A pochi giorni dalla delusione di Monte Carlo, e dal gran parlare che l’incidente e le successive dichiarazioni hanno scatenato, Charles Leclerc ha subito l’occasione di lasciarsi tutto alle spalle. Il GP Barcellona rappresenta non solo un’opportunità di riscatto, ma anche il primo weekend in cui utilizzare la soluzione di freni che in precedenza aveva a disposizione solo Lewis Hamilton e che dovrebbe aiutarlo a ritrovare fiducia nel comportamento della sua Ferrari. Nell’incontro con i media del giovedì, a cui era presente anche AutoRacer, il monegasco si è soffermato sul rapporto con il suo compagno di squadra e sulle sue speranze iridate, esprimendo parole di elogio verso l’attuale leader del mondiale, Kimi Antonelli.
Il passaggio ai freni di Hamilton: “È stata una decisione di squadra quella di differenziare i materiali”
A pochi giorni dalle tormentate vicende del Principato, Charles Leclerc ha dunque confermato l’adozione della configurazione dei freni già utilizzata dal compagno di squadra. Il monegasco punta a ritrovare fiducia nella monoposto attraverso una scelta tecnica radicale, lasciandosi alle spalle la delusione e le polemiche della gara di casa.
“Non voglio soffermarmi troppo su quanto accaduto a Monaco – ha esordito Leclerc – Ora è chiaro che modificheremo leggermente la configurazione dei freni; devo ancora testarla in pista per capire l’entità del cambiamento. Non mi aspetto una rivoluzione, ma in scenari particolari prevedo che la vettura sarà decisamente più facile da gestire. È stata una decisione di squadra quella di differenziare i materiali tra le due monoposto. Gli ultimi due fine settimana sono stati più difficili di quanto avessi inizialmente preventivato, quindi adesso seguiremo la direzione intrapresa da Lewis“.

Il calendario serrato di questa parte di stagione ha giocato a favore di Leclerc che sul Circuit de Catalunya avrà subito l’occasione di lasciarsi alle spalle la delusione di Monte Carlo: “Non vedo l’ora di tornare in macchina. Monaco è una pista che per me conta più delle altre, anche se i punti della domenica sono gli stessi. Dopo quello che è successo è stato più difficile voltare pagina rispetto ad altri weekend, quindi voglio solo ripartire“.
L’importanza del pacchetto di aggiornamenti Ferrari a Barcellona
Il weekend del GP Barcellona-Catalunya rappresenta uno snodo cruciale per lo stagione della scuderia di Maranello, che introduce sulla monoposto un nuovo consistente pacchetto di novità tecniche nel tentativo di incrementare il carico aerodinamico e l’efficienza complessiva.
Leclerc ha sottolineato il grande lavoro svolto in fabbrica per anticipare i tempi dei nuovi componenti: “Questo fine settimana porteremo molte parti nuove. Il team ha spinto in modo massiccio per introdurre innovazioni e novità sulla vettura, elementi che sono sicuro porteranno un beneficio e che non vedo l’ora di provare. Sarà fondamentale accumulare fiducia con tutto ciò che c’è di nuovo sulla macchina, assicurandoci di comprendere i flussi per riuscire a massimizzare il potenziale complessivo del pacchetto una volta tornati a casa“.
La sfida tecnica dei motori: “Trovare un compromesso tra i costruttori è stato difficile”
Sollecitato sul delicato tema dell’evoluzione delle power unit nelle prossime stagioni deliberato questa settimana e sull’introduzione del nuovo sistema di concessioni ADUO, il monegasco ha offerto il punto di vista dei piloti, focalizzandosi sull’impatto che i cambi di filosofia regolamentare possono avere sulle diverse architetture dei motoristi.

