A valle dei primi tre GP della stagione 2026 si può dire con certezza che al momento ci sia un solo grande assente: Max Verstappen. In Giappone la Red Bull è stata risucchiata dal midfield e ha espresso prestazioni in linea con diverse squadre di centro gruppo, piuttosto che con i top team. Al termine della gara Verstappen, al traguardo alle spalle dell’Alpine di Gasly, ha raccontato come in queste condizioni tecniche non si potesse aspirare a molto di più rispetto a quanto è stato colto. E intanto dall’Olanda si alzano voci su un eventuale ritiro dalla F1, decisione che, secondo quanto si apprende, potrebbe essere valutata nell’imminente periodo di sosta. “Posso anche accettare di arrivare ottavo, ma lottare così non è piacevole,” ha dichiarato alla stampa. “In questo momento non mi diverto a fare quello che faccio.”
Verstappen chiude dietro l’Alpine di Gasly: “non si poteva far molto meglio di così”
In Giappone è stato un altro weekend sottotono per la Red Bull e Max Verstappen, che ha chiuso la corsa a Suzuka all’ottavo posto, dietro l’alpine di Pierre Gasly. Il quadro prestazionale attuale sta relegando l’olandese nella condizione di non poter più esprimere quel ‘plus’ che lo ha sempre contraddistinto. “Almeno la partenza è stata migliore”, ha affermato a fine gara nel raccontare quello che forse è stato l’unico aspetto positivo di giornata. “Penso che con Pierre ci fosse molto equilibrio, a tratti forse il ritmo era anche migliore, ma ora è facile dirlo. Era davvero complicato superare, potevi sorpassare, ma poi venivi sorpassato di nuovo perché la batteria si scaricava. Ci ho provato una volta e me la sono cavata, ma poi sul rettilineo principale non c’era batteria.” Un testa a testa che si è prolungato fino agli sgoccioli di GP, con un finale quasi al photofinish. “Ho cercato di metterlo sotto pressione, sperando in un errore o in un bloccaggio delle gomme, ma non è successo. Quindi abbiamo concluso molto vicini. Con tutte le difficoltà in macchina, ho cercato di massimizzare, perché il potenziale di ieri era lo stesso di oggi. È stato incredibilmente difficile, anche se a dire il vero mi sento bene in macchina.” Una dichiarazione, quest’ultima, che allude a come al momento la RB20 paghi un deficit consistente sul fronte prestazionale.

Verstappen minaccia il ritiro: secondo i media olandesi la sosta potrebbe essere decisiva
Quel Max Verstappen del 2025, arrembante a tal punto di sfiorare un’impresa epica, sembra lontano anni luce. Un rovesciamento prestazionale che in Giappone ha fatto scivolare il quattro volte iridato nelle lotte per posizioni che spesso sono affar dei team di centro gruppo. “Penso che l’Alpine stia facendo un buon lavoro, ma noi ovviamente non siamo dove vorremmo essere. Penso che al momento siamo più nella lotta a centro gruppo, piuttosto che davanti,” ha affermato. L’ultima volta che Verstappen ha terminato per tre volte consecutive fuori dalla top five era nove anni fa.
A questo scenario, si aggiunge un regolamento tecnico che Verstappen non ha mai digerito, sin dai test, quando aveva definito questa F1 ‘sotto steroidi’. Un quadro che secondo i media olandesi potrebbe spingere il pilota della Red Bull a valutare il ritiro dal Circus Iridato. “La vita continua. La vita non è solo Formula 1. Ci sono molte altre cose che si possono fare”, ha affermato a Viaplay dopo la gara. “Per proseguire bisogna continuare a divertirsi, deciderò riguardo al mio futuro nelle prossime settimane o mesi.” Una decisione che fa dal fil rouge agli stimoli legati a categorie extra F1, con partecipazioni sempre più frequenti a corse GT. “Posso tranquillamente accettare di arrivare settimo o ottavo, ma non è naturale non godersi tutto ciò che ne consegue,” ha dichiarato a BBC Radio 5. “Perché so anche che non si può sempre dominare, arrivare primi o secondi o lottare sempre per il podio ma, allo stesso tempo, quando ti trovi in settima o ottava posizione e non godi di tutti i vantaggi che ne derivano, non è una sensazione naturale per un pilota di Formula 1. Arriva un punto in cui semplicemente non è ciò che voglio fare. Certo, cerco di adattarmi, ma il modo in cui bisogna competere non è piacevole. È l’esatto contrario delle corse.”
“Si potrà anche guadagnare un sacco di soldi – ha proseguito – ma non è questione di soldi, perché semplicemente questa è sempre stata la mia passione. Inizi a chiederti se ne valga la pena o se ti piaccia più stare a casa con la famiglia o amici. Ora penso di essere impegnato al 100% e continuo a provarci, ma il modo in cui mi dico di dover dare il 100% non mi sembra molto sano in questo momento perché non mi diverto a fare quello che faccio.”
Come ribadito più volte, non sono le prestazioni in sé a preoccupare l’olandese, bensì in trend incanalato da questa F1, con un regolamento dalle lacune che sono emerse anche in Giappone. “Ora la gente potrebbe facilmente dire: ‘Hai vinto così tanti campionati e gare e ora ti lamenti solo perché la macchina non è buona’. Io la vedo diversamente. Ho molti altri progetti che mi appassionano. Le corse GT3 [per esempio]. Non solo gareggio personalmente, ma anche con il team. È davvero emozionante e divertente svilupparle e voglio assolutamente continuare a farlo nei prossimi anni. Se dovessi finire qui, non significherebbe che non farei altro. Continuerò sempre a godermi molte altre cose nella mia vita. Mi dispiace che si debba parlare solo di questo. È così e basta, non c’è bisogno che mi compatiate.”



