Il prestagione di questa ‘nuova’ Formula 1 si sta rivelando più interessante del previsto. Nonostante la presentazione di auto ancora molto acerbe nelle soluzioni aerodinamiche, c’è un tema che ha fatto parlare, ossia il caso Power Unit, un’area che potrà fare una differenza importante soprattutto all’inizio di questo ciclo regolamentare. Le discussioni più accese hanno riguardato principalmente la parte endotermica e più precisamente il rapporto di compressione, con una (non confermata) soluzione Mercedes che starebbe mettendo in forte ‘ansia’ i diretti rivali. La W17 verrà presentata nelle prossime ore, tuttavia, a riguardo abbiamo avuto già importanti parole che dicono molto su come le varie squadre stiano vivendo questo momento.
Honda e Red Bull guardano più in casa propria, con una posizione ‘tranquilla’ (almeno ufficialmente)
Curiosamente nell’arco di pochissimi giorni abbiamo potuto osservare la presentazione di Red Bull e Racing Bulls, lo shakedown Cadillac, il lancio della Haas motorizzata Ferrari, un evento prestagionale di Honda e lo svelo della livrea ufficiale Audi. Insomma, hanno potuto parlare almeno tre rappresentanti di cinque motoristi diversi, con Ferrari e Mercedes ancora assenti, seppur della Ferrari abbia parlato (indirettamente) il TP della Cadillac. Graeme Lowdon ha solo voluto sottolineare di essere soddisfatto della Power Unit del Cavallino, definendolo “un motore perfettamente legale”, evitando eventuali polemiche o discussioni.

Honda e Red Bull hanno invece posto maggiormente l’attenzione sui loro problemi piuttosto che puntare il dito contro la Mercedes. Laurent Mekies ha tenuto un profilo molto basso, parlando di una pazienza che dovranno avere nei primi mesi di questa stagione i propri tifosi. Tuttavia, chi è entrato maggiormente nel merito della faccenda è stato Ben Hodgkinson, Direttore Tecnico del reparto Powertrains. “Ci siamo spinti al limite, ma mi aspetto che per tutti sia così e che tutti avremo il limite del rapporto di compressione a 16. Ovviamente abbiamo le competenze per arrivare ad un rapporto di 18 e questo vuol dire che tutti spingiamo per arrivare al limite del regolamento, che però è 16” ha affermato l’ingegnere inglese a capo del programma motori di Red Bull. Entrando maggiormente nel dettaglio, Hodgkinson ritiene che non solo il regolamento sia molto chiaro ma che per ottenere un espansione termica di quel tipo bisognerebbe lavorare sui materiali del monoblocco e della biella. “Il regolamento è molto chiaro nei materiali che possiamo utilizzare” – sostenendo dunque che ci sia poco spazio di manovra in tal senso – “C’è del nervosismo e sinceramente non lo capisco. Non so nemmeno cosa ascoltare di tutto ciò che viene detto. Penso ci sia tanto rumore per nulla. Sono sicuro della legalità del nostro motore. “

Dal canto suo, Honda ci ha tenuto a sottolineare i problemi emersi in questo ritorno in F1 nello sviluppo delle nuove unità motoristiche. A prendere parola è stato Andy Cowell che, come Hodgkinson proviene da Mercedes e conosce i modi di lavorare del team anglo austriaco. Come il suo ex collega di lavoro, anche Cowell però si è mostrato tranquillo ed ha fatto affidamento al regolamento e al limite di 16 come rapporto di compressione. “Ogni costruttore starà lavorando su questo aspetto. La FIA ha il compito di assicurarsi che ogni team stia interpretando il regolamento in modo giusto ed uguale, che ciò che attualmente sta avvenendo” ha affermato l’ingegnere inglese, ammettendo poi che Honda non ha raggiunto tutti gli obiettivi di sviluppo nella parte endotermica della propria Power Unit.
Binotto all’attacco, spinge per dei cambiamenti nei controlli per il futuro
C’è un solo motorista che finora è andato veramente all’attacco ed è Audi, non una grossa sorpresa dopo quanto scritto su queste pagine. Sappiamo che nelle prossime ore (22/01) è previsto un incontro tra la FIA e le parti tecniche dei vari team, tra cui i motoristi (ma non solo). Nessuna riunione di emergenza o volta a risolvere esplicitamente la questione relativa ai dubbi sulla Power Unit Mercedes e da cui non ci si aspetta alcuna decisione. Nemmeno questa dev’essere una grossa sorpresa per chi ha seguito attentamente la vicenda. “Non penso ci saranno chiarimenti. Continueremo a discutere sulle modalità per migliorare il controllo sul rapporto di compressione mentre il motore è in funzione, un qualcosa in tempo reale” ha affermato Mattia Binotto in una conferenza stampa pre lancio della livrea Audi.

Come già spiegato infatti, ad oggi i controlli sono fatti a freddo con l’unità motrice smontate e questo non andrebbe a comprovare possibili ‘trick’ sul motore che, nel caso, avverrebbe ad alte temperature tramite la dilatazione di alcuni componenti. E’ importante ribadire che la FIA non ha fretta di decidere, continua i colloqui con le squadre ed attende di raccogliere i primi dati dalla pista per capire che differenze reali ci saranno tra le varie Power Unit. Come già svelato da AutoRacer, Audi è la squadra che più sta spingendo per controllare il motore di Brixworth e Mattia Binotto non si è nascosto durante la propria presentazione: “Se ciò di cui si parla fosse realmente vero, il gap in termini di performance sarebbe significativo” ha ammesso senza troppi giri di parole. Significativo è proprio la parola giusta, un termine utilizzato anche da un altro motorista ben prima che Binotto parlasse nelle scorse ore, tant’è che come abbiamo già avuto modo di riportare, passare da un rapporto di compressione di 16 a quello di 18 garantirebbe un vantaggio superiore ai 40 CV, con ulteriori vantaggi alla Power Unit in termini di efficienza, recupero energia ed altri valori che spiegano la forte preoccupazione di Binotto. Insieme a lui anche il direttore tecnico Audi, James Key, si è brevemente espresso sulla faccenda. “Penso che sarebbe come bypassare quello che è lo scopo dei regolamenti, che in qualche modo vogliono controllare quest’area. Ci fidiamo della FIA perché nessuno vuole passare una stagione in cui qualcuno ha un vantaggio significativo e non c’è soluzione, essendo la Power Unit omologata. Speriamo che la FIA prenda la decisione giusta”. Con un probabile non intervento della FIA a brevissimo, alle squadre non resterebbe che protestare in Australia, passando dalle parole ai fatti. Tuttavia non è così facile: “Si può protestare se si sa contro cosa si protesta” ha affermato infatti Mattia Binotto.



