Abu Dhabi non è stato un finale adatto a una stagione incredibile come quella della Williams, che dopo anni bui ha concluso il campionato al quinto posto nella classifica Costruttori vantando anche tre podi nelle gare lunghe e uno nella Sprint con Sainz. James Vowles ha indicato una leggera limitazione del bilanciamento come una delle ragioni dietro al risultato. Pur non essendo il finale ideale, Abu Dhabi non cancella il 2025 della Williams, che è stato superiore alle aspettative, “Volevamo assicurarci di dimostrare al mondo che siamo una squadra diversa da quella che eravamo e che stiamo facendo passi avanti, ma senza mai perdere di vista il nostro futuro”, afferma il team principal, che nel suo “Vowles Verdict” ha poi parlato del rapporto tra Sainz e Albon descrivendolo come “una relazione che fin dal primo minuto è stata forte come lo è stata alla fine della stagione”.
ABU DHABI, FINALE IMPERFETTO IN UNA STAGIONE PERFETTA
La Williams chiude la stagione con un 11° e un 16° posto ad Abu Dhabi che non fa onore alla stagione disputata da Sainz e Albon. A Yas Marina il team non è riuscito a estrarre il pieno potenziale della FW47 visto a Losail la settimana prima e che gli ha permesso di conquistare il terzo podio stagionale e blindare il quinto posto nel Costruttori. “Abu Dhabi non è stata la fine della stagione che avrei desiderato”, spiega James Vowles, “Penso che avessimo del potenziale nella macchina, ma non lo abbiamo espresso completamente durante la gara. I margini sono sempre stretti, lo sono stati per tutto l’anno. Ma possiamo vedere che la direzione di sviluppo che abbiamo intrapreso in Qatar, che ha avuto molto successo, non siamo stati in grado di applicarla ad Abu Dhabi. Penso che per noi ci siano molti pro e contro da cui abbiamo imparato, molta conoscenza su come usare le gomme.”

Entrando nello specifico di ciò che non ha funzionato, il team principal britannico ha indicato il bilanciamento della vettura come un problema che non sono riusciti a risolvere a gara in corso e che ha condizionato le prestazioni dei due piloti. L’assetto puntato sull’anteriore che era stato fondamentale in Qatar per le qualifiche della Sprint di Sainz, ha qui tradito il team, che non è riuscito a ripetersi: “Uno degli aspetti di Abu Dhabi che è stato un punto debole della macchina che non avevamo previsto è stato semplicemente il non essere in grado di ottenere quella forza dell’anteriore che avevamo nelle piste precedenti e che ci ha penalizzato molto in curve come la 9. Ha anche accentuato il graining che si è visto in gara. Quindi ci sono alcune ragioni dietro a ciò. Non si tratta solo di pura velocità. Si tratta di una leggera limitazione di bilanciamento che non siamo riusciti a risolvere. Tutto ciò, tuttavia, ci dà una buona direzione per il prossimo anno per assicurarci di avere un pacchetto in grado di far fronte meglio a quella varietà e a quella natura variabile.”
UNA STAGIONE CHE SUPERA LE ASPETTATIVE
Stagione riassunta in un numero, quinto: è così che James Vowles descrive il 2025 appena concluso in cui la Williams si è imposta come miglior team del midfield piazzandosi appena dietro i top team. “Penso sia giusto dire che ha superato le nostre aspettative”, spiega il team principal, “Volevamo fare un passo avanti rispetto a dove eravamo. Volevamo assicurarci di dimostrare al mondo che siamo una squadra diversa da quella che eravamo e che stiamo facendo passi avanti, ma senza mai perdere di vista il nostro futuro, cioè il 2026 e oltre. E quest’anno, mantenere comunque il quinto posto e, cosa ancora più importante, avere tre podi a nostro nome con un enorme punteggio, supera le nostre aspettative”. Non sorprende che l’inglese abbia scelto ‘quinto’ come la parola che caratterizza la stagione: nella gara di apertura del mondiale a Melbourne, Albon ha tagliato il traguardo in quella posizione, mostrando a tutti la competitività della nuova FW47, nonostante il DNF di Sainz in seguito a un incidente. Vowles ha scelto proprio la gara australiana come la sua preferita di tutto il 2025: “Sebbene Carlos non abbia tagliato il traguardo, e se lo avesse fatto, sono convinto che avremmo avuto un punteggio alto, è stato il primo Gran Premio dell’anno. È la prima volta che abbiamo visto davvero questa 47 competere contro i nostri rivali ed eravamo velocissimi”. Questo ha diversi significati: “Prima di tutto, vuol dire che abbiamo tradotto la prestazione che è teorica in inverno attraverso i test, in prestazioni reali e tangibili in pista, e in secondo luogo, anche se Carlos non era in macchina, immediatamente quel lavoro di squadra è venuto alla luce quando si è unito a noi nella sala box e ci ha aiutato a prendere decisioni in condizioni meteorologiche molto difficili su cosa avremmo dovuto fare. Quindi è una squadra che era già consolidata e si univa sotto pressione, il che è stata davvero la storia per il resto dell’anno. E quindi per me, è il modo in cui la squadra si è unita in quelle circostanze eccezionali. Il modo in cui due piloti hanno iniziato a lavorare insieme, questo mi rimarrà impresso.”

