Ferrari tenta l’azzardo con l’ala Macarena: test fallito sulla SF-26

Mar 13, 2026

Piergiuseppe Donadoni, Rosario Giuliana

La Ferrari ha provato ad essere aggressiva in Cina, portando l’innovativa ala “Macarena” già vista nei test in Bahrain e anticipando di molto i tempi della sua introduzione. Tuttavia, questa scelta non ha pagato. Andiamo a capire il perché.

Ferrari SF-26: l’ala Macarena è ancora acerba

“Abbiamo usato le prove di livello 1 per fare dei test di affidabilità e abbiamo deciso di non usarla quest’oggi per avere più chilometraggio la settimana prossima prima di prendere la scelta definitiva”, ha fatto sapere Fred Vasseur al termine della qualifica, lasciando intendere come la squadra italiana avesse già deciso preventivamente di non utilizzare l’innovativo macro-componente aerodinamico.

In realtà non è andata esattamente così: se tutto fosse filato liscio, l’ala Macarena si sarebbe vista almeno in qualifica e nella Sprint Race su entrambe le SF-26. La decisione di non utilizzarla è dipesa dal fatto che, al momento, i contro superano ancora i vantaggi che questa soluzione è in grado di offrire. Ci sono infatti ancora diversi aspetti da sistemare, sia sul piano dell’affidabilità strutturale sia su quello del funzionamento, soprattutto per quanto riguarda la parte idraulica.

La soluzione ideale per i tecnici di Maranello sarebbe stata quella di disputare almeno una sessione di prove libere con una comparazione diretta tra le due ali. Il format Sprint però lo ha impedito, poiché il team non ha voluto penalizzare nessuno dei due piloti. Nel tentativo di utilizzare questa soluzione sin dalla Cina, si è quindi deciso di farla provare a entrambi ma senza successo.

È importante sottolineare come l’ala portata in Cina sia già un’evoluzione del prototipo che ha debuttato nei test in Bahrain, principalmente dal punto di vista strutturale. La nuova versione è infatti stata irrobustita, mentre nulla è cambiato sulla parte idraulica.

Ed è proprio su questo fronte che la squadra italiana dovrà lavorare maggiormente, anche per velocizzare un movimento che al momento risulta ancora troppo lento e non perfettamente in sincronia con l’ala anteriore mobile. Questo ritardo crea uno scompenso aerodinamico che ha dato parecchio fastidio a entrambi i piloti, soprattutto nella delicata fase di frenata durante gli unici 60 minuti di prove libere. Non è un caso che proprio durante le FP1 sia stato chiesto ai piloti di chiudere manualmente l’aerodinamica attiva, anticipando l’operazione rispetto al punto di frenata per migliorare la confidenza con la vettura.

L’ala Macarena è l’unica vera arma per contrastare la superpotenza del motore Mercedes?

Si può quindi dire che il primo vero test in pista non sia stato superato, ma a Maranello continueranno a insistere su questa soluzione, ricordando che la sua reale introduzione era inizialmente prevista per il mese di maggio. Il fatto che almeno altre due squadre stiano sviluppando una loro versione, unito all’importante deficit di potenza in qualifica, ha però spinto Ferrari ad accelerare i piani per una possibile introduzione anticipata. Quello della Cina è stato infatti un tentativo piuttosto aggressivo per provare a limitare quello che al momento rappresenta il vero problema della SF-26: la difficoltà nel competere alla pari con Mercedes, soprattutto sul giro secco. Una situazione che Lewis Hamilton ha volutamente evidenziato anche oggi: “Abbiamo un’ottima macchina, possiamo competere con la Mercedes in curva, ma quando arriviamo sui rettilinei dove conta la potenza non c’è nulla da fare”.

Illustrazione di Rosario Giuliana

Secondo le analisi e i riscontri della qualifica disputata oggi a Shanghai, la Ferrari ha pagato circa otto decimi in rettilineo rispetto alla Mercedes, recuperandone due in curva. Un dato che conferma anche una certa bontà telaistica della SF-26, come affermato dallo stesso Hamilton, ma che non basta a colmare il grande gap nei confronti della W17.

Una buona base telaistica permette però alla Ferrari di difendersi da una McLaren ancora non completamente all’altezza di quanto mostrato dal team di Woking nelle scorse stagioni, anche a causa di un certo sovrappeso che non aiuta la MCL40. Tuttavia, la vettura papaya potrebbe ritrovare performance molto velocemente, forse anche più rapidamente di una Ferrari che, dal punto di vista motoristico, non potrà certo fare miracoli finché non verrà introdotto – ADUO permettendoil nuovo motore di cui vi abbiamo parlato in anteprima qualche giorno fa o alcuni interventi della Federazione che potrebbero magari limitare lo strapotere motoristico della stessa d’argento.

In questo scenario, l’ala Macarena, che può garantire anche 5 km/h in più di velocità massima e quindi un risparmio ‘energetico’, nonchè qualsiasi altra soluzione capace di migliorare l’efficienza complessiva della SF-26 – diventa uno strumento fondamentale per la Rossa per restare agganciata alla Mercedes. L’obiettivo è chiaro: ridurre il gap in rettilineo e compensare almeno in parte una power unit che, al momento, resta meno potente ed efficiente rispetto a quella sviluppata a Brackley soprattutto sul giro secco.

Autori

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST