Futuro Verstappen, parla il suo manager: l’ingaggio faraonico frena possibili alternative?

Lug 16, 2026

Piergiuseppe Donadoni, Paolo D’Alessandro

Il contratto che lega Max Verstappen alla Red Bull scadrà solamente nel 2028; stando così le cose il quattro volte campione del mondo è legato alla scuderia di Milton Keynes ancora per due anni. Come noto a tutti però, all’interno di questo contratto sono presenti delle clausole di competitività: se Verstappen non è classifico tra i primi tre (anno scorso) o primi due (quest’anno) in un determinato momento del campionato, nella classifica piloti, può decidere di rescindere anticipatamente il contratto al termine della stagione.

E’ un dato appurato oramai che – nonostante il ritmo sviluppo sia ancora feroce e i guadagni da trovare importanti – Max Verstappen non sarà della lotta mondiale quest’anno e difficilmente sopravanzerà uno o entrambi i Mercedes, e la Ferrari al momento rimane in una posizione di vantaggio, mettendolo così dietro anche a Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Ad oggi la RB22 è una terza-quarta forza, in lotta con la McLaren, in attesa poi di vedere i vari sviluppi da qui alla seconda parte di stagione.

Il dato certo comunque è che prima e seconda posizione (ad oggi) sembrano irraggiungibili e che quindi, volendo, l’olandese potrebbe liberarsi da Red Bull già nel corso di questo anno. A chiudere questa possibilità è stato però direttamente il suo manager Raymond Vermeulen, parlando alla testata austriaca oe24 “Max vuole rispettare il contratto che lo lega a Red Bull fino al 2028. C’è una clausola è vero, ma non vuol dire che la attiveremo. E’ una cosa che avremmo potuto fare anche gli anni scorsi e non lo abbiamo fatto”. 

I rumors sul futuro di Max sono aumentati quest’anno a causa dell’inizio deludente della Red Bull, i mancati progressi con gli sviluppi, alcune piccole diatribe con il reparto tecnico di Milton Keynes, che a quanto pare non segue più ciecamente ogni indicazione dell’olandese, ma prova ad affidarsi più ai numeri e ai consigli dei tecnici (senza però grossi risultati fino a questo momento) e che hanno portato anche ad alcuni incidenti come quello di Austria, ma soprattutto quello in gara a Silverstone. Verstappen non ha fatto mistero post Qualifica e pre gara che lui avrebbe gradito cambiare motore ed assetto e partire dalla pit lane; la squadra ha preferito continuare in quel modo e rimanere nelle parti nobili della griglia, ma questo poi ha costretto l’olandese ad una gara ‘scomoda’, senza grosso feeling con la RB22, culminata poi con quell’incidente finale, dovuto – a quanto sostiene il team – ad un problema con il carico aerodinamico posteriore della Red Bull, non dovuto solo all’ala.

Ad accendere ancor più il fuoco sui rumors, un incontro tra Helmut Marko, Jos Verstappen e lo stesso manager di Max. L’ex super consulente Red Bull però ha subito smorzato affermando si trattasse di un incontro per motivi personali, extra pista, e nulla riguardante il futuro di Verstappen.

Ma quindi non c’è interesse sul quattro volte campione del mondo? La situazione a quanto può spiegare AutoRacer non riguarda l’interesse o meno di altri team. Chiaramente un Max Verstappen sul mercato farebbe gola a praticamente tutti i team in griglia, a partire da Toto Wolff che coltiva questo sogno oramai da anni. A fermare tutto però è anche l’ingaggio annuale, a tre cifre, che Red Bull garantisce a Verstappen. Ferrari, ad esempio, con i rinnovi e tutto incluso arriva a toccare quota 100 per entrambi i piloti: pensare ad un Verstappen con uno tra Leclerc e Hamilton sarebbe impossibile. Toto Wolff gradirebbe ovviamente il suo profilo, ma il board della Mercedes frena proprio per un motivo di costi, che rende più difficile pensare anche ad un assalto McLaren in questo momento.

Red Bull e Max Verstappen sembrano dunque destinati a continuare insieme, con fiducia anche di poter tornare al successo, come ribadito dal suo manager. “Vinceremo delle gare quest’anno, lo penso. Probabilmente non a SPA, ma magari Budapest o Zandvoort possono essere delle occasioni”. Vermeulen ha poi anche sottolineato come, in quest’annata difficile, Red Bull ha comunque fatto qualcosa di sorprendente lato Power Unit. “Il motore si è rivelato migliore di quanto si pensasse”. E questa può essere già una buona base per il futuro. 

 

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