Red Bull in difficoltà in Ungheria: “Ogni volta problemi diversi. Ferrari la più veloce”

Lug 25, 2026

Jacopo Moretti

Il venerdì del GP d’Ungheria ha confermato che la strada verso la competitività è ancora in salita per la Red Bull. Dopo aver sperato che le caratteristiche dell’Hungaroring potessero nascondere parte delle debolezze della RB22, il team di Milton Keynes si è invece ritrovato a fare i conti con una monoposto difficile da guidare, penalizzata da un equilibrio precario.

Red Bull, Verstappen: “Abbiamo vincoli di assetto. Uno dei venerdì più difficili”

Red Bull

Credit: Martina Bonaita

Max Verstappen ha chiuso la seconda sessione a quasi sette decimi dalla vetta occupata da Lewis Hamilton, mentre Isack Hadjar ha accusato oltre un secondo di ritardo. A fare il punto della situazione è stato il direttore tecnico Pierre Wache, che non ha nascosto le difficoltà: “Abbiamo molto lavoro da fare. Non siamo dove dovremmo essere e nemmeno dove vogliamo essere. I piloti non sono contenti del bilanciamento della vettura. Il grip è molto basso, la pista è estremamente sconnessa e ogni piccola perturbazione altera in modo significativo il comportamento della macchina. Dobbiamo renderla più stabile e prevedibile”. Wache ha inoltre ammesso che la RB22 continua a soffrire su cordoli e avvallamenti, un limite storico della Red Bull: “Siamo costretti a utilizzare un assetto molto rigido e questo ci riporta agli stessi problemi che avevamo con le prime monoposto a effetto suolo. Non possiamo fare miracoli, dobbiamo migliorare passo dopo passo.”

Anche Verstappen ha individuato diversi aspetti da sistemare prima delle qualifiche. Oltre a un bilanciamento non soddisfacente, l’olandese ha lamentato una risposta poco convincente della vettura in scalata, elementi che il team ritiene risolvibili nel corso della notte. Più incoraggianti, invece, le sensazioni di Hadjar, che ha visto un potenziale migliore nella configurazione utilizzata in FP1: È stato uno dei venerdì più complicati della stagione. In FP1 la macchina era buona e sul passo gara c’era velocità, ma dopo le modifiche apportate per FP2 e con il vento aumentato è diventato difficile interpretare i dati. Le Ferrari sono molto forti qui, ma sappiamo dove possiamo migliorare e speriamo che alcuni cambiamenti ci permettano di fare un passo avanti.” Il francese ha inoltre sottolineato come il vento rappresenti una variabile decisiva con queste monoposto: qualsiasi modifica di assetto rischia infatti di perdere efficacia se le condizioni cambiano da una sessione all’altra.

Del resto, lo stesso Waché in conferenza ha invitato alla prudenza, spiegando come i progressi mostrati dalla Red Bull nelle ultime gare non fossero sufficienti per  affrontare Budapest senza difficoltà. “Non sono completamente fiducioso. Da Monaco i rivali sono migliorati molto, abbiamo visto tanti aggiornamenti e questa pista presenta compromessi completamente diversi”, ha spiegato il direttore tecnico. Secondo il francese, la RB22 continua infatti a mostrare comportamenti differenti a ogni circuito: Con questa macchina scopriamo un problema diverso ogni volta che andiamo in pista. Cerchiamo sempre di massimizzarne il potenziale, ma non c’è una vera fiducia.” Waché ha comunque riconosciuto i passi avanti compiuti dal team rispetto all’inizio della stagione: “Siamo partiti bene e abbiamo fatto progressi interessanti, merito del lavoro della squadra. Non siamo ancora dove vorremmo essere, ma stiamo cercando di capire cosa non funziona e come migliorare.”

Ala Reverse promossa: “Ma Ferrari resta il riferimento”

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Credit: Martina Bonaita

L’unica nota davvero positiva della giornata è arrivata dalla nuova versione dell’ala posteriore reverse tornata in pista dopo i problemi emersi nei precedenti appuntamenti. Wache ha confermato che tutti i controlli effettuati hanno dato esito positivo: “Al momento si sta comportando correttamente. L’abbiamo sottoposta a test molto severi in fabbrica per assicurarci che fosse completamente sicura e oggi non abbiamo riscontrato alcun problema.” Sul fronte delle prestazioni, però, il tecnico francese non si è fatto illusioni, indicando nella Ferrari il riferimento del weekend: “È quello che ci aspettavamo. Pensavamo che qui sarebbero stati i più veloci, soprattutto sul giro secco. Hanno la macchina da battere e noi dovremo lavorare durante la notte per trovare la prestazione che oggi ci è mancata.” Red Bull cercherà quindi di recuperare terreno già nella terza sessione di prove libere, consapevole che adattarsi al vento e trovare il giusto compromesso di assetto sarà determinante per rilanciare le proprie ambizioni nel fine settimana di Budapest.

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