La prima qualifica della stagione 2026 di Formula 1 ha già regalato una sorpresa interessante. Arvid Lindblad, rookie della Racing Bulls, ha impressionato tutti mettendosi davanti al compagno di squadra Liam Lawson per gran parte della sessione, prima che un problema tecnico gli rovinasse il finale. Il risultato finale resta comunque positivo per il team: Lawson ha chiuso ottavo in 1:19.993, mentre Lindblad è nono in 1:21.246. Ma ciò che si è visto in pista racconta una storia ben più intrigante.
Confronto dei giri migliori in Q2: Lindblad più a suo agio e aggressivo rispetto a Lawson. Il britannico registra velocità minime maggiori in curva.
Il pilota anglo-indiano non ha mostrato alcuna esitazione nel portare la sua VCARB03 al limite fin dalle prove libere. Per tutto il weekend è stato costantemente competitivo e in qualifica ha preceduto il compagno neozelandese in ogni run fino alla fine della Q2. I dati telemetrici del secondo segmento, l’ultimo in cui entrambi hanno potuto spingere davvero al massimo, mostrano quanto Lindblad fosse a suo agio. Il rookie ha costruito il suo vantaggio metro dopo metro, soprattutto nei primi due settori, grazie a una guida molto aggressiva.
Alla prima curva Lawson perde circa mezzo decimo frenando leggermente prima, mentre Lindblad riesce a tornare sul gas con tempismo migliore nonostante una maggior velocità minima, più alta di ben sei chilometri orari. Un altro mezzo decimo arriva nel tratto di rettilineo tra curva 7 e curva 9: Lindblad porta più velocità in uscita dalla 6 e riesce ad accelerare prima. Inoltre, alla fine del rettilineo si nota una curva di super-clipping più ripida sulla vettura del neozelandese. Il classe 2007 guadagna poi un altro decimo nella veloce curva 9, dove registra ben 11 km/h in più di velocità minima, e un ulteriore decimo in curva 11 grazie a una migliore velocità al centro curva. D’altro canto, Lawson, recupera l’ultimo decimo nel tratto finale, soprattutto in uscita dall’ultima curva, anche grazie a qualche centinaio di kJ di energia in più.
Se in Q2 Lindblad era stato il più veloce, in Q3 la sorte gli ha negato la possibilità di completare un giro pulito. Mentre Lawson riusciva a sistemare i piccoli errori dei tentativi precedenti e firmava il suo miglior tempo in 1:19.993, valido per l’ottava posizione, il pilota di origini svedesi si è ritrovato a fare i conti con un problema tecnico significativo. La telemetria non lascia dubbi: un guasto al deployment ha penalizzato pesantemente la sua vettura, costringendolo a chiudere solo in 1:21.246.
Sul rettilineo che porta alla curva 9, infatti, la sua velocità massima si è fermata a 297 km/h, contro i 328 del compagno. Un divario di oltre trenta chilometri orari che spiega quasi da solo il distacco di poco più di un secondo. In questo giro, inoltre, Lindblad ha inserito l’ottava marcia in modo insolito, mentre nel suo miglior tentativo era rimasto quasi sempre in settima, fatta eccezione per il rettilineo più lungo. Via radio si è infatti lamentato anche di un problema al cambio. Un guasto che gli ha tolto la possibilità di confrontarsi fino in fondo con Lawson nel momento clou, ma che non cancella quanto di buono mostrato fino a quel momento.

Entrambi i piloti fiduciosi in vista della gara
Le dichiarazioni del dopo qualifica confermano il clima di cauto ottimismo in squadra. Lindblad, nonostante la delusione, non può che aver mostrato soddisfazione nell’analisi: “È stato davvero molto positivo. Per tutto il weekend siamo stati piuttosto competitivi. Ho cercato di non entusiasmarmi troppo dopo ieri, perché non sapevamo se le cose sarebbero cambiate o se altre squadre avessero ancora qualcosa in più in tasca”, ha spiegato il rookie. “Sapevo più o meno entrando nella sessione che eravamo veloci e che dovevo semplicemente concentrarmi su me stesso e fare il mio lavoro per poter essere competitivi. Il team ha fatto un lavoro fenomenale, è davvero impressionante avere due macchine in Q3, soprattutto considerando dove eravamo in Bahrain. Credo sia stato molto oltre le aspettative mie e della squadra. Quindi sono estremamente felice e non vedo l’ora che arrivi domani”.
Per quanto riguarda la gara, il classe 2007 si mostra ottimista anche se i dati raccolti sui long run sono stati pochi: “Cercheremo di capire tutto quello che possiamo dal long run. La realtà è che credo abbiamo fatto circa dieci giri, e quei dieci giri sono stati praticamente gli unici che abbiamo fatto questo weekend con tanto carburante. Quindi cercheremo di capire tutto quello che possiamo da quelli. In ogni caso penso che ci siano ancora molte incognite. Non credo che qualcuno sappia davvero cosa succederà nella gara di domani. Impareremo quello che possiamo e poi resteremo aperti mentalmente e pronti ad adattarci a qualunque situazione si presenterà domani. Io cercherò semplicemente di restare concentrato e fare il miglior lavoro possibile”. Infine, sulla partenza dal centro gruppo: “Vedremo cosa succederà domani. Ci sono così tante incognite per questa gara, ma partiamo davanti nel gruppo di centro. Stasera prepareremo il miglior piano possibile per arrivare domani il più preparati possibile”.
Liam Lawson è stato altrettanto onesto, ammettendo le difficoltà ma sottolineando anche i lati positivi di una qualifica complicata. Alla domanda su quanto fosse soddisfatto del risultato, il neozelandese ha risposto: “Sì, onestamente penso che, considerando dove pensavamo di essere questo weekend, probabilmente non ci aspettavamo di essere qui. Quindi sì, sono piuttosto contento.” In effetti, nei test in Bahrain la Racing Bulls sembrava essere meno competitiva di Haas e Alpine, squadre che però si è messa alle spalle senza problemi. Lawson poi conferma quanto scritto sopra nel confronto col compagno: “L’inizio della qualifica per me è stato abbastanza complicato, a dire il vero. Solo verso la fine sono riuscito finalmente a mettere insieme il giro. Era piuttosto difficile… da dove ero seduto era davvero complicato completare un giro pulito. Continuavo a bloccare le ruote e a fare errori. La macchina però era piuttosto veloce, quindi da parte mia è stato un po’ inutile commettere quegli errori. Però sì, verso la fine sono riuscito a mettere tutto insieme”.
L’ex Red Bull ha poi rivelato un dettaglio strategico importante: “In più abbiamo conservato un set nuovo per domani, che è un aspetto positivo. Non abbiamo usato un set nuovo in Q3, mentre tutti gli altri intorno a noi lo avevano già fatto“. Infine, sulla fiducia in vista della gara, ha aggiunto: “Sicuramente c’è fiducia per fare un buon risultato domani. È fantastico arrivare a domani con un set nuovo di gomme soft e con due macchine in Q3, onestamente è molto molto positivo. Quindi sì, sono contento della giornata. Ovviamente domani sarà una gara lunga e queste macchine, quando sono così nuove, non sempre sono le più affidabili. Vedremo”.



