Alla vigilia dell’appuntamento del Madring, ma in particolare dopo quanto successo a Monza, in un’intervista all’Equipe, il Team Principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ha fatto il punto riguardo la situazione tra i suoi piloti. Immediatamente nel post gara del GP d’Italia, Lewis Hamilton si è lasciato andare a qualche critica e nota di disappunto per quanto successo con Charles Leclerc tra curva 1 e 2 all’inizio della gara, e sulla gestione che la Scuderia ha dei propri piloti. Nel media day di Madrid la situazione è rientrata, gestita dai tre protagonisti, rivelando apertamente le discussioni avute, singole e collettive.
Ferrari: nessun numero 2, regole chiare “e per ora non cambieranno”
Appare molto deciso Frederic Vasseur nel far comprendere che quanto successo non minerà gli equilibri interni della Scuderia e che non cambierà il suo modo di trattare l’argomento. Alla base di tutto ci deve essere rispetto “Tra di loro e verso la squadra” precisa il Team Principal. Le discussioni sono state quelle classiche, che squadra e piloti affrontano dopo ogni Gran Premio, per capire le cose che sono state fatte bene e gli aspetti dove migliorare. “Ci siamo visti separatamente e poi tutti insieme per analizzare il tutto”
Un aspetto su cui il francese batte molto è l’emotività del momento e le dichiarazioni a caldo, che poi quasi mai si ripetono a mente fredda, analizzando in maniera più razionale gli avvenimenti. Vasseur non si preoccupa molto dunque delle parole che un pilota può dire appena sceso dalla macchina. Inoltre, la lunga relazione che lo lega ad entrambi i piloti, gli permette di capire meglio il carattere sia di Leclerc che di Hamilton, e viceversa. “Non dobbiamo discutere molto per capirci. Loro sanno cosa accetto e cosa non accetto”. Un aspetto da non sottovalutare di quanto è accaduto è la pressione a cui Ferrari è sottoposta, in particolare a Monza, che può aver gonfiato le cose.

Come già fatto immediatamente dopo la gara, Vasseur prende esempio anche da quanto avvenuto altrove, per sottolineare come la situazione Ferrari venga poi sempre ingigantita. “Anche Antonelli e Russell hanno lottato domenica, e Kimi è finito in ghiaia. Vedere i tuoi piloti scontrarsi non è mai ciò che ti auguri, ma si sono chiariti”.
A questo esempio poi segue quello della McLaren, la quale gestione è stata anche una parte fondamentale del successo di Lando Norris lo scorso anno. “A Monza Piastri aveva 30 punti di vantaggio su Norris. Se McLaren avesse scelto Oscar come primo pilota, Verstappen molto probabilmente avrebbe vinto un altro tiolo”. Ed è qui che arriva poi l’affermazione di Vasseur più importante, che chiarisce maggiormente la situazione: “Noi abbiamo scelto di non avere un numero 1, ma due piloti capaci di vincere e trattarli in modo paritario. I piloti lo sanno bene quando arrivano da noi. Lewis lo sapeva, è chiaro, è scritto nel contratto. E’ una scelta strategia. Alcuni decidono di avere un pilota numero 1 e un numero 2, noi abbiamo deciso per due numeri 1, con vantaggi e svantaggi che ci possono essere”.
Ed in merito alle famose regole di ingaggio, Vasseur chiarisce subito che anche la Ferrari ha le proprie regole, seppur non si parli di un libretto scritto in cui sono descritte tutte le eventualità di un Gran Premio e come i piloti si debbano comportare. “Non mi piace questo principio perché ogni situazione va interpretata e ci sarebbero discussioni in ogni caso. Si parla di chi ha la priorità nel decidere l’organizzazione di alcuni weekend, di chi parte davanti in Qualifica, però poi sono io a gestire il tutto. Loro hanno fiducia in me e nelle mie decisioni. L’aspetto fondamentale è il rispetto: tra di loro, verso di me, dipendenti, sponsor ma soprattutto verso la Ferrari“

Interrogato dunque sulla possibilità di un cambio di approccio, Vasseur è molto schietto “Non cambierò” anche se ha precisato che magari, un giorno, si renderà necessario scegliere un numero 1 e un numero 2, per esigenze di classifica evidentemente, ma non è questo il momento.
Vasseur non pensa al proprio futuro, guarda al Madring e lancia una frecciatina ai rivali
Al Team Principal è stato chiesto se queste chiacchiere e le voci sul suo futuro lo preoccupano, ma rimanendo coerente con l’atteggiamento avuto anche l’anno passato, in momenti difficili, Vasseur guarda solamente avanti e pensa alle cose che può controllare. “In Formula 1 siamo tutti sempre in pericolo e quindi non mi sento diverso da due settimane fa. Speriamo di rialzarci subito a Madrid. Rimettere in sesto la vettura di Leclerc ha richiesto molti sforzi”.
All’interno di questa intervista c’è anche un importante conferma da parte del capo del muretto Ferrari, che si toglie anche un sassolino dalla scarpa. “I rivali si lamentano del filming day? Non è colpa mia se loro non ci hanno pensato!” ha detto, per poi confermare anche quanto AutoRacer aveva anticipato in quei giorni “Il promoter ci ha invitato per delle riprese e siamo andati. La pista comunque era molto sporca e non c’erano ancora nemmeno i cordoli. Non credo ci dia un vantaggio”



