La presentazione della VF-26 segna per la Haas una tappa cruciale in un percorso di crescita che si intreccia con uno dei cambi regolamentari più radicali nella storia recente della Formula 1. Nella scorsa stagione la scuderia a stelle e strisce ha chiuso ottava tra i Costruttori dopo aver lottato a lungo nel gruppo che si contendeva la sesta posizione, conquistando 21 punti in più rispetto al 2024. Il team principal Ayao Komatsu ha spiegato come la sua squadra stia affrontando il nuovo ciclo tecnico con un misto di entusiasmo e realismo, consapevole delle impegnative sfide che la attendono.
F1 2026: la sfida più grande degli ultimi decenni
Dal punto di vista tecnico, il 2026 rappresenta un vero taglio con il passato. Komatsu non ha dubbi nel definire quella attuale la più grande rivoluzione regolamentare che abbia vissuto nei suoi oltre vent’anni nel Circus: “In pista avremo un cambiamento enorme, sia sul fronte della power unit sia su quello aerodinamico. È probabilmente il più grande che io ricordi in 22 o 23 anni di F1. È estremamente eccitante, ma allo stesso tempo anche molto stressante“.
Accanto alla sfida tecnica, il manager giapponese sottolinea come la Haas stia affrontando il nuovo regolamento in una fase di consolidamento interno, diversa rispetto agli anni passati: “Fuori dalla pista guardiamo a ciò che abbiamo costruito negli ultimi anni. Siamo cresciuti come squadra, non solo nei numeri ma anche nella mentalità e nel modo di affrontare le gare“.

Una crescita che però procede in parallelo con un impegno particolarmente gravoso per una struttura come Haas, la più piccola del campionato: “Per una squadra delle nostre dimensioni è probabilmente l’inverno più difficile di sempre. È una sfida enorme dal punto di vista finanziario e delle risorse. Nessun team può dirsi completamente pronto per un cambiamento simile, ma per noi la difficoltà è amplificata“.
Komatsu ribadisce la necessità di puntare sui punti di forza, riconoscendo i limiti ma senza farsi condizionare: “Dobbiamo concentrarci su ciò che sappiamo fare bene, riconoscere le nostre debolezze e imparare molto in fretta. Con regolamenti nuovi ci saranno sorprese per tutti“.
Test e sviluppo: un lavoro in continua evoluzione
I cinque giorni di test (di cui tre utilizzabili da ogni team) in programma a Barcellona a fine mese rappresenteranno solo il primo passo di un percorso che porterà alla gara inaugurale in Australia con vetture profondamente diverse rispetto a quelle che vedremo nei test iniziali. A riguardo, Komatsu è chiaro: “La macchina che vedrete a Barcellona non sarà quella che correrà a Melbourne. È semplicemente troppo presto. Lo sviluppo in galleria del vento continuerà fino all’ultimo e anche le vetture del test in Bahrain non saranno definitive“.

Secondo il team principal, l’arco temporale che separa questo shakedown dalla prima gara porterà a un’evoluzione superiore alla norma: “Tra Barcellona e l’ultimo test in Bahrain vedrete vetture molto diverse, soprattutto dal punto di vista aerodinamico. Sul fronte power unit l’hardware è ormai definito, ma il vero tema sarà come utilizzare e gestire l’energia“. La gestione dell’energia diventa così uno dei nodi centrali del nuovo regolamento, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo: “A Barcellona tutti saranno concentrati sull’ottimizzazione dell’uso dell’energia. È un aspetto che dovrà evolvere molto rapidamente“.
In questo contesto, il contributo dei piloti è già entrato in una fase operativa grazie al lavoro al simulatore. Ollie Bearman ed Esteban Ocon sono stati coinvolti in più sessioni, già prima della pausa natalizia: “È ancora presto, ma abbiamo svolto una sessione al simulatore prima di Natale e ne stiamo facendo un’altra più approfondita in questi giorni“. Komatsu evidenzia come la complessità della gestione della vettura richieda un’enorme mole di lavoro preparatorio: “La vera domanda sarà capire cosa i piloti riescono a gestire sul giro secco e in gara su più giri. Stiamo preparando moltissimi scenari, ci sono tantissime combinazioni possibili, ed è su questo che stiamo lavorando al simulatore“.
Le previsioni sulla stagione 2026
Guardando alle prime gare del 2026, Komatsu evita volutamente di fissare traguardi sportivi tradizionali, preferendo obiettivi di processo: “Prima ancora di pensare a gare e risultati, dobbiamo dominare la gestione della power unit. È la priorità assoluta, anche perché non sappiamo ancora fino in fondo quanto sarà complessa“.
Sul fronte aerodinamico, la Haas è soddisfatta del lavoro svolto finora, ma resta consapevole delle incognite: “Siamo ragionevolmente contenti di ciò che abbiamo fatto, ma la vera domanda sarà se il target che ci siamo dati è sufficiente. Ai test vedremo concetti diversi e, se avremo mancato qualcosa, dovremo reagire molto in fretta“.

La chiave, secondo Komatsu, sarà la capacità di adattamento e la chiarezza nella comunicazione interna: “Per cambiare direzione rapidamente serve lavorare come squadra e avere comunicazioni chiare. È qualcosa che abbiamo sviluppato negli ultimi anni e che ora verrà messo ancora più alla prova“.
Con una griglia allargata a 22 vetture dopo l’ingresso di Cadillac e cinque fornitori di power unit, il quadro competitivo resta estremamente fluido: “Ci sarà una grande variabilità. Le squadre con lo stesso motorista tenderanno a essere più vicine, ma sul lato aerodinamico è tutto aperto e lo sviluppo sarà molto rapido” ha sottolineato il manager giapponese.
Per Komatsu, una prima gerarchia potrebbe emergere nelle prime gare, ma senza mai diventare definitiva: “Un ordine potrebbe iniziare a delinearsi nelle prime quattro gare, ma mi aspetto una stagione molto dinamica. Ciò che vedremo a inizio anno sarà probabilmente molto diverso da quello che troveremo nelle ultime gare“.



