Monza in piedi per Antonelli: Kimi vince dal fondo,la Ferrari si è persa già al via

Set 6, 2026

Giuliano Duchessa

Il giorno di Andrea Kimi Antonelli. Monza si è alzata in piedi per il pilota italiano, autore di una gara memorabile: partito dal fondo dello schieramento, il pilota Mercedes ha vinto il Gran Premio d’Italia mostrando una superiorità che, sul passo, è apparsa quasi disarmante. E lo ha fatto scrivendo anche una pagina di storia: nessun italiano vinceva il GP d’Italia dai tempi di Ludovico Scarfiotti nel 1966.

Antonelli era nettamente il più veloce in pista. E la sua rimonta è cominciata praticamente allo spegnimento dei semafori. Nessun grande problema nel caos del primo giro, tanto che al momento dell’esposizione della bandiera rossa Kimi era già risalito fino alla dodicesima posizione. Paradossalmente, partire ultimo potrebbe avergli tolto tutta la pressione possibile. A Monza, davanti al pubblico italiano e con aspettative enormi, Antonelli non aveva più nulla da difendere né calcoli particolari da fare: doveva soltanto risalire il gruppo. Una condizione che gli ha permesso di correre con grande libertà, pensando un sorpasso alla volta e sfruttando una Mercedes che qui aveva un vantaggio evidente.

Davanti George Russell aveva a sua volta costruito una partenza molto forte, prendendo il comando al secondo giro. La neutralizzazione ha poi aperto immediatamente il primo bivio strategico della Mercedes: Russell ha effettuato il cambio gomme obbligatorio passando dalle Medium alle Hard, mentre Antonelli ha fatto esattamente l’opposto, abbandonando le Hard per montare le Medium.

Kimi indenne anche alla seconda partenza

La seconda ripartenza, arrivata dopo l’incidente di Charles Leclerc, rappresentava forse il momento più pericoloso della gara di Antonelli. Kimi si trovava ancora nel cuore del gruppo, ma ancora una volta è riuscito a venirne fuori indenne.

Da lì in avanti il suo passo ha fatto il resto.

Con il progressivo sviluppo della gara Antonelli si è ritrovato davanti, mentre in Mercedes si è presentato anche il problema della gestione della battaglia interna. Russell e Kimi stavano perdendo tempo nei confronti delle vetture alle loro spalle mentre correvano uno contro l’altro. Il team ha quindi chiesto ai due di mantenere le posizioni, con l’obiettivo di stabilizzare il margine su Max Verstappen prima della successiva Virtual Safety Car. Ma la situazione delle gomme avrebbe cambiato ancora la corsa.

Mercedes non si fidava delle Medium, ma Antonelli aveva troppo passo

Il degrado delle Medium è risultato superiore alle aspettative e in Mercedes non c’era la certezza che la mescola potesse arrivare comodamente fino alla bandiera a scacchi. Da qui la decisione di richiamare Antonelli ai box per un nuovo set di Medium. Una scelta prudente dal punto di vista della durata, che però ha rimesso Kimi nella condizione di dover utilizzare ancora una volta la propria velocità per recuperare terreno. E Antonelli lo ha fatto.

Con gomme fresche ha ripreso le vetture davanti, completando i sorpassi necessari e arrivando infine anche su Russell. L’inglese stava inoltre gestendo una significativa vibrazione alle gomme anteriori e non aveva più gli strumenti per contenere il compagno.

Kimi è passato e si è preso Monza. In condizioni normali sarebbe stata una gara senza storia

La rimonta non deve però nascondere il dato più importante della domenica: la velocità pura mostrata da Antonelli.

Credit: MAteusz Mróz

In condizioni normali, con una corsa lineare e partendo davanti, la Mercedes di Kimi vista oggi a Monza non sarebbe stata nemmeno lontanamente battibile. Il potenziale espresso suggerisce che Antonelli avrebbe potuto costruire anche una ventina di secondi di vantaggio su Russell.

Il compagno ha avuto il problema di vibrazioni nel finale, certamente, ma il ritmo di Antonelli era stato evidente già molto prima.

È questo a rendere la vittoria ancora più pesante. Kimi non ha semplicemente approfittato delle circostanze: ha attraversato il gruppo, è sopravvissuto a due partenze particolarmente delicate, ha dovuto affrontare una strategia che lo ha nuovamente costretto a recuperare e alla fine ha vinto perché era semplicemente il pilota più veloce in pista.

Ferrari, troppa aggressività al via

La Ferrari ha invece visto la propria domenica prendere una direzione completamente diversa praticamente dalla prima curva. I piloti del Cavallino sono stati estremamente aggressivi fin dal via, un atteggiamento che non era necessariamente previsto, soprattutto a Monza dove la prima variante può trasformare immediatamente una partenza difficile in una gara compromessa.

Nel post gara, Frederic Vasseur non ha voluto commentare troppo la vicenda, ritenendo necessario dover parlare con i piloti poiché è evidente che la gara sia stata pesantemente danneggiata già dalle primissime fasi. “Partire in seconda fila e ritrovarsi con un auto in P8 non è l’ottimale. Sicuramente dovremo discutere di quanto successo”

L’incidente di Leclerc ha poi inevitabilmente condizionato il giudizio complessivo sulla domenica della Ferrari. Il Team Principal ha confermato che l’impatto contro le barriere è stato superiore ai 50G per il monegasco.

Ma resta anche il riferimento offerto da Lewis Hamilton. Al netto di una corsa difficile da interpretare per gli episodi, l’efficienza complessiva della SF-26 ha impedito di fare il salto importante che Ferrari sperava di poter mostrar davanti al proprio pubblico. Il potenziale non è stato sufficienza per contrastare Mercedes sul ritmo puro.

Da Scarfiotti ad Antonelli

Per Mercedes è l’ottava vittoria a Monza, la prima dal 2018, oltre che il successo numero 250 in Formula 1 per il marchio come motorista. Ma il numero che conta di più, almeno oggi, è un altro. Quella di Antonelli è la 50ª vittoria ottenuta da un pilota italiano nella storia della Formula 1.

E soprattutto Kimi è diventato il primo italiano a vincere il Gran Premio d’Italia dopo Ludovico Scarfiotti nel 1966.

Sessant’anni dopo.

Monza doveva essere una domenica soprattutto rossa. È diventata invece la domenica di un italiano vestito d’argento.

Andrea Kimi Antonelli ha vinto partendo dal fondo. E Monza, alla fine, si è alzata tutta in piedi per Kimi.

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