Aston Martin gambero a Interlagos: il sospetto di Alonso sui rivali nel Costruttori

Nov 13, 2025

Luca Manacorda

Ad Interlagos c’è stato ancora un weekend Sprint da gambero per l’Aston Martin. Analogamente a quanto accaduto ad Austin, l’AMR25 è passata dal frequentare i piani alti della classifica nelle prime due giornate a GP Brasile anonimo, dove neppure l’azzardo di provare una strategia diversa ha pagato. Fernando Alonso ha chiuso quattordicesimo e Lance Stroll sedicesimo, mentre i contemporanei exploit degli altri team di centro classifica, in particolare Racing Bulls e Haas, hanno complicato non poco la situazione nella classifica Costruttori.

Alonso: “Preferisco arrivare 14° provandoci che 12° senza provarci”

Dopo il quinto tempo nella Sprint Qualifying e il sesto posto nella gara breve, Alonso ha mancato l’accesso alla Q3 e, al pari di Stroll, ha optato per partire montando la gomma dura: “Non avevamo il ritmo e non potevamo nemmeno adottare una strategia a una sola sosta – ha spiegato lo spagnolo – Volevamo vedere se riuscivamo ad arrivare al giro 40, ma al giro 25 le gomme erano usurate. Non fornivano né grip né durata e abbiamo dovuto rientrare ai box. Ci abbiamo provato. Preferisco arrivare 13° o 14° provando qualcosa piuttosto che arrivare 12° senza provare nulla“.

Alonso (Aston Martin)

Nonostante le difficoltà, c’è un piccolo rammarico per il due volte iridato. Nei giri conclusivi Alonso è riuscito infatti ad agganciare il lungo trenino aperto da Liam Lawson che occupava la settima posizione: “Aveva un forte degrado delle gomme, ha rallentato l’intero gruppo e ce l’abbiamo quasi fatta. Altri quattro o cinque giri sarebbero stati interessanti“.

I dubbi dello spagnolo sui rivali

Guardando l’andamento del weekend e tracciando un bilancio finale, Alonso ha concluso con una frase sibillina: “Abbiamo perso un po’ di ritmo. Non posso essere del tutto onesto, ma tutti hanno migliorato parecchio“. Considerando il weekend con formato Sprint, il sospetto è che lo spagnolo si riferisca alla gestione delle altezze da terra delle monoposto. Un tema ben noto quest’anno, in particolare dopo la doppia squalifica della Ferrari nel GP Cina per consumo eccessivo del pattino.

Ovviamente questo aspetto cambia molto nella preparazione delle vetture per la Sprint, dove basta imbarcare circa 35 kg di carburante, e per il Gran Premio, dove invece questa “zavorra” sale a circa 105 kg. L’Aston Martin AMR25 è una monoposto molto sensibile alle differenze da terra, come testimonia il suo rendimento altalenante nei fine settimana con la gara breve, mentre altre vetture lo sono probabilmente meno. L’opposto si potrebbe dire ad esempio per la Haas, visto che Oliver Bearman è passato dall’eliminazione nella SQ2 di venerdì (e al 12° posto nella Sprint) a letteralmente volare in qualifica e nel Gran Premio, chiuso al sesto posto. Il probabile sospetto di Alonso è che alcuni dei team di centro classifica stiano giocando sulle altezze da terra, a costo di rischiare la squalifica per consumo eccessivo del pattino.

Per queste squadre, infatti, ci sono buone possibilità di non incappare nei controlli da parte della FIA. Per regolamento, infatti, il pattino viene controllato dopo la gara ai primi 5 della classifica più due vetture casuali tra gli altri classificati. Ad Interlagos, ad esempio, sono state verificate le monoposto di Lando Norris, Kimi Antonelli, Max Verstappen, George Russell, Oscar Piastri più quelle di Nico Hulkenberg e Pierre Gasly.

L’allusione velata di Alonso è sulla possibilità che alcuni dei rivali diretti nella corsa al sesto posto tra i Costruttori abbiano preso un azzardo che invece l’Aston Martin non ha mai voluto considerare. La scuderia di Lawrence Stroll è ora settima nel Costruttori, scavalcata dalla Racing Bulls proprio dei 10 punti che la scuderia di Faenza ha ottenuto nel GP Brasile. Non solo: la Haas è appena 2 punti dietro e anche la Sauber non è da considerare esclusa da questa lotta, con 10 punti di distanza dall’Aston Martin: “Ci proviamo, penso che dipenderà da Abu Dhabi – ha detto Alonso riguardo la lotta per il sesto posto – Abbiamo perso dai 12 ai 15 punti a Monaco per il motore, in Cina per i freni, a Monza con le sospensioni danneggiate da un sasso. Quindi probabilmente ci mancheranno un paio di quei punti ad Abu Dhabi“.

Krack: “Ci aspetta una lotta serrata”

Parlando della prestazione dell’Aston Martin a Interlagos, il team principal Mike Krack ha sottolineato anche l’episodio che ha compromesso la gara di Lance Stroll: “Sapevamo che non sarebbe stato facile e non avevamo il ritmo per competere per la zona punti. Abbiamo provato a fare le cose in modo diverso con la strategia, con lunghi stint iniziali con gomme Hard, ma ci mancava il ritmo per sfidare le vetture davanti a noi. La gara di Lance è stata pesantemente influenzata dal contatto con Yuki [Tsunoda] al sesto giro, che lo ha fatto scivolare in fondo al gruppo. Avevamo cercato di costruire un vantaggio di gomme per le fasi finali della gara, ma la maggior parte della griglia si è fermata due volte e non ci sono state molte opportunità. Ci aspetta una lotta serrata in campionato e useremo le prossime due settimane per riorganizzarci prima di Las Vegas, alla fine di questo mese“.

GP Brasile partenza

Il pilota canadese ha aggiunto: “Siamo sembrati più competitivi nella Sprint e meno in qualifica e in gara – ha sottolineato Stroll – L’incidente con Yuki [Tsunoda] ha messo fine alle nostre possibilità in gara: abbiamo provato a recuperare, ma abbiamo perso troppo tempo. Anche le gomme dure non si sono rivelate adatte a noi“.

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