In Giappone la Red Bull è scivolata fra la fila del centro gruppo. Lo ha dichiarato Max Verstappen dopo la gara, con annesse allusioni ad un eventuale ritiro dalla F1. Anche dal lato box di Isack Hadjar al termine del GP a prevalere è stato il disappunto, dovuto alle prestazioni anonime che sono emerse nell’arco di tutto il fine settimana. A complicare lo scenario del francese, anche un problema con la gestione dell’energia. La Red Bull esce dunque con le ossa rotte dal primo trittico di gare e l’obiettivo per il rientro a maggio non può che essere quantomeno quello di riprendere il treno dei top team, che a Suzuka sono stati fuori dalla portata della scuderia capitanata da Laurent Mekies.
Hadjar soffre ad inizio gara e chiude dodicesimo: “sorpassato da chiunque. Il telaio è terribile”
“È stata soltanto una gara davvero lunga”, ha dichiarato Isack Hadjar dopo aver terminato il GP al dodicesimo posto. Il francese, che si era qualificato ottavo, ha accusato un problema nelle prime fasi della corsa, che gli ha causato una perdita di terreno consistente. “Ho avuto una buona partenza, stavo combattendo con Pierre al primo giro ma poi sono rimasto senza batteria molto presto e ho iniziato ad essere sorpassato da chiunque ad ogni giro, mentre cercavo di recuperare energia. Sono rimasto piantato e non è una sensazione piacevole in macchina.” Il francese di casa Red Bull è parso visibilmente sconsolato al ring delle interviste al termine della corsa. “Il mood non è buono, ma tutti stanno lavorando per capire cosa sta succedendo e mi auguro che la prossima versione della monoposto possa avere un effetto positivo, tutto qui.”
Secondo il pilota francese, a preoccupare non è tanto il risultato in sé. “Non rappresenta nemmeno l’1% di quanto sia stata brutta questa gara. Non è un grosso problema, è solo che devo capire perché questa situazione della batteria si è verificata così presto, perché mi sentivo a mio agio all’ottavo posto. Il piano era di combattere contro Pierre, che è ciò che stavamo facendo, e tutto svanito per via della batteria scarica. Poi sei semplicemente impotente.” Il problema di gestione dell’energia allo start si è così aggiunto ad un quadro di prestazioni poco incoraggianti. “In ogni caso non avevamo un buon ritmo, ma era prevedibile” ha dichiarato a Canal+. “Però è stato peggio rispetto all’inizio del weekend. Era davvero, davvero impossibile guidare, persino pericoloso. Quindi è stato complicato.” Trovare un aspetto positivo? “Che riesco a guidare bene la vettura, anche se non abbiamo alcuna idea di come renderla veloce.” Quello tracciato da Hadjar è un quadro tutt’altro che incoraggiante sul fronte pacchetto RB22: “abbiamo una buona power unit. Il motore è buono. Tutto è… Riguarda il telaio, è terribile. Siamo semplicemente lenti in curva. Manca grip.”
Nel corso della gara, Hadjar si è espresso in maniera furiosa in radio nel corso di un duello con la Racing Bulls di Lindblad per l’undicesima posizione. Quest’ultimo ha opposto resistenza muovendosi in frenata prima della chicane, ricevendo poi bandiera bianca e nera. “È stato inutile per entrambi, ma va bene così, è giovane”, ha commentato il pilota Red Bull a fine gara sull’episodio.

Mekies: “abbiamo imparato molti dei limiti della nostra macchina, ho fiducia nel team”
Delle difficoltà accusate dalla Red Bull in Giappone ha parlato il Team Principal Laurent Mekies, che ha dichiarato di non voler perdere la fiducia. “Abbiamo imparato molto di più su quali sono gli attuali limiti della nostra vettura. Per noi era importante prendere parte a quelle lotte e che Max e Isack completassero la distanza di gara, così da poter continuare a raccogliere più dati.” Dunque, una gara che, per trovare un aspetto positivo, la Red Bull ha utilizzato come ‘test’ per lavorare nella lunga sosta che affronterà ora il Circus Iridato. “Ovviamente, abbiamo molto lavoro da fare e ora abbiamo qualche settimana per cercare di trovare soluzioni a questi limiti. La cosa importante adesso è lavorare sul divario di performance con chi sta davanti a noi. Non c’è un’unica area in cui possiamo individuare le cause delle nostre difficoltà. Dobbiamo lavorare su tutte le aree. Fa male, ma ho piena fiducia nel team. Durante la sosta, faremo un approfondimento dei nostri dati e li trasferiremo sul simulatore. Non avremo risolto tutto entro la gara successiva, ma andremo a fondo delle difficoltà. Sfrutteremo al massimo le prossime settimane per portare miglioramenti a Miami.”



