Hamilton: “Non avremmo dovuto effettuare quella sosta”, ma fa mea culpa per le penalità

Lug 26, 2026

Luca Manacorda

Lewis Hamilton va in vacanza da primo inseguitore di Kimi Antonelli nella classifica generale, ma questa è l’unica notizia positiva dopo un fine settimana che ha regalato non poche delusioni al britannico. Scattato dalla quinta posizione, il britannico ha lottato a lungo con Max Verstappen, secondo al traguardo del GP Ungheria. Il pilota della Ferrari ha invece pagato la sosta effettuata al momento della Virtual Safety Car successiva al ritiro di Oscar Piastri, che alla fine è risultata decisiva in negativo per il risultato del britannico. Oltre a farlo scalare al quarto posto alle spalle anche di Kimi Antonelli, nell’occasione Hamilton ha ricevuto 5 secondi di penalità per eccesso di velocità in corsia box: l’ennesima penalità degli ultimi weekend lo ha portato a chiudere quinto, alle spalle anche di Charles Leclerc.

La delusione per la strategia e l’ultima sosta ai box

Dunque ancora un weekend caratterizzato da episodi controversi che ha lasciato un forte senso di amarezza nelle parole di Hamilton, poco felice della scelta strategica nel finale che ha compromesso la sua posizione in pista: “Sicuramente non credo che avremmo dovuto effettuare quella sosta, ma la chiamata è arrivata letteralmente poco prima della linea d’ingresso della pit lane e non ho avuto tempo di discuterne. Devi fidarti della decisione presa, ma col senno di poi le mie gomme andavano benissimo. Probabilmente avrei perso la posizione su Verstappen, ma penso che avrei potuto mantenere almeno il terzo posto. E poi quella sosta ha aperto la strada alla penalità che ho preso nel finale” ha spiegato il pilota della Ferrari, analizzando la gestione del finale di gara.

Hamilton

Il mancato concretizzarsi del potenziale velocistico mostrato dalla SF-26 nel corso del weekend all’Hungaroring rappresenta il rammarico principale al momento di tracciare il bilancio dell’appuntamento magiaro: “Chiaramente non dovevamo fare quella sosta in più perché abbiamo ceduto la seconda posizione e la posizione in pista. Abbiamo fatto dei buoni progressi, ma credo che per me e per Charles questo weekend fosse una grande opportunità: sapevamo di avere una macchina che doveva portarci nelle prime tre posizioni, invece siamo arrivati quarto e quinto, per cui non c’è stata un’esecuzione perfetta ed è stata una grande opportunità mancata per il team” ha ribadito il sette volte iridato.

L’autocritica sugli errori e il bilancio di metà stagione

Di fronte alle sanzioni accumulate nelle ultime uscite, ben quattro nelle ultime gare, il britannico ha assunto con grande trasparenza la piena responsabilità delle sbavature commesse in pista: A Silverstone è stata colpa mia, l’ultima gara è stata colpa mia e anche oggi è stata colpa mia, per cui non ho nulla da rimproverare alla squadra. Ovviamente sono frustrato e deluso di raccogliere così poco considerando che la macchina andava bene e il team ha fatto un ottimo lavoro. In definitiva queste ultime gare sono state molto costose a causa dei miei errori ha riconosciuto con autocritica il britannico.

Credit: Mateusz Mróz

Sguardo rivolto ora alla pausa estiva e alla seconda parte di campionato, con la determinazione di ridurre al minimo le imprecisioni per concretizzare il lavoro svolto dalla squadra: “La prima metà di stagione è stata accettabile, non è stata perfetta da parte mia e devo davvero lavorare duro per capire come fare meglio nella seconda parte. Ho ricevuto molte penalità nelle ultime tre gare, quindi devo lavorare sodo per non dare ai commissari l’opportunità di darmene altre in futuro. Sono comunque ottimista e immensamente grato al team per l’ottimo lavoro svolto in questa prima metà di campionato” ha concluso Hamilton.

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