Racing Bulls: problemi tecnici ed errori dietro il passo falso di Singapore

Ott 9, 2025

Luca Manacorda

A Singapore si è interrotta la striscia di piazzamenti a punti della Racing Bulls, aperta nel GP Belgio e che ha avuto il suo apice nel podio ottenuto da Isack Hadjar a Zandvoort. Il fine settimana nella città stato asiatica non era iniziato nel migliore dei modi per la scuderia di Faenza, con l’incidente di Liam Lawson nelle FP2 poi bissato nelle FP3, ed è proseguito con scarsa fortuna fino a domenica, con la top 10 mancata di un soffio da Hadjar, rallentato da un problema al motore.

Hadjar stoico ma sfortunato

Il rookie francese, le cui quotazioni per la promozione in Red Bull nel 2026 sono sempre più in ascesa, è stato penalizzato da un problema al motore emerso poco prima di effettuare l’unico pit stop della gara. Partito ottavo, Hadjar si è ritrovato nella stessa posizione dopo i cambi gomme, approfittando della sosta più lunga del previsto di Fernando Alonso. Proprio con lo spagnolo ha dato vita a un intenso duello, su cui il duello volte campione del mondo non ha mancato di polemizzare.

Alonso Hadjar

La minor velocità di punta dovuta al problema alla power unit ha costretto Hadjar ad alzare bandiera bianca, dovendo poi cedere il passo anche a Oliver Bearman e a Carlos Sainz, con la decima posizione sfumata così a pochi giri dalla bandiera a scacchi: “Non è stata la nostra giornata, perché abbiamo avuto un problema con la macchina poco prima del pit stop – ha sottolineato il pilota della Racing Bulls – È durato tutta la seconda parte di gara e ci è costato i punti. Speravo che gli altri piloti non ci raggiungessero così in fretta, ma lo hanno fatto, e le bandiere blu non ci hanno aiutato. In curva eravamo piuttosto veloci, ma perdevamo tutto sui rettilinei, quindi non c’era niente che potessimo fare. Valuteremo cosa è successo e poi ci concentreremo su Austin, puntando a mantenere il buon slancio iniziato dopo la pausa estiva“.

Lawson, un weekend da dimenticare

Al contrario di Hadjar, Lawson ha davanti a sé un futuro ancora pieno di incognite, con la sua permanenza in Racing Bulls messa in pericolo da due giovani talenti come Arvid Lindblad e Alex Dunne, fresco di divorzio dalla McLaren. Da questo punto di vista, il doppio incidente nelle prove libere non ha certo giovato alla posizione del neozelandese, il quale ha pagato gli errori con una qualifica non brillante che di fatto ha compromesso anche la gara.

Per provare a recuperare dal dodicesimo posto, Lawson ha allungato il suo stint iniziale, ritrovandosi però bloccato nel traffico una volta cambiate le gomme e chiudendo così solo quindicesimo: “Siamo rimasti in pista per gran parte della gara con un set di gomme Medium e purtroppo siamo finiti dietro a un treno di vetture dopo il nostro rientro ai box. Se fossimo partiti più avanti in griglia, avremmo potuto potenzialmente finire a punti con il nostro ritmo, ma una qualifica difficile significava che sarebbe stata dura fin dall’inizio“.

In questo quadro difficile, Lawson a Singapore ha svelato di ricevere il costante supporto del pilota di cui di fatto ha preso il posto, ossia Daniel Ricciardo: “Mi ha mandato un bel messaggio dopo Baku (gara chiusa al quinto posto dal neozelandese, ndr). È una persona che mi ha supportato molto. Veniamo dalla stessa parte del mondo, quindi le difficoltà che abbiamo superato sono qualcosa che probabilmente comprendiamo entrambi. È piuttosto difficile arrivare a questo punto e siamo stati entrambi molto fortunati“.

Racing Bulls: si guarda ad Austin per il riscatto

La sintesi dei problemi che hanno affondato la Racing Bulls a Singapore è stata tracciata da Alan Permane, team principal della scuderia: “È la prima volta che usciamo dalla zona punti da Silverstone. Abbiamo avuto un problema con il powertrain di Isack che gli è costato 0,5 secondi al giro e correre in quelle condizioni, quando il confronto è così serrato, è praticamente impossibile. Ha guidato brillantemente e ha fatto tutto il possibile, ma alla fine si è rivelato un handicap troppo grande per mantenere la vettura in zona punti. Liam ha avuto una gara altrettanto dura. Non aveva la macchina che voleva e ha faticato con aderenza e bilanciamento. Abbiamo allungato molto il suo primo stint, sperando che potesse approfittare della Safety Car, ma alla fine non aveva il ritmo“.

Lawson (Racing Bulls)

Lo zero di Singapore potrebbe essere solo un passaggio a vuoto per la Racing Bulls, ancora sesta tra i Costruttori seppur con l’Aston Martin avvicinatasi ad appena quattro punti. Il team di Faenza ritiene il prossimo appuntamento al Circuit of the Americas un’ottima occasione di riscatto: “Ci riorganizzeremo e andremo a fondo del problema con la vettura di Isack, tornando forti ad Austin, una pista che sicuramente si adatta alla nostra vettura” ha concluso Permane.

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