Red Bull 2026, Hadjar: “Devo accettare fin da subito che sarò più lento di Verstappen”

Dic 5, 2025

Mattia Barzaghi

Il media day di Abu Dhabi è stato comprensibilmente dominato dalla situazione riguardante il titolo mondiale piloti, con i tre contendenti insieme nella seconda parte della conferenza stampa. In mezzo a un clima molto teso, c’è stato comunque spazio anche per un altro tema molto discusso durante la settimana: gli annunci di Red Bull e Racing Bulls sulle proprie line-up del 2026. Martedì il gruppo ha infatti annunciato cambiamenti importanti: Isack Hadjar approderà nel team principale accanto a Max Verstappen, mentre Liam Lawson resterà in Racing Bulls insieme al debuttante Arvid Lindblad, classe 2007 pupillo di Helmut Marko. Yuki Tsunoda, dopo aver disputato la maggior parte della stagione al volante della Red Bull, nel 2026 non sarà titolare ma ricoprirà il ruolo di test e reserve driver. Nel giovedì di Yas Marina, lontani dal centro della scena iridata, i tre hanno quindi commentato i passi che li attendono nel loro futuro immediato, con anche un’analisi alla stagione appena trascorsa.

Hadjar: “Accetto sin da ora che sarò più lento di Verstappen all’inizio”

Isack Hadjar è stato chiaro fin dall’inizio per ciò che riguarda il “mindset” da mantenere fin dai primi giorni al fianco di Max Verstappen: “La cosa più importante è accettare che sarò più lento nei primi mesi. Se entri con questa mentalità, sei già preparato al fatto che sarà difficile.” Sarà cruciale ovviamente evitare di replicare ciò che hanno subito Gasly, Albon, Perez, Lawson e Tsunoda, cioè tutti i compagni dell’olandese post-Ricciardo che hanno sfigurato malamente nel confronto con il quattro volte campione del mondo.

Il 2026, con i nuovi regolamenti e la rivoluzione tecnica con la propulsione 50-50 ibrida, offrirà un punto di partenza diverso dalla base di questi anni di vetture ad effetto suolo. Il francese non esclude che ciò possa aiutarlo ad avvicinarsi a Verstappen: “Se fossimo rimasti col nuovo regolamento, non ci sarebbe stata nessuna possibilità di batterlo. Forse il nuovo modo di guidare la macchina può adattarsi bene a me. Ma allo stesso tempo, parliamo di Max Verstappen. Lui si adatta a tutto. È questo che lo rende così forte.”

Il n6 ha respinto l’idea che il suo atteggiamento possa essere considerato arrendevole: “Tutti quando arrivano pensano ‘È umano, posso batterlo’. Poi vengono travolti e inizia l’effetto valanga. La possibilità che io sia più lento all’inizio è alta. Tanto vale accettarlo ora e lavorare per colmare il divario.” Pur riconoscendo la difficoltà, Hadjar non rinuncia alla propria ambizione: “Spero di essere veloce come lui, ma realisticamente so che le probabilità non sono molte.”

 Tsunoda: “Non ho ancora realizzato del tutto che non correrò l’anno prossimo, ma sono orgoglioso di ciò che ho fatto”

Dall’altro lato della medaglia, c’è Yuki Tsunoda, appiedato per l’anno prossimo. Il giapponese ha comprensibilmente parlato con toni misurati, essendo il weekend corrente l’ultimo (per ora) alla guida di una Formula Uno: “L’ho saputo dopo la gara in Qatar. Ero ovviamente deluso,” ha raccontato.

La decisione di non confermarlo per il 2026 è stata per lui inaspettata. Un colpo pesante, arrivato soprattutto dopo aver sostituito Lawson in Red Bull per quasi tutta la stagione e aver quindi pensato di aver comunque soddisfatto i vertici del team. Dopotutto, era stato proprio il neozelandese a essere stato retrocesso dopo sole due gare: “Non sto ancora pienamente realizzando o sentendo che non correrò l’anno prossimo”.

