Carlos Sainz alza la voce dopo il Gran Premio del Giappone e punta il dito contro la direzione intrapresa dalla Formula 1 sul fronte regolamentare. Lo spagnolo, intervenuto dopo il violento incidente da oltre 50G che ha visto coinvolto Oliver Bearman, ha espresso tutta la propria preoccupazione per una situazione che, a suo dire, i piloti avevano già previsto da tempo. Il tema, infatti, non riguarda soltanto la qualifica, ma anche e soprattutto il modo in cui si corre la domenica, con perdite di velocità improvvise giudicate eccessive e potenzialmente molto pericolose.
Il pilota ha spiegato di essere rimasto colpito dalla scelta di intervenire solo su alcuni aspetti del regolamento, lasciando invece invariato il quadro delle gare: “Sono rimasto molto sorpreso quando loro [la FIA] hanno detto: no, sistemeremo la qualifica e lasceremo stare le corse perché sono emozionanti. Come piloti siamo stati estremamente chiari nel dire che il problema non è solo la qualifica, ma anche la gara, e noi della GPDA abbiamo avvertito che questo tipo di incidente prima o poi sarebbe successo”.
Sainz: “Avevamo avvertito la FIA da tempo, pensate se fosse successo a Las Vegas…”

Parole molto dure, che confermano il malcontento crescente all’interno del gruppo piloti. Secondo Sainz, ciò che si è visto in Giappone rappresenta soltanto un campanello d’allarme, perché in altri circuiti il rischio potrebbe addirittura aumentare in modo significativo. Il riferimento è soprattutto ai tracciati cittadini, dove gli spazi di fuga sono ridotti al minimo e l’errore si paga spesso contro un muro.
Non a caso, lo spagnolo ha voluto allargare il discorso anche a piste come Baku, Singapore o Las Vegas: “Qui siamo stati fortunati ad avere una via di fuga. Adesso immaginate di andare a Baku, oppure a Singapore o a Las Vegas, e di avere questo tipo di perdite di velocità e di incidenti vicino alle barriere. Io, o meglio noi come GPDA, abbiamo avvertito la FIA che questi incidenti accadranno spesso con questo insieme di regolamenti e che dobbiamo cambiare qualcosa al più presto se non vogliamo che continuino a verificarsi. Ho sentito che sono stati 50G di impatto: più del mio incidente in Russia nel 2015, che fu da 46G. Basta immaginare che tipo di incidente potresti avere a Las Vegas, a Baku e così via”.
L’incidente di Bearman in Giappone: “80km/h di differenza tra me e lui”

A rendere ancora più pesante la denuncia di Sainz è stato proprio l’incidente che ha coinvolto Oliver Bearman, finito fuori pista dopo essersi trovato davanti l’Alpine di Franco Colapinto in approccio alla curva “Spoon”. Tra le due vetture, infatti, si è creata una differenza di velocità enorme, figlia proprio delle attuali dinamiche imposte dal regolamento. Bearman ha provato a scartare verso sinistra, ma è finito sull’erba perdendo il controllo della Haas. Fortunatamente ha rimediato soltanto una contusione, anche se l’impatto laterale è stato molto duro e il britannico, una volta uscito dall’abitacolo, è apparso parecchio sofferente.
Lo stesso Colapinto, ai microfoni di Viaplay, ha descritto così la scena dal proprio punto di vista: “Quando l’ho visto era già sull’erba. C’erano 80 km/h di differenza tra me e lui. Era come se lui fosse in un giro veloce e io in uno di lancio. È molto difficile e pericoloso correre così, sono contento che stia bene”.
Il dato relativo ai 50G citato da Sainz rende bene la misura della sua preoccupazione. Non si tratta, quindi, soltanto di una critica allo spettacolo offerto in pista, ma di un vero e proprio allarme sicurezza. Il nodo, secondo il pilota della Williams, è che le attuali dinamiche di sorpasso e difesa stiano creando differenze di velocità troppo marcate, con conseguenze che possono diventare pesantissime soprattutto nei circuiti più stretti e veloci.
Sainz è una furia in Giappone: “FIA e F1 ci ci ascoltino di più e intervengano in tempi brevi”

Nel prosieguo del suo intervento, Sainz ha anche espresso la speranza che quanto visto in Giappone possa finalmente spingere FIA e Formula 1 a intervenire in tempi brevi: “Sono curioso di vedere cosa FOM e FIA metteranno a punto per i nuovi regolamenti e spero che possano trovare qualcosa di migliore già per Miami, considerando che l’incidente con Ollie che abbiamo visto oggi era esattamente il tipo di situazione contro cui li avevamo messi in guardia. Questo tipo di velocità di chiusura e questo tipo di incidenti erano sempre destinati a verificarsi, e non sono per niente contento di ciò che abbiamo avuto finora. Spero che si arrivi a una soluzione migliore, che non crei queste enormi velocità di chiusura e permetta di correre in modo più sicuro”.
Il messaggio finale, poi, è quasi un appello diretto a chi dovrà prendere le decisioni nelle prossime settimane. Sainz chiede che venga dato più peso alla voce dei piloti rispetto a quella di chi, fin qui, ha ritenuto accettabile lo spettacolo in pista: “Spero che questo serva da esempio e che i team ascoltino i piloti, e non così tanto le persone che hanno detto che le corse andavano bene, perché le corse non vanno bene”. Una presa di posizione netta, durissima, che riaccende il dibattito sui regolamenti e mette ulteriore pressione su FIA e FOM. Perché, al di là del tema spettacolo, il punto sollevato da Sainz è semplice: continuare su questa strada, senza correttivi, rischia di esporre i piloti a incidenti sempre più violenti. E dopo il Giappone, ignorare l’allarme lanciato dalla GPDA potrebbe diventare molto più difficile.



