Un 2025 radioso per Verstappen: è il miglior Super Max di sempre?

Gen 1, 2026

Loris Preziosa

Il 2025 del Circus Iridato ha visto due protagonisti assoluti sul fronte prestazionale: le due McLaren e Max Verstappen. Se il team papaya si è distinto grazie ad una vettura straordinaria, capace di sbaragliare la concorrenza soprattutto nella prima metà di campionato, il pilota della Red Bull si è reso protagonista di una rimonta storica e stoica, recuperando 102 punti in 9 gare e mettendo in discussione un campionato che sembrava già chiuso dopo le prime battute. La costruzione della storica rimonta di Verstappen passa però anche per la prima parte di campionato, in cui l’olandese non è stato esente dal mettere in pista capolavori prestazionali. Ripercorriamo dunque l’anno di Super Max raccogliendone i momenti di maggior rilievo che, indipendentemente dall’esito finale, hanno reso la sua stagione probabilmente come la migliore della carriera.

Dal weekend perfetto in Giappone al capolavoro di Imola: i momenti migliori della prima parte di stagione di Verstappen

Sin dalle primissime battute del mondiale 2025 la sensazione comune del paddock è che sarebbe stata una stagione caratterizzata da assoli papaya. Dai primi test prestagionali in Bahrain la MCL39 è stata lo specchio di un lavoro impeccabile dietro le quinte di Woking e, nonostante si trattasse dell’ultimo anno di un ciclo regolamentare, la McLaren ha messo in pista una delle migliori macchine della storia della F1. Mentre però Lando Norris e Oscar Piastri si dividevano la maggior parte dei successi fra l’Australia e la sosta estiva, Max Verstappen non è certamente stato a guardare. L’olandese di casa Red Bull non si è lasciato intimidire da una classifica il cui vertice si stava allontanando e ha colto ogni occasione che si è presentata alla porta, evitando di lasciare le minori briciole possibili nel percorso. Nell’ottica di una prima parte di stagione caratterizzata dal dominio papaya, il primo capolavoro siglato da Verstappen è da relegare al weekend in Giappone. A Suzuka infatti, il pilota con il numero uno sulla macchina ha conquistato la prima pole stagionale su un tracciato che poteva essere favorevole alla McLaren, ripetendosi poi anche in gara, dove ha tenuto testa in primis a Norris per l’intera durata della corsa.

La carrellata degli highlights della stagione di Super Max passa successivamente per Imola, dove l’olandese ha avviato la stagione europea con un altro weekend di assoluto rilievo. Se in qualifica Verstappen era stato battuto da Piastri per pochi centesimi, in gara ha poi compiuto uno dei migliori sorpassi dell’anno, valso poi anche il successo di tappa. Allo start del GP dell’Emilia-Romagna, Verstappen ha affondato la staccata sulla McLaren dell’australiano all’esterno del Tamburello, guadagnando la leadership. L’olandese ha poi messo in pista la miglior gestione degli pneumatici, così come il ritmo gara, che gli ha permesso di dominare la corsa e vincere con oltre sei secondi di vantaggio sul secondo classificato, Norris. A completare il quadro delle migliori gesta nella prima parte di stagione, anche la qualifica di Silverstone dove, grazie all’assist offerto dal setup, ha conquistato una pole difficile da pronosticare, alla luce del layout poco favorevole. In quell’occasione però, le scelte legate all’assetto si sono ripercosse nella gara bagnata della domenica, dove Verstappen ha anche commesso quello che forse resta l’unico errore di guida della stagione, finendo in testacoda nel corso del GP. Un momento della stagione, quello estivo, che è stato anche il periodo di maggiore magra per Verstappen, che nella gara precedente in Austria era stato messo fuori dai giochi da Kimi Antonelli alla partenza del Gran Premio. Ma chi si sarebbe mai immaginato un mondiale deciso da un briciolo di punti?

