “fotofinish” con Russell, Più che il risultato assoluto, era il passo a suggerire come qualcosa fosse realmente cambiato.

Sepang conferma che la Red Bull ha fatto il salto

Baku era un circuito particolare, con lunghissimi rettilinei e un layout molto più premiante sulla bontà energetica. Sepang poteva essere – ed è stata – la prova del nove sui progressi dell’auto di Milton Keynes, vista ora con molta attenzione dai competitor.

Le curve veloci, percorrenze prolungate con una gamma di velocità molto più ampia hanno permesso agli ingegneri di verificare il comportamento del nuovo fondo fuori dal contesto azero. E già dopo il venerdì Pierre Waché aveva ammesso che i risultati erano stati persino superiori alle aspettative iniziali.


L’obiettivo principale del weekend malese era infatti proprio quello di mettere il pacchetto di Baku alla prova in tipologie di curva differenti. La risposta è stata positiva. Il pacchetto azero sembra aver migliorato non solamente la quantità di carico disponibile, ma la qualità con cui questo viene generato e mantenuto nelle diverse condizioni di funzionamento

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