Sainz sul KO in Austria: “Problemi sia alla batteria che al motore”. A Silverstone una nuova ala anteriore

Lug 2, 2026

Paolo D’Alessandro, Mattia De filippi

Silverstone è uno dei circuiti simbolo della Formula 1 moderna, ma per Carlos Sainz il Gran Premio di Gran Bretagna rappresenta anche la dimostrazione più evidente dei limiti dell’attuale regolamento tecnico. Nel media day del GP britannico il pilota della Williams ha affrontato diversi temi: dalle criticità della nuova gestione energetica al lavoro di sviluppo della FW48, passando per il ruolo che sta ricoprendo all’interno del team di Grove e per il dibattito sulle bandiere gialle emerso dopo quanto accaduto nelle qualifiche dell’Austria.

“Silverstone è la prova che questo regolamento non funziona”

Tra tutti gli argomenti affrontati, quello più discusso, non solo dallo spagnolo, riguarda il comportamento delle monoposto 2026 sui circuiti più veloci del calendario. Dopo aver provato Silverstone al simulatore, Carlos Sainz non nasconde la delusione. L’impatto è stato piuttosto scioccante. È stato un chiaro segnale del fatto che quello che abbiamo realizzato per questa stagione non è abbastanza. Un circuito straordinario come Silverstone viene in parte penalizzato dal modo in cui sono concepiti questi motori e questo non è ciò che dovrebbe rappresentare la Formula 1.”

Per questo motivo, secondo il pilota Williams, le modifiche regolamentari già approvate per il 2027 erano necessarie. “Ecco perché era indispensabile intervenire per il prossimo anno. Non sarà ancora la situazione ideale, perché non avremo comunque un intero giro con tutta la potenza disponibile, ma almeno arriveremo molto più veloci nelle curve e potremo frenare più tardi. Le sensazioni al volante saranno sicuramente migliori.” Il problema principale, come già noto e ribadito a più ripresa da tutti i piloti, è legato alla gestione dell’energia nelle curve ad alta velocità. Si esaurisce molto rapidamente la batteria e, dato che in questi tratti non riesci praticamente a recuperare energia, ti ritrovi a percorrere le curve veloci senza il contributo dell’elettrico. La macchina ha meno potenza, meno velocità e meno inerzia rispetto all’anno scorso.”

Williams prosegue il lavoro in pista e in fabbrica. A Silverstone nuova ala in attesa di altri sviluppi: “L’aggiornamento ci aiuterà, ma non cambierà tutto. Racing Bulls ci ha quasi doppiato in Austria”

Il Gran Premio di Austria non si è chiuso in modo positivo per Carlos Sainz, con uno stop in gara che gli è costato uno zero, sancendo l’ennesimo problema ad una Power Unit Mercedes. “Ho avuto un problema alla batteria, ma poi ho perso anche al motore. Non so cosa ha innescato cosa, ma diciamo che un problema ha causato l’altro ed ho avuto problemi ad entrambi” afferma lo spagnolo.

Silverstone segnerà anche l’introduzione di un nuovo pacchetto aerodinamico per la Williams, con una nuova ala anteriore che dovrebbe consentire alla squadra di ridurre il distacco dai migliori team del centro gruppo. “Sono ottimista. Tutti in squadra sperano che questo aggiornamento possa aiutarci a migliorare la situazione. Non sarà una rivoluzione e non ci farà diventare improvvisamente i leader del centro gruppo, ma speriamo almeno di tornare nella lotta.”

Sainz è consapevole che nelle ultime gare la FW48 abbia perso terreno. Negli ultimi due Gran Premi siamo stati chiaramente un passo dietro Haas e ancora più lontani dalla Racing Bulls, che ormai lotta stabilmente per i punti. In Austria ci hanno praticamente doppiato e questo dice molto su dove siamo in questo momento.”

Il lavoro, però, non ferma e dietro le quinte è in corso un intenso processo per sviluppare l’auto, con novità attese per la seconda parte della stagione. Questa mattina ero al simulatore già alle otto. Ho passato due o tre ore al simulatore a lavorare sull’ala anteriore e sulla gestione dell’energia prima di arrivare in circuito. Serve tanta energia personale e tanto impegno per aiutare il team.”

Tra i punti di forza di Carlos Sainz, come già si diceva ai tempi della Ferrari (ma anche prima) è la dedizione al lavoro, alla quale si è aggiunta poi nel corso degli anni l’esperienza personale nei vari team. “Penso che in questo momento la combinazione tra esperienza e voglia di sacrificarmi sia molto utile. Alex ed io lavoriamo molto bene insieme: ci sentiamo praticamente dopo ogni sessione al simulatore per confrontarci e cercare di indirizzare la squadra nella direzione giusta. Da questo punto di vista stiamo facendo davvero tutto il possibile.”

Guardando all’organizzazione interna del team, Sainz vede una squadra cresciuta rispetto a dodici mesi fa. “Dal punto di vista operativo siamo migliorati parecchio, che era proprio uno degli aspetti che avevo evidenziato l’anno scorso. Già nella seconda parte della stagione si erano visti i progressi e infatti avevamo iniziato a ottenere risultati molto migliori.”

Negli ultimi mesi, però, le priorità si sono spostate. Gran parte delle energie della fabbrica sono state dedicate a migliorare la produzione e lo sviluppo della vettura. Probabilmente abbiamo messo un po’ in secondo piano l’aspetto operativo, anche perché quando lotti per il sedicesimo posto sei inevitabilmente meno esposto rispetto a quando combatti per le prime cinque posizioni.”

Il vero banco di prova arriverà quando Williams tornerà stabilmente nelle posizioni di vertice del centro gruppo. “Sono fiducioso che il livello operativo sia cresciuto. Lo abbiamo dimostrato già l’anno scorso. Adesso dobbiamo semplicemente tornare a lottare nelle posizioni che contano per poterlo verificare davvero.”

Bandiere gialle, Sainz propone una nuova regola: “Chi provoca una neutralizzazione in qualifica dovrebbe essere penalizzato”

Lo spagnolo è tornato anche sull’episodio delle qualifiche del Red Bull Ring, dove la gestione delle bandiere gialle ha fatto discutere l’intero paddock. Il parere di Carlos Sainz è comunque importante, data la sua posizione all’interno della GPDA. “Per me quella situazione avrebbe dovuto essere gestita con una doppia bandiera gialla o addirittura con una bandiera rossa. George Russell ha semplicemente applicato alla perfezione ciò che consentiva il regolamento e meritava la pole, ma quella situazione non avrebbe mai dovuto permettere di completare il giro.”

Verstappen Austria

Sainz ha anche avanzato una proposta destinata a far discutere. “La mia idea, che porterò anche all’attenzione della GPDA, è che chi provoca una bandiera gialla o una bandiera rossa in qualifica dovrebbe ricevere automaticamente tre posizioni di penalità in griglia. Sarebbe un modo per evitare che qualcuno tragga vantaggio dal fatto di impedire agli altri di migliorarsi.”

Una misura che, precisa, non riguarda il caso Verstappen in Austria. Max non aveva alcun interesse a provocare quell’incidente, era terzo e credo abbia semplicemente avuto un problema tecnico. Ma in circuiti come Monaco o Baku ho visto diverse situazioni in cui qualcuno ha giocato con le bandiere gialle. Non sto parlando dell’Austria, ma penso che una soluzione vada trovata.”

Infine, Sainz ribadisce che il problema principale resta la sicurezza. “Per me il vero errore è stato vedere una sola bandiera gialla. In quella situazione avrebbe dovuto esserci almeno la doppia gialla. Su questo non ho alcun dubbio.”

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