Red Bull, quell’equilibrio che non torna: la RB22 mette in difficoltà Verstappen

Mar 23, 2026

Cristiano Sponton, Piergiuseppe Donadoni

L’inizio di stagione della Red Bull sta mostrando una difficoltà più profonda di quanto i semplici distacchi cronometrici possano suggerire e i dati raccolti tra Melbourne e Shanghai portano a una conclusione chiara: il limite della RB22 non è nella potenza disponibile, ma soprattutto nell’equilibrio complessivo della piattaforma aero-meccanica. Il team che crede parte del deficit che sta pagando rispetto alle prime tre squadre sia dovuto alla strategia aggressiva utilizzata lo scorso anno quando sono stati portati aggiornamenti fino all’ultimo secondo sulla RB21.

Red Bull RB22: buona soprattutto nel medio ma pessima nelle curve lente

Entrando nel dettaglio dei giri di Verstappen e Hadjar a Shanghai emerge una caratteristica molto precisa: la RB22 sembra comportarsi come una vettura molto diversa a seconda del tipo di curva.  Nelle curve lente il limite sembra evidente con Verstappen ben 8 km/h più lento nei confronti di Antonelli al tornantino. Una differenza significativa, che si amplifica nella fase di uscita, dove la Mercedes riesce ad anticipare il ritorno sul gas mentre la Red Bull richiede un’applicazione molto più progressiva dell’acceleratore. A queste velocità l’aerodinamica ha un impatto limitato e la prestazione dipende soprattutto dal grip meccanico. Il quadro che emerge è quello di una vettura che fatica a generare aderenza soprattutto nelle fasi a bassa velocità, costringendo il pilota a guidare in modo più conservativo a causa del tanto sottosterzo presente. 

In questo contesto, il sovrappeso che sta colpendo la RB22 sta certamente contribuendo al comportamento osservato. A riguardo, il team ha comunque smentito ad AutoRacer che la loro vettura sia 20 kg sovrappeso. Una massa maggiore tende a penalizzare proprio le fasi di bassa velocità, aumentando l’inerzia della vettura e rendendo più difficile sia mantenere velocità a centro curva sia trasferire efficacemente la coppia in uscita. Quando però la velocità cresce, la RB22 sembra cambiare volto. Nelle curve soprattutto di media velocità, Verstappen riesce a mantenere velocità piuttosto buone, segno di una monoposto capace di generare un livello di carico aerodinamico competitivo. In queste condizioni la vettura torna ad essere più precisa, con un anteriore solido e una buona capacità di sostenere la percorrenza.

Dopo il KO di Hadjar in Australia, Red Bull ha ridotto la potenza del motore in Cina?

Il dato più significativo emerge però sul rettilineo principale: dopo una prima fase di accelerazione allineata, la Red Bull perde prestazione nella seconda metà dell’allungo, entrando in clipping prima degli avversari e mostrando un consumo energetico più rapido lungo il giro. La perdita di velocità nelle curve lente costringe ad un maggiore utilizzo dell’energia elettrica in uscita per recuperare accelerazione o dopo il problema avuto da Hadjar in Australia, in casa Red Bull hanno pensato bene di correre più conservativi con le impostazioni del motore? Le analisi sulle prestazioni delle power unit collocavano il motore Red Bull appena dietro alla Mercedes e davanti alla Ferrari nella qualifica di Melbourne mentre, secondo un team concorrente, questa ottima impressione non si è verificata in Cina. E perdere potenza in queste modernissime vetture di F1 può anche diventare un dramma, soprattutto per una vettura come la RB22 tutt’altro che perfetta dal lato telaistico e aerodinamico, al contrario della Ferrari SF-26. 

Il dato più significativo non è tanto la velocità massima raggiunta, quanto il punto del rettilineo in cui la vettura smette di accelerare perché è lì che si misura l’efficienza complessiva del sistema. In questo contesto, le difficoltà di Verstappen diventano una conseguenza diretta del comportamento della monoposto. Non si tratta solo di trovare il limite, ma di gestire una vettura che non offre una prestazione lineare lungo il giro, costringendo il pilota a continui adattamenti tra ingresso, percorrenza e uscita, sapendo anche quanto Verstappen abbia bisogno di un anteriore preciso e affilato, un qualcosa che nel lento ad oggi la RB22 certamente non ha. Una vettura che, al momento, non riesce a mettere insieme tutti gli elementi della prestazione in modo coerente ed è proprio questa mancanza di continuità, più ancora del valore assoluto delle singole aree, a rappresentare il vero limite della vettura di Milton Keynes in questo avvio di stagione. Intanto, in Giappone arriveranno i primi aggiornamenti. 

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