Verstappen

Verstappen impeccabile fra Monza e Baku: anche la Red Bull risponde ‘presente’

Dopo il GP di Ungheria, ultima tappa prima della sosta estiva, Verstappen occupava il terzo posto in classifica piloti, a 97 lunghezze da Piastri, un gap salito a 104 punti dopo la gara di Zandvoort, in cui Norris era stato vittima di un ritiro per affidabilità. Il resto poi è stata storia. Da Monza ad Abu Dhabi la F1 ha visto una rimonta senza precedenti. Nel tempio della velocità, Verstappen ha disputato un weekend perfetto, in cui al sabato ha stampato la pole con il giro più veloce della storia per velocità media e ha vinto di forza l’ultima gara europea, rifilando quasi venti secondi ai due alfieri McLaren. Nel round brianzolo, la decisione di scendere in pista con un’ala posteriore ‘trimmata’ è stata anche una dimostrazione del lavoro inarrestabile che hanno compiuto gli uomini di casa Red Bull nella seconda metà di campionato, ricalcando alla perfezione le parole ribadite più volte dal Team Principal Laurent Mekies: “non abbiamo mollato.” Questo fil rouge è stato quindi portato avanti anche nella corsa immediatamente successiva a Baku, dove il team sfruttato sapientemente i punti di forza della RB21, che si è esaltata a basso carico. E così, in un weekend in cui tanti top drivers hanno commesso errori, Piastri su tutti, Verstappen è stato ancora una volta impeccabile, siglando pole e vittoria per la seconda volta consecutiva.

Verstappen

Il finale di stagione: la quinta stella non arriva, ma è il miglior Max Verstappen di sempre

L’ultimo terzo di stagione è stato la frazione di campionato in cui Max Verstappen si è esaltato come forse mai aveva fatto in carriera. Non solo le 102 lunghezze recuperate in nove gare, ma a dimostrarlo lo sono anche i risultati conseguiti nel confronto con la McLaren. Da Monza ad Abu Dhabi il pilota della Red Bull è salito sul gradino più alto del podio sei volte, contro le due ottenute dalla McLaren e da Norris, che si è cucito il titolo mondiale al petto grazie alle prestazioni in Messico e in Brasile. In questa forbice di stagione è arrivata anche una vittoria della Mercedes, con George Russell a Singapore. Sebbene la quinta stella sia sfumata per soli due punti, Verstappen non ha nulla da recriminare in merito a quello che è stato il suo finale di stagione, con un 2025 archiviato con una parabola crescente. Il pilota di casa Red Bull ha ottenuto il 100% di piazzamenti a podio da dopo la pausa estiva, per un totale di punti che, ovviamente, sarebbe valso il titolo mondiale se il campionato fosse cominciato in Olanda. Come nota a margine, anche le due partecipazioni al Nurburgring, prima al volante di una Porsche GT4 e poi una Ferrari GT3, con cui ha anche trionfato al debutto in una gara endurance.

Nonostante l’evidente crescita del team di Milton Keynes, il tetra-Iridato ha comunque fatto la differenza, anche in qualifica, con le sue quattro pole position, visto che in questa fase la Red Bull ha pagato mediamente più di un decimo sul giro secco rispetto alla McLaren. Distacco invece quasi pari allo zero sul fronte gara. Non si possono non ricordare prestazioni come quelle del weekend Sprint di Austin, dove ha monopolizzato il fine settimana conquistando due pole e due vittorie. Impossibile non menzionare la corsa di Interlagos dove, come 12 mesi prima, si è reso protagonista di una straordinaria rimonta in gara, dalla pit lane al podio. Ed infine, la tripletta di successi maturati nelle ultime tre gare dell’anno, in cui ha messo in pista tutta la sua stoffa chiudendo il cerchio di una stagione che, seppur non coronata con un titolo, ha reso ancora più grande il suo nome nella storia della F1.

Autore

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST