Vasseur confida nell’ADUO per Ferrari “Ci fidiamo della FIA, e basta vedere i dati per farsi un’idea”

Mag 2, 2026

Jacopo Moretti

Sono stati trentatré giorni di intenso lavoro in casa Ferrari. A Maranello hanno sfruttato la lunga pausa per ridisegnare la SF-26, anticipando aggiornamenti e lavorando sulle modifiche regolamentari introdotte dalla FIA. Un percorso tutt’altro che semplice, come spiega il team principal Frédéric Vasseur: Non è mai facile cambiare il regolamento durante la stagione, perché ogni modifica impatta la performance relativa delle vetture. Però, per una volta, credo che siamo riusciti a fare un buon lavoro. Novità a parte, la sensazione è quella di una SF-26 nata “sana”, pur con la convinzione che, al momento, “Mercedes sia nettamente un passo avanti. Tre pole e tre vittorie, su questo non si può discutere”.

Ferrari, dal canto suo, ha comunque massimizzato ogni occasione: Sono soddisfatto perché non abbiamo lasciato neanche un punto per strada. L’efficienza è la chiave e da questo punto di vista abbiamo fatto tutto bene. Non voglio parlare di potenziale, ma abbiamo massimizzato il bottino nelle prime tre gare. Ma ora è il momento degli sviluppi: “Siamo tutti all’inizio dell’evoluzione di queste vetture. Abbiamo preso direzioni diverse e solo il tempo dirà quale sarà quella giusta. Il tasso di sviluppo è molto elevato per tutti e probabilmente dopo sei o sette gare vedremo una situazione più stabile.

Vassuer: “Sull’ADUO confidiamo nella FIA. Ala Macarena? Resterà in macchina”

Vasseur

Il vero nodo resta quello della power unit, con lo sviluppo concesso dall’ADUO pronto a diventare un fattore decisivo nelle prossime settimane. Onestamente penso che rientreremo nei parametri. Ora dobbiamo fidarci della FIA: ci daranno i numeri e dovremo basarci su quelli. Parliamo di percentuali difficili da valutare, ma basta guardare la velocità sul dritto per farsi un’idea…. E in attesa delle decisioni della Federazione, Ferrari ha scelto di promuovere definitivamente la propria ala “rotante”. No, non è un test: da oggi teniamo la Macarena sulla macchina. Una decisione che racconta di una certa fiducia nella direzione di sviluppo intrapresa dalla Scuderia.

Sullo sfondo, resta poi il ruolo dei piloti nello sviluppo e nelle scelte tecniche. I piloti sono coinvolti nelle discussioni, lo sono sempre stati – spiega il Team Principal – Il feedback che abbiamo come team nasce anche dalla loro esperienza, quindi fanno completamente parte del processo. Un coinvolgimento che si inserisce in una struttura che Vasseur difende apertamente: Abbiamo una squadra che funziona e, se oggi il sistema regge, è anche perché siamo stati in grado di introdurre cambiamenti durante la stagione. Non era scontato, anzi per me era qualcosa di piuttosto eccezionale.

Vasseur: “Con il DRS gare erano più artificiali. Piloti Mercedes non si lamentano? Non sono stupito”

Vasseur

Infine, il capitolo politico: spettacolo e critiche ai regolamenti.  Sono meno duro nel giudicare le prime gare, ha spiegato Vassuer. “Abbiamo visto belle corse, tanti sorpassi. Si può dire che alcune cose sembrino artificiali, ma per me lo sono meno del DRS. Prima bastava premere un pulsante, oggi è gestione dell’energia, dipende dai piloti e dai team, non è artificiale. Eppure si parla già del futuro, specie per quanto riguarda i motori. Abbiamo diverse opzioni sul tavolo e sarà presto il momento di discuterle. Ma fin dall’inizio ci siamo posti un obiettivo chiaro: ridurre i costi folli delle power unit, per i costruttori ma anche per i team clienti e per il bene della Formula 1.

E in attesta di conoscere la prossima generazione di F1,  nel paddock i pareri restano contrastanti.  È sempre la stessa storia: ci sono piloti che parlano più di altri. Anche nel 2022 alcuni erano molto critici, altri meno. Succede con ogni nuovo regolamento. E la spiegazione è semplice: Fa parte del DNA dei piloti: vogliono lottare, vogliono stare davanti. Ed è chiaro che Russell o Antonelli oggi parlino meno rispetto ad altri che stanno più indietro.

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