Negli Stati Uniti si è vista una McLaren con il fiato corto. Ad allertare i membri del team di Woking non è soltanto un Max Verstappen che ha recuperato 23 punti in un solo weekend al leader del mondiale, ma anche una vettura che non ha soddisfatto le attese della vigilia sul fronte prestazionale. Ad Austin ci si aspettava un ritorno al vertice della MCL39 sia per la conformazione del tracciato, ma anche per le condizioni che si sono presentate nel corso del fine settimana, che si pensava potessero andare nella direzione della vettura papaya. Così non è stato e al termine del weekend il Team Principal Andrea Stella si è trovato a commentare un bilancio negativo. Il tecnico italiano non ha lasciato però trasparire grosse preoccupazioni, affermando di confidare in gran parte dei circuiti su cui si correrà da qui a fine campionato.
McLaren delude le aspettative ad Austin, Stella: “penalizzati dal vento e dal basso grip”
Guardando al bottino ottenuto nel fine settimana in Texas, la McLaren ha intascato un punteggio complessivo inferiore a quello conquistato da Red Bull e Ferrari. Per quanto il doppio DNF della Sprint abbia influito su questo dato, è evidente che la MCL39 abbia performato sotto le aspettative. Le premesse della vigilia lasciavano pensare ad una McLaren prima forza, grazie alla conformazione del tracciato che si sposava bene con le caratteristiche che hanno reso invincibile il team britannico nei primi due terzi di campionato. Non solo, il caldo texano poteva essere un ulteriore punto a favore in chiave gara, grazie alla miglior gestione degli pneumatici su cui la McLaren ha dimostrato di poter contare nell’arco dell’anno. Tutto ciò però è rimasto soltanto in linea teorica, perché osservando prestazioni durante il weekend, Norris e Piastri non sono riusciti a fare la differenza. Un punto interrogativo dunque, che non poteva non essere sottoposto ad Andrea Stella. “Sono condizioni un po’ particolari in cui, a causa del vento e delle temperature molto alte, la macchina scivola molto. Quindi diciamo che devi trovare la giusta confidenza con questo basso livello di grip, con i bloccaggi in frenata, ecc…”, ha spiegato il Team Principal della McLaren a Sky Sport.

Piastri sotto pressione? “Oscar impara molto in fretta, siamo padroni del nostro destino”
A soffrire particolarmente di questi aspetti è stato senz’altro Oscar Piastri, che sin dal venerdì ha faticato in termini di feeling al volante della sua vettura e non è mai stato incisivo nei momenti in cui contava trovare la prestazione. “Si tratta di una condizione che non favorisce le qualità di Oscar,” ha affermato Stella. “Ma è un qualcosa su cui lavorerà e, come in tutte le altre cose su cui ha lavorato, imparerà molto in fretta. Quindi non siamo preoccupati per le sue performance, sappiamo che in queste condizioni c’è ancora qualcosina da trovare nel suo percorso, ma in generale siamo incoraggiati dalla performance della macchina.” Quel che è certo è che dopo la tappa di Austin la leadership in classifica dell’australiano ha iniziato a scricchiolare, con Verstappen che si è portato a 40 lunghezze e il compagno Norris a 14. “Per quanto mi riguarda vedo il campionato nella stessa maniera in cui lo vedevo già prima di Baku, dove ho avuto modo di dichiarare che sarebbe stata una lotta a tre per il campionato piloti,” ha affermato l’ingegnere italiano. “Ce lo siamo sempre detti internamente, c’era soltanto da riconoscerlo esternamente. È una lotta a tre in cui però noi siamo ancora padroni del nostro destino.”

Sulla gara di Norris: “senza la lotta con Leclerc sarebbe potuta andare diversamente, il ritmo era rassicurante”
Spostando l’attenzione sulla corsa di Lando Norris, Stella ha voluto evidenziare le accezioni positive, sottolineando come la lotta con la Ferrari di Leclerc abbia compromesso le speranze di successo. “Penso sia stata una gara relativamente rassicurante, perché senza la lotta con Charles credo che Lando avesse il ritmo per vincere,” ha affermato. “Ovviamente sarebbe servito guadagnare la posizione in pista, cosa mai semplice con Max. Difficile dire se ci sarebbero state opportunità sul piano strategico, vista la singola sosta, ma dal punto di vista delle prestazioni penso che il passo fosse sufficiente per lottare per la vittoria.” A complicare il percorso della McLaren, anche la mancanza di dati dalla Sprint, che per la scuderia di Woking è durata soltanto poche centinaia di metri. Per questa ragione, il Team Principal ha spiegato come si sia optato per una configurazione più conservativa. “È tutta una questione legata all’altezza e a rifermenti mancanti per spingersi al massimo del consentito. Su una pista come il COTA, che in passato ha sorpreso alcune squadre fuori dai limiti, è molto difficile trovare l’ultimo millimetro senza rifermenti dalla pista. Le simulazioni possono portarti fino ad un certo punto, ma poi sono necessari i dati raccolti sul tracciato per avere una precisione millimetrica.”

Sulle prossime gare: “arriveranno circuiti in cui la MCL39 sarà valorizzata. Periodo negativo? La cosa anomala era fare sempre 1-2”
Il carico aerodinamico richiesto dall’altitudine di Città del Messico, dove si correrà il prossimo weekend, potrebbe essere un altro banco di prova per la McLaren e proprio guardando all’immediato futuro, il numero uno del muretto si è detto fiducioso alla luce di quelli che sono i tracciati restanti in calendario. “Abbiamo del materiale molto competitivo a livello di vettura, dobbiamo fare un buon lavoro con entrambi i piloti e in termini di lavoro di squadra. Credo che arriveranno delle piste in cui i punti di forza della nostra macchina potranno essere valorizzati, quindi guardiamo con ottimismo alle prossime cinque gare.” Proseguendo sul filo dell’ottimismo, Andrea Stella ha quindi aggiunto alla stampa: “bisogna mantenere la calma e osservare le cose dalla giusta prospettiva. Si continua a parlare del momento che stiamo affrontando, ma semmai era anomalo quando facevamo 1-2 facilmente. Non è quello il senso della F1.” Come approcciare dunque le ultime gare in termini di spirito di squadra? “Si tratta soltanto di abituarsi a questo tipo di pressione, che vogliamo vivere con la massima intensità e il minimo stress. Non vogliamo perdere la gioia di fare il nostro lavoro, vogliamo solo assicurarci di dare il massimo, includendo anche il divertirci e il riconoscere che è un grande privilegio trovarsi in questa situazione. Dobbiamo continuare a lavorare e i risultati arriveranno da sé.”



