Il bilancio della Williams al termine delle due settimane di test invernali in Bahrain si può definire in chiaroscuro. Se il buongiorno si vede dal mattino, il team di Grove ha vissuto un’alba faticosa ma estremamente operosa. Dopo il pesante handicap iniziale – l’assenza forzata dallo shakedown di Barcellona a causa di ritardi nel passaggio dei crash test – la scuderia guidata da James Vowles ha risposto macinando chilometri sul circuito di Sakhir. La FW48 ha collezionato giri con una costanza invidiabile, cercando di recuperare quel terreno perduto che, all’inizio di una rivoluzione tecnica di questa portata, può pesare come un macigno.
I numeri raccontano una squadra che ha lavorato senza sosta: Carlos Sainz si è confermato un “metodista” del volante, chiudendo la preparazione nel Golfo Persico con ben 410 giri totali. Nella classifica degli stacanovisti del deserto, lo spagnolo si è piazzato al quarto posto assoluto, superato solo da Oscar Piastri (437), George Russell (434) e Charles Leclerc (421). È un risultato che testimonia l’affidabilità garantita dalla nuova Power Unit Mercedes, una sorta di assicurazione sulla vita che ha permesso ai tecnici di Grove di concentrarsi esclusivamente sulla comprensione di una vettura nata tardi e ancora lontana dalla sua forma definitiva. Tuttavia, sotto la superficie della solidità meccanica, sono emerse le prime crepe sul fronte delle prestazioni pure. Nei long run la FW48 è apparsa meno competitiva rispetto ai team di centro classifica che più hanno convinto in questi test, in particolare Alpine, Haas e anche la sorprendente Audi.

Sainz è stato molto schietto quando ha partecipato alla conferenza stampa dei piloti. Lo spagnolo ha ammesso che, se fino all’anno scorso l’ottimismo regnava sovrano all’interno del team, l’inverno ha portato una lezione durissima: la Williams, insieme alle altre scuderie che non fanno parte dei quattro top team, è ancora lontana dal livello necessario per interpretare al meglio un cambio regolamentare così radicale. Il distacco dai primi della classe non è figlio soltanto del cronico problema di sovrappeso che affligge la FW48, un tema ricorrente a Grove, ma di una carenza reale di carico aerodinamico. “Partiamo con un problema di peso e un problema di carico, perché alla fine, il vantaggio che hanno le macchine davanti non è tutto legato al peso. C’è anche un distacco reale nelle prestazioni”, aveva avvertito Carlos, sottolineando come la Williams si sia fatta trovare meno pronta dei colossi del mondiale di F1.
Sainz non si nasconde: “Aspettative più basse rispetto al 2025”
Al termine dell’ultima giornata di prove collettive, Sainz ha confermato quanto aveva espresso in conferenza stampa: “Questi sei giorni di test in Bahrain sono stati tra i più interessanti e impegnativi a cui abbia mai partecipato, date le nuove regole e la quantità di cose che abbiamo dovuto imparare”, ha esordito il pilota madrileno. “Il progresso dal primo giorno è stato significativo, anche se ci saranno ancora molte cose da capire e risolvere all’inizio della stagione. Entriamo nella prima metà dell’anno con aspettative più basse rispetto al 2025, sapendo che inizieremo leggermente con il piede sbagliato”.

La FW48 è arrivata tardi e il suo pacchetto aerodinamico non è ancora aggiornato come la squadra avrebbe voluto. Sainz è consapevole che la rincorsa sarà lunga: “Ci concentriamo sul capire come migliorare l’auto per essere più competitivi. Il progresso è stato significativo, ma ci sono cose che dobbiamo capire e risolvere prima dell’inizio del campionato”.
Vowles e Albon: tra pragmatismo e programmi aggressivi
Dall’altra parte del box Williams, Alex Albon ha sottolineato la regolarità emersa in Bahrain: “È stato un test relativamente tranquillo”, ha dichiarato l’anglo-thailandese. “Abbiamo messo un buon chilometraggio sotto la cintura e testato tutto ciò che volevamo estrarre dalla macchina, quindi mi sento più pronto per Melbourne. C’è ancora molto che dobbiamo capire e molta performance lasciata sul tavolo che dobbiamo riuscire a estrarre, ma sono felice che i test siano andati secondo i piani”. Albon sembra fare affidamento sulla capacità del team di analizzare i dati nei prossimi giorni per trovare quel guizzo che è mancato a Sakhir.
A tirare le somme dell’intera operazione è stato il Team Principal James Vowles. Il manager britannico ha sottolineato come la reazione della Williams sia stata esemplare. “È fantastico vedere che negli ultimi sei giorni di test siamo stati limitati prevalentemente dal tempo e dagli pneumatici a disposizione, piuttosto che da problemi di affidabilità. Questo è un testamento al duro lavoro dei team, sia qui che a Grove, per assicurarsi di recuperare il tempo perduto”, ha spiegato Vowles.

Quando si parla di gerarchie, Vowles mantiene la cautela tipica del periodo, ma ammette che la Williams dovrà rimediare agli errori di questo inverno: “Nessuno sa veramente dove risieda la performance assoluta. Melbourne risponderà a questo e non vedo l’ora di andare lì per capire meglio la nostra posizione. Quello che so per certo, però, è che abbiamo molto lavoro da fare. Non c’è dubbio: ci siamo messi da soli in una posizione di svantaggio. Ma la mia rassicurazione per tutti è che abbiamo un programma di sviluppo estremamente aggressivo davanti a noi, studiato per assicurarci di estrarre ogni oncia di prestazione possibile da questa macchina nei prossimi mesi”.