Il 2025 si è appena concluso, ma il 2026 è già alle porte: l’anno prossimo segnerà uno spartiacque tra monoposto fortemente condizionate dall’effetto suolo e quelle future, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico che potrà stravolgere gli equilibri visti finora. Chi, come la Williams, ha intrapreso un percorso di crescita esponenziale può sfruttare questo aspetto per poter lottare per le prime posizioni. Gli ingegneri sono già al lavoro dall’inizio di quest’anno, studiando il nuovo regolamento e interpretandolo al meglio; intanto, Vowles ha svelato qual è la parte più entusiasmante di questo cambiamento normativo: “Penso che sia il modo in cui l’energia elettrica verrà utilizzata nel 2026. Sarà piuttosto diverso e penso che creerà una dinamica diversa nelle gare. Quindi, probabilmente due aspetti. Una domanda, ma la seconda è il non dover avere auto che dipendano così tanto dagli effetti suolo come lo siamo in questo momento. Penso che sarà un’auto più piacevole da guidare per i piloti e probabilmente anche le gare saranno migliori”. Sempre guardando all’anno prossimo, il team principal di Grove dà un indizio su quando si potrà vedere la nuova FW48: “Lo annunceremo abbastanza presto a questo riguardo, ma tra metà e poco dopo metà gennaio è probabilmente una tempistica ragionevole.”
IL RAPPORTO TRA SAINZ E ALBON
La stagione della Williams è iniziata con una novità in griglia di partenza: Carlos Sainz è arrivato a Grove dopo l’ingaggio di Lewis Hamilton da parte della Ferrari prendendo il posto dell’argentino Franco Colapinto, riserva e poi pilota titolare Alpine. Lo spagnolo si è subito integrato all’interno del team, facendo suoi i meccanismi e le dinamiche interne della nuova scuderia. Se il feeling con la monoposto l’ha costruito durante la stagione, corsa dopo corsa, quello con il nuovo compagno di squadra Alex Albon non ha tardato ad arrivare, come sottolinea Vowles: “È stata una relazione che fin dal primo minuto è stata forte come lo è stata alla fine della stagione. A volte questo può cambiare da squadra a squadra, in base alle pressioni che i piloti sentono e che la squadra sente, ma qui non è cambiato nulla. È solo un segno che entrambi sono sportivi di assoluto livello a pieno titolo. Questo, però, riguarda anche il nostro viaggio di ritorno verso le prime posizioni: non ci stiamo perdendo nei dettagli di chi è arrivato dove e in quale gara. Si tratta di come la squadra va avanti.”

Un esempio lampante è stato il Gran Premio di Melbourne, il primo della stagione e una delle prime uscite di Sainz sulla FW47. Lo spagnolo era ovviamente alle prese con la conoscenza e l’adattamento alla nuova vettura dopo quattro anni in Ferrari, che ha caratteristiche diverse. In quell’occasione, “Alex ha effettivamente trovato un modo di guidare la Williams che è leggermente diverso dalla Ferrari specialmente attraverso la curva tre. È un modo per farla ruotare in curva gestendo l’assetto e la sua mentalità era molto aperta con Carlos dopo le FP1, una volta che Carlos è rientrato e ha detto che non era in grado di seguire una certa traiettoria. Quella è stata la primissima gara, l’inizio di quella relazione, ed è continuata per tutta la stagione. C’erano delle sottigliezze in una macchina Williams con cui Alex è stato in grado di aiutare Carlos. Lo stesso, al contrario”. Da metà anno in poi, il team ha deciso di differenziare gli assetti visti i pochi millisecondi che dividevano i due piloti. Lo scopo era di provare due diverse direzioni e unire poi il feedback di entrambi i piloti dopo le libere per guidare l’assetto unificato, “Così si è costruito e continuerà a crescere il prossimo anno e oltre.”



