Il dibattito sui motori della F1 2026 sta accompagnando l’avvicinamento ai primi test stagionali, ma dalla FIA arriva un messaggio chiaro: nessuna tempesta regolamentare all’orizzonte, né tantomeno un contenzioso destinato a macchiare l’avvio della nuova stagione, con il GP d’Australia in programma a Melbourne all’inizio di marzo.
L’argomento caldo è quello ovviamente che vede coinvolte Mercedes e Red Bull Powertrains – quest’ultima al debutto come costruttore autonomo – con le indiscrezioni che riportano come i due costruttori possano aver individuato una zona grigia del regolamento legata a rapporti di compressione e dilatazioni termiche, ottenendo così un vantaggio prestazionale rispetto alle power unit di Ferrari, Honda e Audi. Un tema diventato abbastanza caldo da portare a una riunione tecnica tra costruttori, motoristi e FIA, in programma in giornata, con l’obiettivo di chiarire interpretazioni e allineare la comprensione delle nuove regole.
Tombazis: “Non è un argomento così enorme come viene fatto apparire”
A ridimensionare il caso è stato Nikolas Tombazis, direttore FIA per le monoposto, intervenuto all’Autosport Business Exchange, che ha invitato alla cautela di fronte a ricostruzioni giudicate eccessive: “Ovviamente tutti sono estremamente appassionati e competitivi e, quando ci si trova in questo stato mentale, può crearsi una sorta di cecità verso argomentazioni diverse. Alcune persone finiscono quindi per presentare il proprio punto di vista come l’unica verità. Purtroppo le cose non sono mai completamente semplici. È qui che interveniamo noi, per assicurarci di chiarire questi aspetti”.

Secondo il dirigente FIA, l’attenzione mediatica sarebbe sproporzionata rispetto alla reale portata della questione: “Non penso comunque che sia un argomento così enorme come viene fatto apparire attualmente dalla stampa”. Tombazis ha chiarito che l’incontro tra le parti non sarà un “processo” né un confronto acceso, ma un momento di analisi tecnica: “La riunione servirà a discutere alcuni aspetti tecnici della questione, non è affatto uno scontro per arrivare a una soluzione».
E alla domanda se il tema possa essere definitivamente disinnescato prima del via del Mondiale a Melbourne, la risposta è stata rassicurante: “Credo che andrà tutto bene – ha proseguito Tombazis – È una priorità assoluta assicurarci che non ci siano controversie, perché vogliamo andare a correre e non ritrovarci seduti in tribunali o in audizioni dopo la prima gara”.
Le preoccupazioni dell’Audi
La scorsa settimana vi avevamo riportato come fosse l’Audi in particolare a mettere pressione sulla FIA per fare chiarezza sul caso, una ricostruzione poi confermata dalle dichiarazioni di Mattia Binotto, responsabile del progetto Audi F1, a margine della presentazione della livrea della R26: “Se fosse vero, si tratterebbe certamente di un divario importante in termini di prestazione e di tempo sul giro, e questo farebbe la differenza quando si andrà a competere”. Parole che sicuramente stonano con quanto affermato da Tombazis e sulle accuse alla stampa di aver ingigantito il caso.

Con l’esordio ufficiale della rivoluzione tecnica del 2026 sempre più vicina, la FIA punta a prevenire polemiche e interpretazioni divergenti, garantendo un terreno di gioco uniforme prima ancora che le nuove monoposto scendano in pista. Un obiettivo fondamentale, ma che non sembra così scontato stando a sentire i timori – ora espressi pubblicamente – di alcuni dei protagonisti del prossimo Mondiale.



