La McLaren ha concluso in Australia mestamente a 50 secondi dal leader. Uno scenario che, nonostante sia dovuto in parte a una sosta in più, ha mostrato una MCL40 più distante del previsto anche dalla Ferrari. “Deludente e troppo brutta per essere vera” è un po’ il sentiment raccolto dopo questa prima uscita stagionale. Il vero avversario della sola McLaren in pista è stato Verstappen, che ha avuto un’ottima risalita con la sua RB22, mostrando anche un passo migliore complessivamente della vettura papaya, più in crisi con il graining all’anteriore. L’auto campione del mondo lo si era intuito già ai test che non partisse direttamente con l’auto da battere come nel 2025, tuttavia il primo weekend dell’anno è stato piuttosto sottotono. “Abbiamo concluso a una certa distanza dal leader, quindi è chiaro che abbiamo del lavoro da fare” il commento di Andrea Stella, cha ha sottolineato come l’auto sia un po’ indietro su alcuni fronti ma ha puntato principalmente il dito sulla questione motore. “Abbiamo assolutamente prestazioni che dobbiamo trovare sfruttando al meglio la Power Unit” non disdegnando una certa insoddisfazione e fastidio nei confronti del trattamento riservato da Mercedes HPP.
Questione peso e il know-how della Power Unit Mercedes: ecco perché la MCL40 potrebbe arrivare presto secondo i rivali.
Due sono fondamentalmente le ragioni per le quali la vettura papaya ha un “deficit” che l’hanno fatta trovare meno pronta degli altri. Una delle ragioni riguarderebbe il lavoro sulla riduzione del peso della vettura di Woking: McLaren, come anticipato, è partita con l’handicap di un importante sovrappeso, ridotto solo parzialmente in Australia, secondo un team rivale. La scuderia campione del mondo starebbe concentrando molti sforzi per alleggerire la propria MCL40, con l’obiettivo di raggiungere la quota minima entro Miami secondo le informazioni raccolte.

Illustrazione di Rosario Giuliana
Altro aspetto, sottolineato dallo stesso Team Principal italiano, riguarderebbe il know-how più avanzato di cui dispone la casa madre anglo-tedesca Mercedes sull’utilizzo della Power Unit. A quanto appreso i team clienti di Mercedes non hanno potuto usufuire in Australia della stessa potenza del team ufficiale, perché ai test erano state riscontrati alcuni problemi di affidabilità, come quel problema avuto da Antonelli. La MCL40 a Melbourne ha perso subito Piastri per via dell’incidente apparentemente banale nel giro di schieramento. Un qualcosa che lo stesso Andrea Stella ha attribuito, oltre a gomme troppo fredde, ad una “erogazione di coppia inaspettata”. Queste nuove Power Unit sono ancora in fase conoscitiva, i team che sono anche costruttori (come Mercedes), hanno un vantaggio rispetto ai clienti sulla gestione della potenza e soprattutto del modo di ricarica e lo si è visto a Melbourne anche lato McLaren.

Recuperare prestazione, una volta appresa meglio la gestione dell’ibrido, e con la riduzione del peso, risulterà più “agevole” guadagnare a livello cronometrico. rispetto al mero sviluppo aerodinamico. La riduzione del peso inoltre non richiede complessi processi di correlazione, ed è un guadagno sicuro in termini di tempo sul giro. La MCL40 c’è da dire che è rimasta pressoché la stessa monoposto a livello aerodinamico sin dallo shakedown di Barcellona e non cambierà molto in queste prime gare. Un aspetto da mettere in risalto se si osserva come hanno invece lavorato sulle loro auto la Ferrari, la Mercedes e la Red Bull in merito ai primi sviluppi. Che sia partita nella veste più aggiornata possibile è stato confermato dagli stessi membri del team inglese, rimane però curioso come l’approccio al 2026 pare diverso rispetto ai diretti avversari ma non deve sorprendere viste le precedenti stagioni, che ci hanno insegnato, tra le altre cose, come a Woking sappiano recuperare velocemente.



