Luci e ombre nella Sprint Qualifying della Ferrari a Shanghai. Rispetto a Melbourne, il distacco della migliore delle SF-26 dalla Mercedes di George Russell è sceso da otto a sei decimi, ma tra le Rosse e le W17 si sono inserite le McLaren: domani mattina Lewis Hamilton partirà quarto, mentre Charles Leclerc sarà alle sue spalle, sesto. Inoltre, il layout del circuito cinese ha evidenziato il punto debole della power unit di Maranello nei confronti di quella della Mercedes sui rettilinei e in particolare su quello lunghissimo che porta da curva 13 al tornantino di curva 14. Un aspetto su cui entrambi i piloti si sono soffermati nelle dichiarazioni rilasciate al termine della sessione.
Hamilton: “Dobbiamo davvero impegnarci al massimo per migliorare la potenza”
Il sette volte iridato ha confermato il suo feeling con il circuito del GP Cina, tornando a battere il compagno di squadra in una qualifica. Un risultato arrivato dopo una sessione di prove libere tutt’altro che ideale: “Sono davvero contento della sessione – ha esordito Hamilton – Il mio team ha fatto un ottimo lavoro, i miei ingegneri hanno fatto un lavoro fantastico per rimettere in sesto la macchina, perché la FP1 è stata una sessione insidiosa con quel testacoda e in generale la macchina si è comportata benissimo”.

Hamilton ha poi affrontato il tema del confronto diretto con la Mercedes: “Stiamo perdendo, penso che sia sui rettilinei, un tempo troppo grande. Abbiamo molto lavoro da fare, dobbiamo davvero impegnarci al massimo per migliorare la potenza. Era una cosa di cui eravamo consapevoli già l’anno scorso, pensavamo che la Mercedes partisse prima di noi e degli altri, cosa che è successa anche la volta scorsa. Quindi, hanno fatto un lavoro fantastico e noi dobbiamo fare un passo avanti, dobbiamo spingere per riuscire a colmare quel divario“.
Il britannico ha chiuso la sua analisi sottolineando la sua soddisfazione per la Ferrari SF-26, la quale sembra avere un solo punto debole da correggere: “Credo che, dal punto di vista meccanico, la macchina si comporti benissimo e che possiamo competere con loro in curva, ma quando si ha poca potenza, [quel ritardo] è inevitabile“.
Leclerc: “Una sessione molto frustrante”
Molto più deluso Leclerc, sesto a un secondo da George Russell e quasi quattro decimi al compagno di squadra. Il monegasco recrimina in particolare per il tempo perso sul rettilineo nel suo secondo tentativo che gli è costato tempo prezioso, probabilmente determinante per salire di una fila, ma già nel primo tentativo aveva avuto un problema con un pulsante: “Sessione molto frustrante. Prima il problema con il toggle, poi, quando stavo facendo un buon giro, ho perso per qualche motivo mezzo secondo sul rettilineo posteriore nel secondo tentativo in SQ3. Analizzeremo la situazione e cercheremo di capire cosa è andato storto“.

La causa del ritardo accumulato da Leclerc è da ricollegarsi a un deployment errato che evidentemente lo ha portato a finire l’energia della batteria troppo presto. Nonostante questi problemi, Leclerc si è detto più ottimista in vista della gara, contando di replicare quanto accaduto a Melbourne: “In qualifica, per qualche ragione, la power unit Mercedes riesce a guadagnare molto tempo sul giro, noi non ci riusciamo altrettanto, ma in gara siamo più vicini, quindi sono ancora fiducioso che potremo rifarci domani“.
Il dietrofront sull’ala “Macarena”
Nella Sprint Qualifying la Ferrari ha scelto di non utilizzare l’innovativa ala posteriore soprannominata “Macarena”, tornando a una soluzione più tradizionale. A riguardo, Hamilton ha spiegato: “Abbiamo affrettato i tempi per portarla qui perché non doveva essere in macchina nelle prime cinque gare. Hanno fatto un gran lavoro affrettando i tempi per portarla qui. Magari era un po’ prematuro, per cui l’abbiamo tolta dalla macchina, ma lavoreremo per riportarla quando sarà pronta“.
Il team principal Fred Vasseur ha spiegato di aver effettuato nelle FP1 una prova di affidabilità dell’ala in questione, mentre Leclerc è stato molto diretto: “Non credo che avrebbe cambiato il quadro della nostra situazione“. Per quello, è ormai chiaro, serve soprattutto più potenza dalla power unit e una miglior gestione dell’energia.