Credit: Scuderia Ferrari
“In generale, noi piloti cerchiamo solo una consistenza pura nell’erogazione“, ha spiegato Leclerc. “Siamo stati una parte attiva di questo intero processo normativo e credo che questo ci aiuti a capire quanto sia difficile per tutte le entità in gioco essere sulla stessa lunghezza d’onda e garantire l’equità per tutti. C’è stato un lunghissimo percorso di sviluppo per ottimizzare i motori nella configurazione attuale. Modificare questi equilibri ora può favorire i team che hanno impostato una specifica filosofia tecnica e penalizzare altri. Trovare una via di mezzo che metta d’accordo tutti e, allo stesso tempo, lotti per il bene dello sport è stato un compito molto difficile. Ci sono voluti due anni, ma è meglio di niente. Abbiamo fatto dei passi avanti e penso sia la direzione giusta, se non altro per permetterci di tornare a spingere un po’ di più in qualifica, che è ciò che tutti i piloti desiderano“.
La rincorsa mondiale ad Antonelli e le speranze di titolo
Nonostante lo svantaggio in classifica piloti, l’alfiere della Ferrari non ha alcuna intenzione di darsi per vinto, pur riconoscendo lo stato di grazia del leader del campionato e la solidità della Mercedes.
“Crederò nella lotta mondiale fino alla fine“, ha ribadito con fermezza Leclerc. “Quest’anno lo sviluppo giocherà un ruolo talmente cruciale che sarà fondamentale far funzionare ogni singolo aggiornamento: se ci riusciremo, tutto sarà ancora possibile. Di sicuro non dobbiamo perdere altro tempo, perché Kimi sta facendo tutto alla perfezione e recuperare tutti i punti che sta accumulando in questo momento sarà un compito estremamente sfidante, anche se a un certo punto dovessimo ritrovarci tra le mani la macchina più veloce del lotto. Kimi sta facendo un lavoro incredibile e la Mercedes ha fatto un lavoro altrettanto eccezionale, ma io non mi arrendo“.
Il fenomeno Antonelli visto da Leclerc: “Il salto dal primo al secondo anno ha sorpreso tutti”
Incalzato dalle domande dei giornalisti sul clamoroso impatto del diciannovenne italiano al vertice della Formula 1, Leclerc ha analizzato la crescita del rivale, rivivendo parallelamente i ricordi del suo personale debutto sotto i riflettori della Ferrari accanto a un quattro volte campione del mondo come Sebastian Vettel.
“Ho sempre tenuto Kimi in altissima considerazione guardando il suo percorso nelle categorie giovanili – ha ammesso il monegasco – Durante la sua prima stagione in Formula 1 è stato più difficile seguirlo da vicino perché correvamo contemporaneamente ed ero concentrato sulle mie cose. Ma visto da fuori, il salto dal primo al secondo anno è stato impressionante. Affrontare uno step così enorme è una sfida immensa, credo che nessuno si aspettasse una progressione simile e penso che abbia sorpreso moltissime persone. Non che lo avessi sottovalutato, ho sempre detto che era speciale e che avrebbe avuto successo, ma vederlo fare questo scatto è incredibile“.

Ripensando al proprio passato, Leclerc ha tracciato un parallelo sulla gestione della pressione mediatica nei top team: “A me quella luce addosso piaceva e sono sicuro che Kimi se la stia godendo, specialmente quando le cose vanno così bene. In un certo senso, all’inizio non hai molto da perdere. Quando sono arrivato in Ferrari mi sono ritrovato accanto a Seb, che era un pluricampione del mondo. Per me era una situazione incredibile, stavo realizzando il sogno della mia vita e correvo insieme a un pilota che avevo ammirato per tutta la carriera. Se finivo dietro a Seb, lui era il pilota esperto, il più vecchio e incredibilmente veloce; se gli finivo davanti, per me era un traguardo pazzesco. Per questo mi sono goduto quel periodo e vedo che anche Kimi si sta divertendo. Non credo stia soffrendo troppo la pressione; è una persona senza filtri, rilassata, in cui si percepisce ancora la spontaneità del ragazzo“.
Il metodo di lavoro con Hamilton: “La guida è solo una parte, guardo alla sua mentalità”
A proposito di coesistenza con un pilota dal palmares iridato, la convivenza tecnica nel box della Ferrari con il britannico offre a Leclerc un punto di osservazione privilegiato per studiare da vicino le metodologie di lavoro del sette volte campione del mondo, una risorsa preziosa per la crescita complessiva della squadra.

“Osservo sempre lo stile di guida di Lewis, ma lo farei con chiunque altro“, ha concluso Charles. “Ciò che conta di più per me è il modo in cui lavora con i suoi ingegneri, la sua visione, il feeling che avverte all’interno dell’abitacolo e ciò che richiede espressamente alla vettura. Capire di quali caratteristiche tecniche ha bisogno su una pista specifica è un aspetto importantissimo. Più in generale, osservo il suo approccio globale: la guida pura è solo una parte di ciò che rende un pilota un campione. Lewis ha vinto così tanti titoli che non puoi limitarti a guardare solo come guida, l’aspetto eccezionale risiede nella sua mentalità e nel modo in cui imposta il lavoro. Ci sono moltissimi elementi che sto cercando di fare miei dal suo modo di fare“.



