Parlando con i media, durante il giorno 5 di test ufficiali in Bahrain, Carlos Sainz ha affrontato diversi temi legati al nuovo cambio regolamentare. Lo spagnolo ha commentato la proposta di aumentare il numero di weekend Sprint, chiarendo la propria posizione, e ha voluto riportare con i piedi per terra la propria squadra, che forse si aspettava risultati più immediati alla vigilia di Melbourne.
Sainz: “Se la gestione dell’energia diventerà estrema mi aspetto modifiche al regolamento. Dovremo essere flessibili”
Il pilota spagnolo ha esordito parlando della complessità introdotta dalle nuove regole sulla gestione dell’energia, sottolineando come sia importante mantenere una certa flessibilità e una mente aperta soprattutto verso gli spettatori: “A Melbourne probabilmente sarà peggio in termini di gestione dell’energia ma non ho ancora provato le calibrazioni che stiamo facendo al simulatore rispetto a ciò che troveremo a Melbourne… In generale, il mio messaggio per FOM e FIA è che all’inizio dell’anno dobbiamo rimanere un po’ flessibili, nel caso in cui i regolamenti che abbiamo stabilito siano forse un po’ eccessivi per quanto riguarda il recupero e l’uso dell’energia durante un giro”

Sainz ha spiegato che alcuni circuiti, come Australia o Jeddah, potrebbero richiedere più gestione energetica a causa delle poche opportunità di ricarica, e che le squadre stanno ancora cercando di capire i limiti delle nuove power unit: “Qui in Bahrain non dovrebbe essere così drammatico, anche se continuo a pensare che qui non sia ancora del tutto ideale, ma circuiti come Melbourne o eventualmente Jeddah, che richiedono più gestione energetica… penso che potremmo avere bisogno di qualche aggiustamento dei regolamenti. Il cambiamento è così grande che nessuno poteva prevedere quanto carico aerodinamico e resistenza avrebbe avuto la macchina, o quale livello di gestione dell’energia le squadre avrebbero applicato”.
Sainz: “La Sprint rivela troppo di quello che si vedrà in gara. Se si modificherà questo aspetto io sarei favorevole ad aumentarne il numero”
Sainz si è poi soffermato sui weekend Sprint, tema al centro del dibattito della F1 Commission. Pur essendo favorevole a un loro aumento a dodici (rispetto agli attuali sei), ha evidenziato che il formato deve ancora essere perfezionato: “A volte la Sprint rivela troppo di quello che accadrà domenica. Se riuscissimo a migliorarla e a renderla un po’ diversa rispetto alla gara principale, sarei favorevole a un maggior numero di gare Sprint”. L’ex Ferrari ha anche ricordato le difficoltà aggiuntive che più Sprint comporterebbero per i piloti, tra qualifiche e carico mediatico: “Le qualifiche del venerdì e il sabato sarebbero molto più impegnative. FOM e F1 dovrebbero adattare il format del weekend per lasciarci tempo per prepararci alle gare. Negli ultimi anni l’impegno richiesto ai piloti è stato estremamente gravoso”.
Sainz: “Macchine più complicate da guidare. Williams in sovrappeso e ci manca comunque tanto carico rispetto ai top”
Parlando della nuova guidabilità di questa generazione di vetture, Sainz ha riconosciuto la maggiore difficoltà rispetto all’anno scorso: “È la stessa storia di sempre. Quello che va veloce dice che le regole sono buonissime, e quelli che fanno un po’ più fatica dicono che non gli piace. Con quattro giorni di questa regolazione, le macchine sono molto più lente, più difficili da guidare, il driveability è peggio, tutto è un po’ peggio. Alla fine hai meno grip, meno downforce, ma penso che sia ancora prestissimo»”

A Grove si puntava molto su quest’anno, con Vowles che in più occasioni ha affermato che il focus principale da più di un anno era proprio il cambio regolamentare. Tuttavia, l’inverno passato dalla squadra non è stato roseo. Infatti, ci sono stati problemi a passare i vari crash test, il che ha obbligato la Williams a saltare lo shakedown di Barcellona e ad esordire solo in Bahrain con una FW48 in sovrappeso: “Fino all’anno scorso tutto il mondo era molto ottimista, pensavamo di essere sulla strada giusta, ma questo inverno ci ha insegnato che siamo ancora lontani tutti, non solo la Williams. Quando guardi anche tutte le altre sei squadre che non sono i quattro top team, siamo ancora lontani dal livello necessario per sviluppare e produrre macchine nuove con un cambio di regolamento come quello di quest’anno”. Riguardo ai distacchi dai quattro top team, non tutto è attribuibile al sovrappeso: “Partiamo con un problema di peso e un problema di carico, perché alla fine, per il distacco che hanno le macchine davanti, non è tutto peso. C’è anche un distacco reale nelle prestazioni” Lo spagnolo sottolinea come, nonostante i sacrifici della passata stagione, Williams si sia fatta trovare impreparata, o quanto meno non a livello dei top team, che invece si sono presentati più pronti. “E’ una lezione da imparare, per tutti”
Carlos ha infine parlato delle prime uscite stagionali, in cui secondo lui vedremo più errori sia in qualifica sia in gara da parte dei piloti: “Assicuro che vedremo più errori non solo in gara, ma anche in qualifica. La variabilità che c’è da un giro all’altro con la power unit, ma anche col vento e con le macchine più leggere, è incredibile. Lo stesso vale per le gare, con la gestione della batteria. Vedrai che, almeno per le prime gare, ci saranno dei colpi di scena”. Lo spagnolo ha poi precisato che con il tempo e l’esperienza degli ingegneri le cose miglioreranno, ‘rassicurando’ in parte gli spettatori: “Se ci adattiamo e lasciamo gli ingegneri fare il loro lavoro, con più esperienza e conoscenza delle power unit, durante l’anno tutto migliorerà e diventerà più semplice”.



