Red Bull, Mekies intravede la luce: “da tre gare siamo in lotta per il podio”

Ago 1, 2026

Loris Preziosa

La Red Bull ha chiuso la prima parte di campionato con un secondo posto incoraggiante, considerando le difficoltà accusate dai piloti nell’arco del fine settimana. Il mix fra la stoffa di Max Verstappen e le giuste chiamate strategiche hanno permesso alla scuderia di Milton Keynes di massimizzare il risultato. Ciò non nasconde però le noie che il team ha il compito di affrontare in vista della seconda parte di stagione, su tutte un pacchetto di non facile interpretazione per i piloti. Ne ha parlato il Team Principal Mekies al termine della gara all’Hungaroring.

Mekies: “ottima esecuzione da parte del team, stiamo migliorando su vari aspetti”

Come dichiarato da Max Verstappen dopo la gara, anche il Team Principal Laurent Mekies ha sottolineato come il secondo posto fosse un risultato insperato alla vigilia, alla luce delle problematiche che i piloti hanno dovuto gestire in termini di confidenza al volante. “Guardando a quelle che erano le previsioni per la gara, pensavamo che Norris e le due Ferrari fossero fuori portata. Credevamo di poter lottare soltanto contro le Mercedes e probabilmente Oscar, invece si è scoperto di poter lottare anche contro entrambe le Ferrari, con il solo Lando fuori portata.” Dunque, una sorpresa positiva che ha permesso a Verstappen di chiudere la corsa ungherese alle spalle della sola McLaren del campione del mondo in carica. “Ci sono state diverse decisioni strategiche piuttosto insidiose da parte dei ragazzi – ha aggiunto Mekies – inclusa quella della VSC, ma non solo, come la scelta precedente di non coprire Hamilton quando è entrato ai box all’inizio, e come sempre hanno fatto la scelta giusta. Complimenti al muretto e al team in fabbrica, al team gomme e a quello degli pneumatici. Nel complesso penso che l’esecuzione della gara sia stata molto buona. Ad inizio anno abbiamo sofferto con le partenze, ora stiamo riuscendo a fare bene, così come le soste ai box e la strategia.”

Nei momenti decisivi della corsa la Red Bull non si è fatta trovare impreparata. Quando Hamilton ha effettuato con successo l’undercut su Verstappen, ci ha pensato l’olandese a rimettere a posto le cose, grazie ad una staccata capolavoro. Come menzionato precedentemente, in occasione della Virtual Safety car nel finale, il muretto ha lasciato in pista Verstappen, che ha poi terminato la corsa davanti al britannico della Ferrari. Positivo anche il ritmo sulle gomme Soft, ma ciò non è stato un denominatore comune per tutto l’arco della gara e del fine settimana. “Penso che non siamo mai riusciti a dare a Max e Isack un’auto con cui potessero spingere, ha aggiunto il numero uno del muretto Red Bull. “Quindi, per esempio, se guardo ai feedback dei piloti a Spa o in Austria, probabilmente avrebbero detto che la macchina era più o meno come dovrebbe essere, permettendogli di fare ciò che volevano, ma non è mai stato il caso questo weekend. Sicuramente venerdì e sabato è andata peggio rispetto a domenica, ma comunque in gara la macchina non stava dando buone sensazioni ai piloti.”

Le difficoltà restano, ma si intravede la luce: “da tre gare siamo in lotta per podio, resta da capire perché siamo così al limite con il bilanciamento”

Se la classifica mondiale racconta di una Red Bull quarta forza a valle delle prime undici gare del 2026, la corsa in Ungheria ha lasciato aperto qualche spiraglio di luce per il team. “È stata complicata per tutti e credo sia giusto riconoscere che soltanto Lando fosse chiaramente più veloce di Max, tutti gli altri erano di livello simile o inferiori. Ciò è positivo perché significa che abbiamo margine di miglioramento con il pacchetto attuale.” Proseguendo sugli aspetti positivi, ai microfoni di Sky UK Mekies ha aggiunto: “sia lato telaio che PU, il pacchetto ha confermato che nelle ultime tre gare siamo stati in lotta per il podio. Non proprio per la vittoria, ma tutti stanno lavorando per raggiungere quell’ultimo pezzo.” Come affermato anche da Verstappen, fra i compiti per le vacanze in casa Red Bull c’è quello di trovare la chiave di volta in termini di interpretazione complessiva della RB22, un aspetto che spesso finora ha dato filo da torcere. “Cercheremo di capire perché siamo così al limite con l’equilibrio della macchina, con il bilanciamento in curva e in termini di deficit di performance. In queste ultime gare mettere la macchina nella giusta finestra è stato un lavoro complicato, sia per i piloti, che per il team.”

 

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