Nonostante tutto, Tsunoda ha spiegato che il suo approccio al weekend non cambierà: “Farò esattamente ciò che ho cercato di fare in Qatar: essere competitivo il più possibile, aiutare Max e finire il più in alto possibile per me e per la squadra.” Il giapponese anche parlato della difficoltà di dividere il box con Verstappen: “Forse il fatto che Max sia il miglior pilota in griglia non aiuta il secondo pilota. È normale che il team dia priorità a chi lotta per il titolo. Questo però sicuramente mette più pressione sul secondo pilota, anche se al contempo verso fine stagione ho iniziato a sentire più supporto dalla squadra”. Il riferimento riguarda quasi certamente i pacchetti di aggiornamenti introdotti sulla RB21. Nei primi weekend, con Christian Horner ancora al timone, Tsunoda disponeva quasi sempre di specifiche diverse rispetto a Verstappen. Da quando è arrivato Laurent Mekies invece le due vetture sono state per la maggior parte dei weekend praticamente identiche.

In più, il fatto di essere entrato in una situazione tutt’altro che rosea ai vertici, ha sicuramente trascurato il nipponico: “Mi sono trovato in una situazione tutt’altro che ottimale, entrando in una squadra che stava attraversando una vera lotta di potere. È stato molto difficile tenere il passo”.

Sulle sue prestazioni, Tsunoda si è detto soddisfatto soprattutto riguardo le ultime qualifiche: “Magari uscivo a volte in Q1 mentre Max era sempre in Q3, ma guardando i distacchi non ricordo recentemente di essere stato quattro o cinque decimi dietro. In una griglia così compatta il rischio di uscire in Q1 con tre decimi di distacco è alto, per questo che la mia situazione è risultata più aggravata di quanto lo fosse realmente. Sono quindi orgoglioso di ciò che ho fatto.” Nel corso delle intervista, Yuki Tsunoda ha rivelato di aver un solo rimpianto per questa stagione: aver lasciato la Racing Bulls che era “fottutamente buona” in cui dentro vi era il suo DNA avendo contribuito allo sviluppo di quella vettura. “non rimpiango però la decisione di essere in Red Bull”

Lawson: “La conferma è stato il sollievo più grande che potessi provare”

Liam Lawson, per la maggior parte della stagione meno sotto i riflettori rispetto ai giorni in cui correva per Red Bull, ha vissuto il giovedì di Abu Dhabi con un’aria decisamente più serena: “È probabilmente il sollievo più grande che potessi provare. Fa anche piacere arrivare a questo weekend sapendo già cosa farò l’anno prossimo. Non ricordo nemmeno l’ultima volta che ho avuto questa sicurezza.”

Lawson ha ripercorso mentalmente il suo inizio stagione, segnato dalle due gare difficili in Red Bull: “Onestamente non ricordo quasi nulla di quei due weekend, sono stati così brevi. All’inizio dell’anno avevo tanti pensieri su quello che stava succedendo, ma oggi è difficile pensarci: per essere qui devi credere in te stesso.”

Rientrato in Racing Bulls, ha dovuto riadattarsi ad una vettura che si stava ben comportando nelle mani di Tsunoda e Hadjar: “Le prime gare sono state complicate. Avevo saltato parte del lavoro iniziale sulla macchina e quindi per la prima parte dell’anno, onestamente, mi sono concentrato sul ritrovare il ritmo e abituarmi di nuovo a questa vettura. Abbiamo fatto cambiamenti per renderla più confortevole per me durante la stagione”

Infine, a Lawson gli è stato chiesto se avesse pensato a un eventuale ritorno in Red Bull durante la stagione: “Non è qualcosa che ho davvero preso in considerazione quest’anno. Quando sono tornato, le prime gare sono state molto complicate. Stavo solo cercando di trovare i miei punti d’appoggio e di riabituarmi alla macchina. Davvero, non è qualcosa a cui ho pensato molto. Mi serviva stabilità, ed è ciò su cui ho lavorato.” ha concluso.

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