Dopo le difficoltà emerse a Silverstone e soprattutto a Spa-Francorchamps, l’Hungaroring rappresenta quasi un banco di prova opposto per le nuove power unit 2026. Il tracciato ungherese, grazie alle numerose frenate e alle velocità medie inferiori, dovrebbe infatti consentire una gestione molto più semplice dell’energia rispetto ai circuiti “energy starved”, dove i piloti arrivano a esaurire il deployment elettrico per lunghi tratti del giro.
McLaren, Piastri: “Non abbiamo alcun controllo sull’erogazione”

Ma se Budapest offrirà una sorta di “tregua”, i problemi emersi nella prima metà della stagione restano tutti sul tavolo. E allora in Ungheria Oscar Piastri ha spiegato quanto sia diventata complessa la gestione delle nuove PU, al punto da scherzare sul tempo necessario per descriverne il funzionamento: “Per darvi una risposta completa mi servirebbe probabilmente un’ora e mezza”.
L’australiano ha ricordato come le power unit utilizzate fino al 2025 fossero ormai “incredibilmente mature”, con anni di sviluppo alle spalle, mentre oggi tutto è ancora in fase di apprendimento. “Anche con le precedenti ibride c’era una grande componente di apprendimento, programmazione e, in un certo senso, di intelligenza artificiale. Quando sono arrivato in Formula 1 quei motori erano ormai sviluppatissimi, ma soprattutto l’impatto di un piccolo errore era molto inferiore, perché la parte elettrica rappresentava una percentuale ridotta della potenza. Oggi invece è praticamente metà della potenza disponibile: qualsiasi piccola differenza o qualsiasi cosa non funzioni perfettamente ha un impatto enorme, specialmente su piste come Spa”.
Un cambiamento che, secondo Piastri, ha ridotto sensibilmente anche il controllo diretto del pilota: “Non abbiamo praticamente alcun controllo su dove avvenga il deployment. Puoi usare il pulsante del boost, ma serve soprattutto nei sorpassi, non in qualifica. Quando succedono differenze del genere e non hai alcun controllo può essere frustrante. Sono sicuro che migliorerà, anche se non credo sparirà completamente: man mano che i costruttori capiranno meglio il regolamento e i limiti del software, le cose diventeranno migliori”.
McLaren, MNorris: “Le cose sarebbero migliori se eliminassimo la batteria”
Se Piastri ha raccontato la complessità del sistema, dall’altra parte del box McLaren Lando Norris è poi entrato nel dettaglio delle criticità, criticando apertamente alcune regole sul comportamento della power unit. “Ci sono ancora delle regole davvero senza senso”, ha esordito il campione del mondo, spiegando come perfino una minima variazione nell’utilizzo dell’acceleratore possa modificare il comportamento del sistema. “La FIA ha cambiato una regola tra venerdì e sabato dello scorso weekend: sopra una certa velocità, credo oltre i 210 km/h, se sollevi il piede e poi riapri il gas il sistema continua a limitare il rapporto tra motore termico e batteria e finisce semplicemente per sprecare energia”.
Norris ha poi ricordato un episodio già vissuto in gara: “Anche durante un sorpasso, se sei arrivato alla fine del deployment e devi alzare il piede per evitare una macchina, quando torni sull’acceleratore il sistema ricomincia a consumare tutta la batteria. Mi è successo in Giappone e ho semplicemente sprecato energia. Ci sono situazioni in cui ti chiedi: ‘Perché questa cosa esiste?’”.
Il britannico sottolinea inoltre come, nonostante il software sia sostanzialmente identico da un weekend all’altro, bastino variazioni minime per cambiare completamente il risultato: “Anche se il software è praticamente lo stesso, a volte succede qualcosa di leggermente diverso e su un giro lungo sette chilometri come Spa quelle piccole differenze diventano enormi”.

Proprio questa imprevedibilità, secondo Norris, rende la gestione della gara quasi impossibile da interpretare per chi è al volante. “Ti chiedi perché la batteria sia finita in un certo punto del giro e scopri che è perché hai tenuto l’acceleratore aperto tre metri in più qui, altri tre metri là, oppure hai dovuto evitare una macchina. Alla fine ti ritrovi con il 20% di energia in meno”.
Per il pilota McLaren, però, il peggio potrebbe ormai essere alle spalle: “Probabilmente abbiamo già affrontato i circuiti più difficili, Silverstone e Spa. Spero che siano stati il caso peggiore. Qui in Ungheria credo che avremo praticamente il deployment completo ovunque e sarà tutto molto più semplice”.
Resta comunque la convinzione che molte criticità possano essere eliminate rapidamente. “Ci sono problemi anche importanti che sarebbero molto semplici da risolvere e spero vengano corretti già nel corso di questa stagione e in vista del prossimo anno”. Poi la battuta conclusiva, : “Ci sono comunque alcune cose che sarebbero semplicemente migliori se eliminassimo del tutto la batteria.”



