“Now we have to finish the job”. Così Toto Wolff saluta i giornalisti che a Monza hanno assistito al clamoroso successo del suo Kimi Antonelli. Suona come un’incoronazione, quella di un ragazzo che qui, nel 2023, commetteva un errore durante le sue primissime libere in Formula 1 e oggi si prende il popolo italiano, orfano di una Ferrari senza passo. Due anni dopo quel difficile debutto, Antonelli ha trasformato Monza nel teatro della sua consacrazione, rimontando dalla 19ª posizione fino alla vittoria del Gran Premio d’Italia e battendo il compagno di squadra George Russell, partito secondo.
Per Wolff il successo di Antonelli è la chiusura di un cerchio iniziato proprio qui. “Ci sono alcune grandi vittorie che ricorderò e sicuramente questa è una di quelle”, ha raccontato il team principal Mercedes. “È come se si fosse chiuso il cerchio. Due anni fa nelle FP1 è stato probabilmente il momento più difficile della sua carriera per lui e per la sua famiglia. Un momento in cui tutti dubitavano, compreso lui stesso. E poi, due anni dopo, è la gloria più grande, il momento più importante della sua carriera”. E “Questo sarà probabilmente uno dei suoi momenti più grandi in assoluto in futuro, anche se dovesse vincere altri 200 Gran Premi. Questo rimarrà sempre speciale”.
Wolff: “Sapevo fin dall’inizio che Kimi avrebbe potuto vincere”

“Pensavo che uno dei due avrebbe vinto: o George perché era in pole, o Kimi perché avrebbe camminato sulle acque”, ha raccontato con una metafora che fotografa bene la fiducia riposta nel giovane italiano.
“Era da un po’ che non vedevo un simile livello di energia, mentalità o comportamento in un pilota, e sapevo che oggi la sua missione era quella: vincere la gara”. Wolff ha anche raccontato di aver parlato con il padre di Antonelli, Marco, il sabato, mentre il fine settimana prendeva progressivamente una direzione speciale. “Ci sono momenti in cui puoi vedere come si sviluppa il weekend attraverso le varie sessioni, capendo che potrebbe arrivare un momento speciale”.
Quel momento è arrivato in gara. Antonelli ha sfruttato una partenza fulminante, ha superato avversari in serie e si è fatto strada fino alla lotta per la vittoria. Una volta arrivato davanti, ha dovuto gestire il particolare duello con Russell e soprattutto una gara condizionata dal continuo gioco delle batterie e dalla gestione degli pneumatici.
Proprio la capacità di sorpassare nel traffico è stata, secondo Wolff, uno dei grandi fattori che hanno fatto la differenza: “L’elemento che ha fatto la differenza oggi è stata la capacità di districarsi nel traffico. Lo abbiamo visto fare ad altri grandi in passato, come Lewis in alcune gare, ed è quello che ha mostrato lui oggi”.
Poi c’è la gestione delle gomme, altro aspetto nel quale Wolff ha visto qualcosa di speciale: “Kimi è stato in grado di estrarre, non so quante fossero, 35 o 40 tornate da quella gomma in modo costante. Questa è sicuramente abilità”.
Wolff su Kimi: “È come un agente di intelligenza artificiale”

La vittoria di Monza è anche il risultato di una crescita che, secondo Wolff, ha avuto una velocità impressionante. Antonelli era già capace di mostrare picchi di prestazione straordinari, ma nel suo primo anno in Formula 1 aveva attraversato anche periodi molto complicati.
“Lo scorso anno è andato secondo i piani, con prestazioni già straordinarie ma non costanti”, ha spiegato Wolff. “E poi ha avuto questa serie negativa di nove gare senza fare punti. Ricordate che anche Spa è stata terribile per lui. E si sentiva giù di morale”. Proprio a Monza, racconta Wolff, era arrivato il momento di scuotere il suo giovane pilota: “È stato il momento in cui per la prima volta gli ho detto: ‘Ascolta, devi svegliarti qui’. Ma senza mai dubitare. Ecco perché gli abbiamo dato questa opportunità”.
La risposta di Antonelli è stata quella di un pilota capace di imparare rapidamente dai propri errori. Dopo l’inverno, il bolognese è tornato in pista con una maturità e una velocità che hanno sorpreso anche la Mercedes. “La capacità con cui ha elaborato l’anno scorso… è comunque una sorpresa e una cosa straordinaria vedere quanto velocemente si sviluppi”, ha detto Wolff. Poi il paragone più curioso: “Per me è come un agente di intelligenza artificiale che si migliora e impara continuamente”. Una caratteristica che, secondo il manager austriaco, è favorita anche dalla giovane età: “La sua età è sicuramente un vantaggio: la capacità cognitiva e intellettuale di migliorare costantemente”.
Russell-Antonelli, Wolff:”Stavano per fare un disastro”

La Mercedes ha dovuto anche gestire una situazione particolarmente delicata: due piloti della stessa squadra a giocarsi la vittoria, con Antonelli desideroso di completare la rimonta davanti al pubblico di casa e Russell intenzionato a difendere la propria leadership.
Wolff ha spiegato che il team aveva cercato di anticipare ogni possibile scenario, ma che entrambi i piloti hanno dimostrato grande maturità nel rispettare la componente di squadra. “Sono stati fantastici nel comprendere e accettare la componente di squadra, il che è difficile per un pilota che cerca di vincere i Gran Premi”, ha spiegato. “Specialmente per Kimi a Monza, specialmente per George che ha bisogno di continuare a fare punti per rimanere in corsa”.
Il duello è stato comunque molto vicino al limite. “A volte pensavamo: ‘Sì, è corretto, ma è un po’ troppo vicino’”, ha ammesso Wolff, rivelando di essere stato pronto a intervenire via radio: “Avevo il dito pronto sul pulsante per parlare con Marcus, Bono, Kimi, George, ma non l’ho premuto”.
L’episodio più delicato è arrivato nel finale, quando Russell ha cercato di difendersi alla prima variante e Antonelli è finito a sua volta fuori traiettoria, sullo sporco. Una situazione che avrebbe potuto trasformare una giornata trionfale in un disastro per la Mercedes. “È stato un episodio sfortunato, con George che cercava di non tagliare la curva e Kimi che, essendo al limite, è andato dritto”, ha spiegato Wolff. “Sarebbe potuto finire in un disastro per il risultato della gara, facendoci fare la figura degli idioti”.
Il team principal ha però già trasformato anche quell’episodio in un’occasione per costruire il futuro: “Parleremo di quella situazione come di un altro tassello su come vogliamo gareggiare in futuro”. Il presente, intanto, appartiene tutto a Kimi Antonelli. Primo italiano a vincere il Gran Premio d’Italia da sessant’anni, capace di rimontare dalla 19ª posizione e di battere il compagno di squadra in una domenica che potrebbe rappresentare una svolta per la sua carriera.



