Il weekend del Canada è stato molto movimentato per la Ferrari soprattutto a livello mediatico. L’arrivo della Scuderia in Canada è stato anticipato da notizie riguardo il contratto in scadenza di Federic Vasseur nel 2025, l’ipotesi che Charles Leclerc si stia guardando intorno e l’insoddisfazione di Lewis Hamilton. Una combinazione di tre argomenti che ha reso la notizia una bomba ad orologeria per il team. A tutto questo il Team Principal francese ha risposto duramente in conferenza stampa, scagliandosi anche piuttosto duramente e direttamente contro la stampa, specialmente quella italiana. “Con questa stampa non vinceremo mai il mondiale” è arrivato addirittura a dire Frédéric Vasseur a Montréal.
I toni, i modi e il tempismo della notizia possono essere discutibili, ma non siamo qui a giudicare e commentare quello, ricordandoci sempre che la verità spesso sta nel mezzo. Si è perso il fulcro del discorso nell’analizzare chi ha detto cosa e come lo ha detto. Portare un Team Principal a scadenza in questo 2025, quindi alla vigilia di un cambio regolamentare molto importante e sottolineiamo molto delicato, è un qualcosa che un top team non dovrebbe fare. Tutto dovrebbe già essere chiaro, soprattutto visti i lavori in corso a Maranello. A questo però possono rispondere (e avrebbero già dovuto farlo visto il caos dell’ultima settimana) solo due persone: John Elkann e Benedetto Vigna. E qui si apre un qualcosa che dopo la morte di Marchionne non ha mai funzionato in casa Ferrari ossia la comunicazione.
I meriti di Vasseur nei suoi 3 anni di gestione, che giustificherebbero un rinnovo pluriennale
L’arrivo del manager francese è stata una scelta forte e decisa di John Elkann a metà 2022, che ha voluto iniziare a costruire una Scuderia a sua immagine e somiglianza. Progetto che si è completato con il rinnovo di Charles Leclerc e l’arrivo di Lewis Hamilton proprio per questa stagione. A mancare però è ancora una volta la macchina, dopo l’eccellente seconda parte di campionato lo scorso anno. L’obiettivo fissato dal presidente è sempre stato quello di “vincere entro il 2026”, puntando al nuovo ciclo regolamentare e dichiarando così implicitamente come quello di Vasseur sia un progetto a lungo termine. Anche per questo motivo si dava per scontato un contratto che vedesse il francese guidare il muretto box della Rossa almeno fino al termine del prossimo anno. In Formula 1 si sa che i tempi sono dilatati a causa del lungo gardening che colpisce i tecnici di alto e medio livello e delle modalità di sviluppo delle monoposto. La campagna acquisti portata avanti da Vasseur ha prodotto come nome di spicco quello di Loic Serra, che ha iniziato a lavorare lo scorso ottobre ed è attivamente coinvolto appieno solo sulla macchina 2026. I problemi della SF-25 hanno poi richiesto un intervento in corsa che ci si augura dia una svolta alla vettura italiana, ma che non potrà essere la base di valutazione dell’ex Mercedes. Il vero team di lavoro di Vasseur sarà valutabile solo con il progetto 678 del prossimo anno e quelli degli anni successivi.

A Maranello sono poi arrivati altri nomi importanti, tra questi Jerome D’Ambrosio e chiaramente Lewis Hamilton. Loro, insieme a Vasseur, stanno cercando di cambiare dall’interno la Scuderia, rendendola più internazionale, ossia meno sentimentale e italiana e più simile a come lavorano i diretti rivali inglesi, senza perdere però quella tradizione e quella passione che ha sempre contraddistinto la Ferrari. A questo vanno aggiunti due anni in cui si sono visti progressi durante l’anno con gli sviluppi ed un 2024 in cui ci si è contesi il Mondiale Costruttori fino all’ultima gara, svanito solamente per soli 14 punti.
Il rapporto con la stampa è un punto debole: la chiarezza deve essere un pregio!
L’attacco diretto del Team Principal alla stampa soprattutto italiana ha sorpreso un po’ tutti. Come ha spiegato, “che l’attenzione sia su di me e ci siano critiche lo accetto, lo sapevo prima di venire”, quello che non vuole è che sia il team, addirittura nomi più specifici a finire in mezzo alla bufera. “L’anno scorso è uscito che abbiamo firmato Balbo e Diego Tondi è venuto da me a chiedermi se fosse vero o no e gli ho dovuto spiegare tutto” ha preso come esempio il TP francese, prendendo spunto da un articolo pubblicato sul Corriere della Sera a fine aprile 2023. Tralasciando il singolo articolo, alla base non si può e deve negare che ci sia un problema di comunicazione tra la Ferrari e la stampa, soprattutto italiana. I giornalisti sono ogni giorno alla ricerca di risposte, ancor di più da un team come la Ferrari che sta vivendo un periodo molto negativo rispetto ai presupposti: perché la SF-25 non è competitiva come da aspettative? Quali saranno le contromisure? A cosa ci si riferisce quando si parla di potenziale inespresso della SF-25? Queste sono solo alcune delle domande per cui la Ferrari, in primis Frédéric Vasseur, non ha mai dato una vera e propria risposta. E allora poi partono le congetture, delle spiegazioni più o meno veritiere, arrivando anche davvero ad articoli inventati perché tutto sta in piedi solo con le visualizzazioni e a quell’algoritmo di Google che ha rovinato l’informazione. La stampa avrebbe una linea molto più comune se la squadra offrisse delle spiegazioni ai problemi, chiaramente senza entrare troppo nei particolari tecnici. Un qualcosa che la Mercedes fa egregiamente, sia nei suoi attori più tecnici che compongono il sempre tanto atteso debriefing tecnico post GP, che con Toto Wolff nelle varie interviste. Un super manager austraico che è arrivato a chiedere scusa più di una volta a Lewis Hamilton per un mezzo non all’altezza partorito a Brackley negli anni scorsi.

