Una Red Bull fuori dal coro: la RB22 sceglie strade tecniche estreme?

Gen 26, 2026

Piergiuseppe Donadoni, Paolo D’Alessandro

Nella scorse ore la Red Bull ha tolto il velo, prima virtuale e poi reale, alla propria monoposto 2026. Tra le due versioni c’è qualche piccola differenza ma la macchina scesa in pista ha mostrato da subito un approccio piuttosto aggressivo e con alcune soluzioni fin qui uniche. Il team di Milton Keynes deve raccogliere dati soprattutto sull’affidabilità del proprio motore, in quella che per loro è una sfida del tutto nuova. Lato auto la squadra di Pierre Waché ha preso un approccio piuttosto diverso dai rivali in alcune aree.

Meccanica e diffusore accomuna Red Bull a Ferrari e Mercedes, in attesa della vera McLaren (ed Aston Martin)

Una rivoluzione regolamentare così estesa introduceva l’iniziale possibilità di vedere auto piuttosto diverse tra di loro, ed al momento non si può rimanere delusi. Disegni piuttosto diversi tra i vari team, anche tra chi è dotato dello stesso motore, come Ferrari ed Haas per esempio o Mercedes ed Alpine. Alcune soluzioni però sembrano accomunare più squadre. Innanzitutto, a livello meccanico, la stragrande maggioranza dei team tecnici ha optato per lo schema push rod anteriore e posteriore. Non ha fatto diversamente Red Bull, come avevamo già avuto modo di anticipare. Lo stesso ha fatto la McLaren, come affermato dal suo DT e visto nelle scorse ore nei renders, in attesa di vederla girare. A distinguersi al momento solo Alpine e Cadillac con il pull rod anteriore, in attesa di svelare le scelte del ‘genio’, Adrian Newey, sicuramente uno dei più attesi.

Ad accomunare Milton Keynes ad altri top team, come Mercedes e Ferrari, è anche l’interpretazione del regolamento nella zona del diffusore. Anche sulla RB22 appare evidente quello che oramai sta diventando a tutti gli effetti uno ‘slot’ importante nella paratia laterale e zona alta, piuttosto che il più semplice ‘mouse hole’ che eravamo abituati a vedere fino alle vetture dello scorso anno. E’ curioso come i principali uffici tecnici di vertice della F1 hanno trovato la medesima soluzione, in attesa di aggiornamenti. Ricordiamo come infatti le squadre possano scendere in pista con vesti più definitive, come sarà il caso della McLaren, o piuttosto datate e con sviluppi già programmati, come nel caso di Ferrari.

Red Bull si ispira alle pance della RB16B e va estrema su pance, cofano e raffreddamento

Dove i tecnici diretti da Waché hanno preso una strada piuttosto unica fin qui, è quella delle pance e del cofano motore. Non dando al momento troppo risalto ad ali e fondo, che possono cambiare ancora molto verso Melbourne, analizziamo le zone un po’ più definite strutturalmente dell’auto. La RB22 mostra un disegno delle pance molto contenuto, che sembra riprendere la filosofia utilizzata sulla RB16B del 2021, quindi dell’ultima vettura pre-effetto suolo. Pancia più stretta e più corta, senza una pancia pensata solo per gestire  un effetto downwash esasperato. La soluzione che si vede non è però al 100% una novità, perché a prima vista si possono notare somiglianze con l’avventato progetto ‘zeropod’ della Mercedes 2022, seppur la rastremazione non sia così estrema. Poi, si vede molto bene il cono antintrusione in una posizione molto alta e lasciato scoperto, fungendo da vero e proprio deviatore di flusso, proprio come sulla W13.

 

Red Bull Test Barcellona 2026

L’ingresso delle pance è così rimasto contenuto, così come poi l’air box in alto non è troppo esteso come sulla Racing Bulls, pur a parità di Power Unit. Red Bull ha scelto un approccio diverso ed ha preferito rastremare molto il cofano motore nella parte finale ed in quella zona della Coca-Cola divenuta nuovamente rilevante con questo regolamento. Per far respirare il motore e far sfogare poi l’aria calda, sulla RB22 sono presenti due vistose aperture ai lati dell’abitacolo, dietro l’ancoraggio dell’Halo al telaio. Questa è una soluzione che si era vista in passato, anche sulle auto della precedente generazione e che spinge l’aria calda in uscita lungo i lati del cofano motore, cercando di non infastidire i flussi d’aria che invece investono la pancia e le fiancate. Insomma, per concludere, la Red Bull ha optato per un approccio sicuramente molto diverso e che offrirà molti spunti di analisi, ricordandoci come in questo avvio la curva di sviluppo sarà completamente verticale, con la possibilità per più di un team di rivedere il progetto in corsa.

Autori

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST