Red Bull: problemi di correlazione tra Verstappen e il simulatore e l’impennata dei costi legata alle guerre

Lug 11, 2026

Luca Manacorda

Dopo essere andata vicino alla vittoria nella gara di casa in Austria, la Red Bull ha vissuto un weekend difficile a Silverstone, dove oltre a mostrare prestazioni inferiori agli altri top team si è aggiunta la coda velenosa dell’incidente che ha coinvolto Max Verstappen. Un episodio che, assieme alle successive rabbiose dichiarazioni del pilota verso la squadra, ha rilanciato i rumor sul futuro del quattro volte iridato. Il direttore tecnico Pierre Waché ha cercato di gettare acqua sul fuoco, pur ammettendo come la scuderia austriaca stia affrontando una situazione difficile, anche per cause esterne al mondo della F1.

Le difficoltà della vettura a Silverstone e la gestione della power unit

Il fine settimana sul circuito di Silverstone ha rappresentato un mezzo passo falso per la Red Bull, costretta a fare i conti con difetti strutturali della RB22 non ancora superati nonostante i pacchetti di aggiornamento introdotti di recente. In un’intervista ad Auto Hebdo, Waché ha analizzato le problematiche legate al comportamento dinamico della vettura, acutizzate dalle condizioni ambientali riscontrate sul tracciato inglese: “Durante la gara non siamo stati in grado di risolvere completamente il nostro problema di bilanciamento, il che ha limitato la nostra velocità. Anche il vento ha causato problemi e ci sono questioni in quell’area che dobbiamo esaminare” ha spiegato il tecnico francese.

Verstappen (Red Bull)

Quanto visto a Silverstone ha rilanciato le polemiche sulla graduatoria che ha stabilito i gettoni dell’ADUO, incoronando il motore Red Bull-Ford come il migliore: “Non credo che abbiamo il miglior motore a combustione interna – ha sottolineato Waché – Nel migliore dei casi siamo allo stesso livello degli altri. Se c’è un vantaggio, risiede nel raffreddamento e nell’integrazione dell’energia, ma questo non viene preso in considerazione. Più potenza abbiamo, più possiamo sviluppare l’auto con un livello di efficienza inferiore” ha chiarito l’esponente del team austriaco.

Il contrasto tra i dati dei simulatori e le sensazioni di Verstappen

Verstappen è stato molto critico con la Red Bull dopo il suo ritiro, parlando di un problema all’ala posteriore che si era già manifestato in Austria. All’origine della criticità sembra esserci la difficoltà di affiancare i dati del simulatore con ogni singola criticità percepita dal pilota olandese: “Lui indica cose che lo influenzano più di quanto possiamo immaginare  – ha ammesso Waché – Nelle nostre simulazioni ci sono cose che non vediamo come un grosso problema, ma per lui lo sono. Ci sono cose che sente attraverso il volante, ma che noi non possiamo percepire nel simulatore, anche se il potenziale della vettura lì è esattamente lo stesso“.

Nonostante la rabbia e l’insoddisfazione espresse da Verstappen, Waché è convinto che la Red Bull sappia ancora dare al suo pilota di punta ciò che serve per garantirne la permanenza in squadra: “Max non è frustrato perché non vince. La cosa più importante è che sia convinto che possiamo dargli un’auto con cui può vincere. E questo è il caso” ha tenuto a precisare il direttore tecnico francese.

Il compromesso per il 2027 e l’impatto geopolitico sui costi

Giunti quasi alla sosta estiva, la pianificazione strategica del reparto corse si trova a un punto di svolta, costretta a ripartire le risorse tra la gestione del campionato in corso e la transizione verso la vettura del prossimo anno. La sovrapposizione dei piani industriali imporrà una selezione dei componenti da produrre nei prossimi mesi: “Il problema più grande per quanto riguarda lo sviluppo rimane la capacità di produzione e di ricerca. Lo sviluppo dell’auto per il 2027 inizierà molto presto e questo porterà inevitabilmente a compromessi sul fronte della produzione” ha sottolineato Waché.

A complicare i piani di evoluzione della vettura interviene un fattore esterno macroeconomico, connesso alle tensioni geopolitiche internazionali che stanno alterando i listini dei fornitori. L’aumento dei prezzi delle materie prime ha visto contrarsi il potere d’acquisto della squadra all’interno dei vincoli finanziari imposti dalla FIA: L’aumento dei costi dei materiali che utilizziamo è stato molto significativo negli ultimi mesi e difficile da prevedere. I conflitti in Medio Oriente e in Ucraina hanno spinto verso l’alto i prezzi di alcuni materiali utilizzati anche nella produzione di armi” ha denunciato il transalpino.

L’impennata dei costi di approvvigionamento ha raggiunto vette tali da configurare una vera e propria barriera allo sviluppo per i team di vertice, rendendo estremamente complessa la fabbricazione di nuovi elementi aerodinamici o strutturali senza sforare il tetto di spesa consentito: “L’inflazione su questi prodotti ha superato il 200%” ha rimarcato con forza il direttore tecnico. Per la Red Bull si tratta di una variabile finanziaria critica, che si inserisce in un contesto sportivo in cui il team è chiamato a operare sotto una pressione sempre più intensa da parte degli avversari.

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