Hamilton: “Mi assumo la responsabilità del quarto posto. Nel pit stop ho pensato a Raikkonen…”

Lug 19, 2026

Luca Manacorda

Il GP Belgio di Lewis Hamilton si è chiuso con un quarto posto decisamente tribolato. La gara del britannico si è messa subito in salita dopo il contatto con George Russell in curva 5 del circuito di Spa-Francorchamps: gli steward hanno ritenuto che il pilota della Ferrari fosse responsabile dell’incidente che ha messo fuori da giochi l’ex compagno di squadra, assegnandogli 5 secondi di penalità. Come se non bastasse, al momento del pit stop il sette volte iridato ha colpito uno dei suoi meccanici: nessuna grave conseguenza fisica, ma altri secondi preziosi per la rincorsa al terzo posto di Max Verstappen sono svaniti così. Alla fine, nella sua analisi Hamilton ha voluto sottolineare come tutto sia nato soprattutto dal suo incidente nelle prove libere di sabato, un episodio che ha inevitabilmente avuto conseguenze sulle sue prestazioni.

La penalità per il contatto con Russell: le motivazioni

Nel documento della direzione gara, gli steward hanno spiegato perché hanno ritenuto Hamilton il principale colpevole dell’incidente, nel quale ha anche danneggiato la monoposto pur senza avere particolari ripercussioni sulle sue prestazioni (qui la nostra analisi): “I commissari di gara hanno stabilito che la vettura numero 63 è rimasta all’interno dello spazio di gara disponibile e che la collisione è stata causata dall’incapacità della vettura numero 44 di mantenere una distanza di sicurezza sufficiente“.

Il britannico rischiava addirittura una penalità di 10 secondi, ma gli sono state riconosciute diverse attenuanti: “La vettura numero 44 ha riconosciuto la presenza della vettura numero 63, ha cercato di mantenere uno spazio di gara adeguato e ha fatto un sincero tentativo di evitare il contatto – si legge ancora – La collisione è stata causata da una perdita di aderenza dell’avantreno piuttosto che da una manovra aggressiva o deliberata. Inoltre, l’incidente si è verificato nel primo giro, dove sono riconosciute la ridotta aderenza e le condizioni di gara compresse. Per tali ragioni, sebbene la vettura numero 44 sia stata interamente responsabile della collisione, i commissari ritengono che una penalità di tempo di 5 secondi, anziché la penalità standard di 10 secondi, sia la penalità appropriata“.

Decisivo l’errore nelle FP3: “Non mi considero sfortunato”

Parlando del suo quarto posto, Hamilton ha lasciato da parte gli episodi avversi della gara, ritornando invece all’incidente nella terza sessione di prove libere che – come già sottolineato ieri – non gli ha permesso di avere una monoposto perfetta dal punto di vista della messa a punto: “Non mi considero sfortunato. Penso all’errore che ho commesso ieri, quindi mi assumo la piena responsabilità del quarto posto che ho ottenuto perché ho danneggiato la macchina. Quando l’hanno ricostruita hanno trascurato qualcosa sulle sospensioni, quindi il bilanciamento era completamente diverso. Questo significa che probabilmente ero un paio di decimi, forse tre decimi più lento di quanto avrei dovuto essere in qualifica, e poi sono finito più indietro, ho avuto l’incidente, i cinque secondi di penalità…

Il sette volte iridato ha poi specificato di non voler dare alcuna colpa al team per la preparazione della SF-26 dopo il botto di sabato mattina: “È stato un effetto domino, credo a partire da una mia decisione, o meglio, da un mio errore. Ma il team ha fatto un ottimo lavoro con la strategia, i pit stop, stiamo continuando a migliorare la macchina, penso che il nostro ritmo oggi, senza il danno, ci avrebbe permesso di lottare per la vittoria”.

Lo spavento in pit lane: “Ho pensato a Raikkonen”

In occasione del pit stop, Hamilton ha dovuto scontare i 5 secondi di penalità per il contatto con Russell, ma l’ingresso della Virtual Safety Car stava neutralizzando parte dello svantaggio. Al box Ferrari si sono però vissuti momenti di apprensione quando il britannico ha avuto via libera per ripartire e ha impattato con l’anteriore destra contro il meccanico. Per fortuna non ci sono state conseguenze fisiche, ma solo una leggera perdita di tempo.

Il sette volte iridato ha chiesto subito notizie via radio e nel dopo gara ha spiegato che la dinamica gli ha ricordato quando accaduto qualche anno fa, al GP Bahrain 2018, quando in una situazione simile Kimi Raikkonen investì involontariamente Francesco Cigarini, provocandogli la frattura di tibia e perone: “Il semaforo è scattato e io sono partito. Guardi da una parte [al semaforo], non dall’altra [ai meccanici]. La responsabilità, probabilmente, è più del team. Quando è successo l’ho notato e mi sono fermato. In quel momento ho pensato a quando Kimi ha rotto la gamba al suo meccanico e mi è preso un colpo per un attimo, ma sono davvero grato che stia bene“.

La rincorsa alla Mercedes

In classifica generale Kimi Antonelli è tornato prepotentemente ad allunga, con Hamilton che ha scavalcato Russell ma è ora in ritardo di 45 lunghezze. Le prestazioni della Ferrari, anche oggi vicina al successo con Charles Leclerc, mantengono alto l’umore del sette volte iridato: “È davvero fantastico vedere le prestazioni che stiamo offrendo e stiamo migliorando costantemente la macchina. Abbiamo in programma altre novità per cercare di ridurre il distacco”.

Nell’analisi del suo GP Belgio, Hamilton ha concluso rimproverandosi ancora per l’errore di sabato: “Essere qui e avere il ritmo che abbiamo avuto come team è davvero incoraggiante e penso che ci sia ancora molta strada da fare. Non posso permettermi weekend come questo, in termini di prestazioni come quelle di ieri. Quindi mi impegnerò di più per la prossima settimana”.

 

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