La Sprint Race ha fornito a Pirelli le risposte che mancavano in vista del Gran Premio di Silverstone. Dopo una gara breve disputata dalla quasi totalità della griglia con la mescola Medium, Dario Marrafuschi, responsabile del programma Formula 1 della casa milanese, ha confermato che il comportamento degli pneumatici è stato pienamente in linea con le aspettative, rafforzando l’ipotesi di una gara a una sola sosta; il quadro strategico per la domenica appare ormai ben definito.
Medium promossa, degrado minimo e una sola sosta sempre più probabile
Il primo bilancio della Sprint è decisamente positivo per Pirelli. “Non c’è molto da dire, e questa è una buona notizia”, ha esordito Marrafuschi. “La Sprint si è disputata quasi interamente con la Medium e siamo molto soddisfatti del comportamento della gomma. Ho sentito che si è parlato di graining in gara per qualcuno. Abbiamo analizzato gli pneumatici e non si trattava di graining. Probabilmente era soltanto del pickup raccolto durante la gara. Il comportamento della C2 è stato estremamente costante.”
Il dato più significativo arriva proprio dal degrado. “Kimi Antonelli ha fatto segnare il giro più veloce proprio all’ultimo passaggio della Sprint. Questo dimostra che il degrado era praticamente nullo.” Da segnalare che anche altri piloti, come i due Ferrari e le McLaren per esempio hanno fatto il loro giro migliore all’ultimo giro.
Marrafuschi ribadisce come la gestione dell’energia di questo nuovo regolamento contribuisce a preservare gli pneumatici. “Credo che l’energy management stia aiutando. Nelle curve ad alta velocità le vetture percorrono quei tratti leggermente più lentamente rispetto alle simulazioni iniziali e questo riduce l’usura.”

Anche le condizioni ambientali hanno favorito il comportamento delle gomme. “Rispetto all’Austria è un altro mondo. Le temperature sono molto più miti e tutto sta funzionando esattamente come previsto. Avevamo stimato una pole position in 1’28″1 ed è stato esattamente il tempo realizzato.”
Per la gara, dunque, Pirelli conferma la propria previsione. “La strategia più probabile resta quella a una sola sosta. Il pit stop costa circa 22 secondi e, secondo le nostre simulazioni, una strategia a due soste comporterebbe una perdita di circa 13 secondi.” L’opzione più veloce resta Medium-Hard. “La finestra ideale per fermarsi parte intorno al giro 24 e si chiude verso il giro 30. Anche Hard-Medium offre praticamente lo stesso tempo complessivo, ma pensiamo che la maggior parte dei team sceglierà Medium-Hard, anche perché molti hanno conservato un set nuovo di Hard. Nel caso di strategia invertita, la finestra si aprirà al giro 28 e si chiuderà intorno al giro 34.”
Assetti e Soft da usare solo in casi particolari
La Soft non viene vista come una gomma preferibile alle altre in gara. “Abbiamo simulato anche la strategia Medium-Soft, ma risulta circa cinque secondi e mezzo più lenta rispetto alla Medium-Hard. Inoltre costringerebbe a percorrere oltre venti giri con la gomma Soft, un limite piuttosto critico. L’anteriore sinistra è la gomma più sollecitata. Se una vettura tende al sottosterzo, sinceramente non consiglierei l’utilizzo della Soft.” L’unica eccezione potrebbe arrivare da una neutralizzazione nel finale. “Se dovesse entrare una Safety Car nelle ultime 15-20 tornate, allora la Soft potrebbe diventare una scelta interessante. Per uno stint di circa quindici giri può funzionare bene.”

Marrafuschi ha spiegato come diversi team abbiano sperimentato assetti differenti durante la Sprint per cercare di migliorare il riscaldamento dell’avantreno. “Abbiamo visto alcune squadre utilizzare configurazioni differenti sulle due vetture, cercando più sottosterzo su una e più sovrasterzo sull’altra per capire come generare temperatura all’anteriore.” I risultati, però, sembrano piuttosto chiari. “Il sottosterzo aumenta l’usura dell’anteriore senza produrre realmente più temperatura. Dal punto di vista degli pneumatici non credo sia una strada conveniente.”
La gestione dell’energia influenza le scelte Pirelli? I piani per lo sviluppo 2027
Il responsabile Pirelli ha poi affrontato anche un tema interessante per il futuro, ovvero quanto la gestione dell’energia influenzi la scelta delle gomme “È un aspetto che scopriamo solo durante il weekend di gara, perché le squadre modificano continuamente le strategie di utilizzo dell’energia. Da un punto di vista ingegneristico è sicuramente un elemento da considerare per il futuro. Non stiamo parlando di differenze enormi dal punto di vista della performance comunque, più dell’usura. Le simulazioni sul tempo sul giro erano praticamente perfette. Semplicemente si riesce a gestire meglio l’usura nelle curve veloci.”

Infine, uno sguardo ai test della prossima settimana, fondamentali per definire gli pneumatici del 2027. “Il programma sarà concentrato soprattutto sulla C2 e servirà principalmente a finalizzare la costruzione delle gomme del prossimo anno. Abbiamo ancora alcune opzioni aperte, ma vogliamo chiudere definitivamente il progetto già la prossima settimana.”
L’obiettivo è rispettare le scadenze imposte dal regolamento. “A settembre dovremo consegnare ai team tutti i dati definitivi della costruzione. Per questo vogliamo raccogliere tutte le informazioni necessarie adesso, mantenendo comunque un piano di riserva nel caso fosse necessario qualche piccolo affinamento finale.”



