“È evidente che dobbiamo ancora migliorare, innanzitutto in termini di prestazioni. Inoltre, è chiaro che l’inizio di stagione non è stato facile per noi dal punto di vista dell’affidabilità, quindi abbiamo ancora molta strada da fare”. Così Oscar Piastri ha riassunto l’inizio di stagione della squadra di Woking, bi-campione del mondo in carica e fresca di un titolo piloti che mancava dal 2008. Le prime due gare hanno sottolineato tutte le criticità della preparazione della squadra di Andrea Stella rispetto a due team che hanno sacrificato quasi l’intero 2025 per arrivare pronti ai nastri di partenza. Dall’altra parte, a Suzuka – anche grazie a condizioni più favorevoli da diversi punti di vista – si sono visti molti dei pregi della monoposto inglese, in netta crescita rispetto a Mercedes e Ferrari. A guidare McLaren, dopo una seconda parte di stagione molto deludente l’anno scorso, è Oscar Piastri: quando ha partecipato alla sessione, l’australiano ha sempre battuto il compagno in qualifica e gara.
Piastri, ancora un inizio da top come nel 2025: le nuove vetture sono più adatte a lui?
Fino ad Agosto 2025, Oscar Piastri aveva una mano saldamente posizionata sul trofeo più importante nel Motorsport. Poi il crollo, ma non si può dire che sia stato qualcosa di totalmente inaspettato dal punto di vista tecnico: con l’arrivo di circuiti con richieste più ad alto carico e basso grip, il numero 81 era tornato a faticare. Quest’anno è possibile che uno di questi fattori sia meno influente rispetto alla generazione ad effetto suolo: le vetture 2026 generano 20% di carico aerodinamico in meno nelle curve medio-veloci anche per via di richieste minime in termini di resistenza all’avanzamento per favorire una migliore gestione del livello di carica delle batterie. Il confronto tra il livello di carico al posteriore di MCL39 e MCL40 a Suzuka rende chiara la differenza. Nel 2023 e 2024, Piastri aveva sofferto una grande fetta di tracciati ad alto carico aerodinamico, nel 2025 la sua crescita aveva ridotto queste difficoltà ma alcuni tracciati specifici hanno evidenziato lacune non trascurabili; il 2026 può essere l’anno dello step definitivo per il pilota McLaren?

FOTO da: @mclarenf1 – Instagram
La conferma in positivo si avrà solamente nella terza parte della stagione, tra fine Settembre e inizio Novembre, ma i segnali dell’inizio di stagione ricordano che il livello dell’ex campione di Formula 2 non è in discussione. Il confronto in qualifica con Lando Norris è chiaro: 3-0 a favore di Piastri, e un vantaggio medio di un decimo e mezzo tra i due piloti McLaren. La prova più convincente è stata la prima: il tracciato di Melbourne ricorda alcune delle caratteristiche che hanno spesso messo in difficoltà il pilota di casa. Dopo tre ‘vittorie’ di Norris nel testa a testa in qualifica, Piastri ha ribaltato le sorti e il gap all’Albert Park. Nella prima gara stagionale disputata, dopo due DNS, l’australiano ha messo a referto una delle sue migliori gare grazie ad un’ottima partenza che gli ha consentito di gestire da davanti prima della sfortunata Safety Car: “Credo che questo fine settimana sia stato probabilmente uno dei migliori che abbia mai disputato in F1. Mi sembra di aver guidato bene in qualifica. Per quanto riguarda la gara, non avremmo potuto fare di meglio”.
McLaren: partenza lenta come nel 2023 e 2024, ma a Woking hanno dimostrato di saper sviluppare
Le qualifiche di Melbourne e Shanghai hanno evidenziato la differenza di know-how tra la casa madre e McLaren, tanto da suscitare non poche polemiche da parte di Andrea Stella sulla condivisione di informazioni da parte di HPP sulla Power Unit anglo-tedesca: “Da quando siamo una scuderia cliente [della Mercedes], è la prima volta che ci sentiamo in difficoltà, anche per quanto riguarda la capacità di prevedere il comportamento della vettura e di capire come migliorarla”, aveva lamentato l’ingegnere italiano dopo la gara inaugurale. Nelle qualifiche di Suzuka, McLaren è stata seconda forza per la prima volta in stagione grazie ad un passo avanti anche nella comprensione delle nuove unità motrici: questo ha consentito un recupero di qualche decimo rispetto a Mercedes e Ferrari. In gara la questione porta a considerare più variabili che hanno giocato a favore del gap con i diretti rivali; Suzuka è stata la prima gara senza un vero fattore degrado, soprattutto in termini di graining, che nelle prime due gare aveva complicato la vita alla MCL40. Questo, insieme alla track position favorevole ottenuta in partenza, ha permesso di esprimere il potenziale massimo della monoposto papaya e avvicinarsi a Ferrari e Mercedes.

Il distacco da recuperare al pacchetto W17 può essere stimato tra i 4 e 5 decimi secondo quanto raccolto nelle prime tre uscite stagionali, su tracciati piuttosto diversi in termini di richieste aerodinamiche e motoristiche. Il valore può spaventare, ma i miglioramenti attesi nel corso della stagione sono esponenziali e non escludono la possibilità di un recupero inatteso da parte di McLaren o Ferrari. Non è un segreto che le squadre introdurranno tra Miami e Montreal il primo importante pacchetto di aggiornamenti stagionale – che copriranno i pezzi programmati per le due gare in Medio Oriente – e i valori in campo potranno segnare l’inizio di un nuovo campionato. “Sarà un campionato vinto o perso con lo sviluppo”, ha analizzato bene Leclerc. McLaren non sarà da meno e aggiornerà pesantemente MCL40 con un pacchetto previsto tra Miami e Montreal. La squadra si aspetta un miglioramento nell’ordine dei quattro decimi dal pacchetto completo: “Tra Miami e Canada vedremo una MCL40 completamente nuova” ha dichiarato Andrea Stella negli scorsi giorni. La squadra di Woking ha dimostrato – specialmente nel 2023 e 2024 – di essere specialista di recuperi tecnici a stagione in corso. Quest’anno, tuttavia, la montagna potrebbe essere ancora più difficile da scalare se l’obiettivo è quello di ripetere i recenti successi: al momento Norris si trova a 47 lunghezze di distanza da Kimi Antonelli, mentre per Piastri il numero sale a 51. Tuttavia, con Ferrari legata alle decisioni sull’ADUO e vittima di una carenza di potenza, McLaren può essere la vera outsider del campionato.