Se prendiamo la stagione in corso della Ferrari, in Australia si era iniziato con un ottimo venerdì, mettendosi in piena lotta con la McLaren. Il sabato la macchina si è poi dispersa, questo perché si è dovuto alzare la macchina – una questione però mai confermata ufficialmente – che ha fatto perdere prestazione alla SF-25. La questione delle altezze si è riproposta in Cina. Nella Sprint di Shanghai si è vista una SF-25 molto competitiva, che poi è sparita per qualifica e gara, dovendo ricorrere ancora a deleteri compromessi. Anche qui però, non è stata data alcuna chiara spiegazione. “Senza il danno all’ala di Leclerc saremmo stati più vicini” l’unico fumoso commento di Vasseur. Il weekend tra l’altro si è concluso con una doppia squalifica per un’auto sottopeso e con un’usura eccessiva dello skid, che era proprio il motivo per il quale in Australia si era alzata la vettura. E senza alcun ulteriore commento a riguardo, se non un intervista esclusiva data all’Equipe, giornale francese, che la stampa italiana ha preso tutt’altra che bene. Riguardo ai problemi nelle altezze da terra, a domanda diretta, Vasseur ha risposto: “Si parla di millimetri, non ci condiziona più di altri. Assolutamente non è quello il problema”, smentendo quindi che vi sia un effettivo problema di altezze. E quindi cos’è a rallentare una SF-25 che dava sensazioni così positive? Siamo al 23 Marzo.

I weekend passano e il Team Principal francese si è iniziato a chiudersi dietro le solite motivazioni: l’esecuzione del weekend e soprattutto l’estrazione del potenziale. Il venerdì di Melbourne e la Sprint di Cina sono le prestazioni di riferimento della SF-25, che però non sono quasi mai state ripetute, semplicemente perché impossibilitati a farlo con le impostazioni da adottare sull’attuale SF-25. Il bilanciamento deficitario della SF-25 nasce proprio da impostazione forzatamente subottimali sulle altezze a causa dei problemi meccanici. Intanto, fuori dalla pista, arrivavano sempre più conferme sul lavoro che si stava facendo in fabbrica, ma ancora una volta, ufficialmente nessuna conferma. “So per certo che vogliamo tutti far girare l’auto più bassa, è meglio per tutti ma c’è un limite ed è rappresentato dal bottoming e dal regolamento e tutti noi passiamo il fine settimana a cercare dov’è il limite“ aveva dichiarato Vasseur, non venendo un’altra volta al punto.

Piuttosto che entrare nell’analisi dei problemi – tenendo comunque privati certi delicati dettagli tecnici – si preferiscono dichiarazioni più fumose, generalistiche e poco precise. La prima ed unica volta che c’è stata un’apertura in questo senso si è vista, forse non a caso, ad Imola, nel weekend di casa. “Sì, stiamo lavorando anche sulle meccanica della SF-25 perché è qualcosa che potremo portarci dietro. Questo però può valere anche per altri team”. Siamo al 15 Maggio, ben 2 mesi dopo i primi dubbi e le prime indiscrezioni – da parte nostra – sui problemi alla sospensione posteriore. Anche in questo caso però, nessuna precisazione, nessuna indicazione tecnica o altro. E’ chiaro che Frédéric Vasseur voglia prodigarsi per salvare la sua squadra dal fallimento tecnico di questa stagione, ma non sembra essere la tattica giusta o per lo meno non lo è nella sua esecuzione, un termine che al TP piace molto. La stampa è alla ricerca di risposte, che però non stanno arrivando, e di chiarezza. A partire dai vertici, che a Imola non si sono fatti vedere ed ora latitano a dare un forte messaggio a quanto successo nell’ultima settimana. E quindi si inizia con ipotesi, storie, rumors, a volte pettegolezzi, che possono arrivare da del malcontento che è presente in maniera più o meno importante in quasi tutti i team non vincenti. Il problema è che se, quando l’unica voce Ferrari, l’unico vero comunicatore della Scuderia in pista, ossia Fred Vasseur, non parla e non dà le necessarie spiegazioni, poi è chiaro che non se la può prendere solo con la stampa italiana. Un diverso approccio con i giornalisti sarebbe già un primo aiuto che la Scuderia può dare a sé stessa, con la stampa, quella vera, che poi avrebbe poco a cui aggrapparsi



