Il weekend di casa per Lewis Hamilton è cominciato in maniera impeccabile. Il sette volte iridato è stato il più veloce sia nelle FP1 sia nelle tre sezioni della Sprint Qualifying del GP Gran Bretagna, conquistando la pole position per la gara breve in programma in domani. Un risultato ben superiore alle aspettative, dato che in casa Ferrari si temeva molto il deficit di velocità sul dritto legato alla minor potenza del motore che era già stato un fatto la scorsa settimana in Austria, che secondo il britannico è l’ennesima conferma del gran lavoro di sviluppo che sta facendo quest’anno la scuderia di Maranello.
I timori smentiti sulla velocità in rettilineo
La conquista della pole position nella Sprint Qualifying sul tracciato di Silverstone ha ribaltato i pronostici della vigilia, condivisi anche all’interno del box della Ferrari. Al pari di Charles Leclerc, anche Hamilton non ha nascosto la propria sorpresa per il livello di competitività espresso dalla monoposto, specialmente alla luce dei dati emersi nel precedente appuntamento mondiale: “Ieri mi avevano spaventato tutti, dicendo che avremmo pagato sei decimi in rettilineo rispetto a questi ragazzi. E nell’ultima gara in Austria eravamo davvero staccati di quattro decimi sul dritto“.

Il salto prestazionale evidenziato durante le sessioni ufficiali del venerdì ha modificato radicalmente lo scenario, regalando al sette volte campione del mondo la prima partenza al palo in una Sprint dopo quella della scorsa stagione in Cina: “Oggi, all’improvviso, siamo tornati lì. Mi chiedevo se fosse vero, se gli altri avrebbero incrementato la potenza in qualifica; invece siamo proprio lì a competere con loro“.
La continuità degli aggiornamenti e il lavoro in fabbrica
Il fattore chiave di questa ritrovata competitività risiede nella costanza del programma di sviluppo tecnico portato avanti dagli ingegneri di Maranello, al centro anche dell’acceso dibattito tra Toto Wolff e Fred Vasseur. Hamilton ha voluto dedicare un ringraziamento a tutto il personale della scuderia, evidenziando ancora una volta il cambio di passo rispetto alle difficoltà incontrate nel 2025: “Gran parte del merito va alle persone del team, sia qui in pista sia a Maranello, che continuano a spingere e a portare aggiornamenti gara dopo gara. Stiamo facendo progressi concreti e questo è frutto del duro lavoro svolto dietro le quinte. L’anno scorso eravamo come bloccati in un binario morto, non c’era molto che potessimo fare. Ora, invece, stanno trovando nuove soluzioni e stanno aggiungendo elementi alla vettura“.
La filosofia introdotta dal reparto tecnico si basa sull’apporto continuo di micro-aggiornamenti a ogni singolo appuntamento del calendario: “Ogni singolo fine settimana portiamo piccoli dettagli e aggiungiamo prestazioni a questa macchina. Questo weekend il feeling è stato semplicemente fantastico, e questa pista, Silverstone, è la migliore in assoluto da guidare” ha ribadito Hamilton.
La gestione dell’energia e il rendimento della power unit
Un elemento di forte incertezza alla vigilia del weekend di casa era legato alla gestione dell’energia sul giro, una criticità che l’intera griglia temeva potesse rivelarsi particolarmente severa sul tracciato di Silverstone. La prova del nove in pista ha però ridimensionato l’allarme: “Se mi avete sentito in conferenza stampa, dicevo che la pista non sarebbe stata la stessa. Questo è quello che pensavamo tutti, ma il tracciato è ancora fenomenale, il feeling è fantastico. Il calo di potenza del motore non è minimamente vicino a quanto avevamo preventivato“.

Timori e speranze verso la Sprint: “Non penso sia impossibile”
Nonostante l’ottimismo derivante dai riscontri cronometrici fatti registrare nei long run delle FP1, la cautela rimane massima in vista della Sprint. La preoccupazione principale è legata alla velocità sul dritto dei diretti rivali, amplificata dall’effetto aerodinamico delle scie: “Devo prima analizzare a fondo il passo sui long run, ma a essere onesti la macchina si è comportata benissimo nei long run. Sarà dura, ovviamente questi ragazzi sono molto, molto vicini, ma non penso che sia impossibile“.
Il timore del sette volte iridato è soprattutto per i primi giri: “Siamo in un’ottima posizione, ma ovviamente c’è una grande quantità di scie che si possono sfruttare durante i primi giri, il che non renderà facile tenere dietro un motore Mercedes o Red Bull. In ogni caso, darò assolutamente tutto me stesso per questi tifosi” ha concluso Hamilton.



